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Philadelphia Eagles

Trump cancella la visita degli Eagles alla casa bianca

Non si placa la polemica sulle proteste durante l'inno: molti giocatori avrebbero disertato la visita

  • 2’ di lettura

Il presidente americano Donald Trump annulla l’incontro alla Casa Bianca con i campioni della NFL, i Philadelphia Eagles, in seguito al disaccordo con la squadra in merito all’inno nazionale.

Ergo quest’anno non ci sarà nessun incontro fra il presidente Donald Trump e la squadra vincitrice del campionato NFL 2017/18. Contro ogni pronostico Trump ha cancellato la visita in programma con il team vincitore in quanto la diatriba sull’inno nazionale, che va avanti dal 2016, sarebbe tuttora in piedi.

Gli Eagles avevano pensato di inviare alla Casa Bianca una delegazione ridotta ma Trump ha rifiutato la proposta, sostenendo che “i 1.000 fan che intendono partecipare all’evento meritano di meglio”.

Un gesto praticamente senza precedenti quello di Trump: infatti, nonostante in passato sia accaduto che qualche delegazione di team rifiutasse l’invito presidenziale dopo la vittoria del titolo nazionale (come Steph Curry e tutti i Golden State Warriors, lo scorso anno), decisamente più rara è la circostanza nella quale un presidente annulli l’incontro di sua iniziativa, nonostante il pur tangente scetticismo circolante attorno alla visita degli Eagles.

Dunque ora  è sicuro che i vincitori del Super Bowl alla Casa Bianca non ci andranno, non ci sarà alcuna visita di rito e, soprattutto, non c’è verso alcuno di ammorbidire i toni sulla polemica legata all’inno e al razzismo.

Quando nel 2016 Kaepernick decise di manifestare in quel modo il suo dissenso, disse di non avere intenzione di alzarsi “per mostrare orgoglio per una bandiera di un Paese che opprime i neri e le persone di colore”.

Un esempio (e una forma di protesta) che è stata ripresa da molti altri giocatori, fino a diventare un caso nazionale.

Trump, da parte sua, ha sempre criticato i giocatori per quella che secondo lui è una mancanza di rispetto nei confronti dell’inno, arrivando a suggerire il licenziamento di coloro che avessero adottato tale atteggiamento.

Anche per questo molti rappresentanti degli Eagles avevano scelto di non raccogliere l’invito alla Casa Bianca, nonostante ora vi sia una normativa che consente ai giocatori, qualora lo ritengano giusto, di restare nello spogliatoio durante la musica.

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