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Storie NFL

Nausicaa Dell’Orto, un’italiana nella NFL

Una 24enne milanese alla conquista della National Football League

  • 8’ di lettura

Chi avrebbe mai pensato che una donna potesse sbarcare nella NFL?

Ebbene sì, la protagonista di questa storia è una ragazza italiana di belle speranze, che all’anagrafe risponde al nome di Nausicaa Dell’Orto (“…provengo da una famiglia numerosa e mitica – dice. Letteralmente. Abbiamo tutti dei nomi derivati dai miti di Omero…”), che è riuscita ad entrare nel fantastico mondo della NFL.

Non sul campo da gioco (o, meglio, non tra quelli che indossano il casco, anche se in campo, comunque, ci sta parecchio…), ma nell’altrettanto indispensabile gruppo di chi la NFL ha il compito di raccontarla da dietro una telecamera.

Una realtà, giusto per rendere l’idea, che ha sugli scaffali più di 100 Sports Emmy Awards, che produce film, serie tv, documentari, report, programmi. In pratica, tutto ciò che riguarda la produzione video della NFL, fatta eccezione per la diretta delle gare.

Per chi ha studiato comunicazione, è capace di raccontare storie e, soprattutto, ama alla follia il football (tanto da ripetere instancabilmente: “Video production is my passion, but football is my life!”), NFL Films è un po’ come la Hall of fame, e si può ben immaginare la gioia quasi incredula di vedersi rispondere dalla National Football League dopo aver mandato un curriculum quasi per caso dall’altra parte dell’Oceano, mischiato con altri 1.600 che puntano al bando dei pochi posti da stagisti nella produzione.

Ma quello di Nausicaa non è stato un Hail Mary pass della disperazione, un lancio all’ultimo secondo sperando nel miracolo. Piuttosto si è trattato dello schema decisivo di un playbook con le idee chiare, perché per vincere la partita, si sa, servono tantissimi fattori, compresa la buona sorte, ma se non si conoscono gli schemi a propria disposizione è difficile pensare di arrivare lontano.

Nausicaa, il suo playbook lo ha pazientemente costruito negli anni, capendo in fretta che Giurisprudenza non era la sua strada e virando su una laurea in Scienze linguistiche e letterature straniere.

Quindi sono arrivati i corsi di specializzazione in Italia e all’estero: Boston University, prima, per approfondire il digital marketing, e Menlo College, vicino alla californiana Palo Alto, poi, per una Summer School in storytelling.

La prima esperienza professionale è negli studi di Sky. Poi, dopo una breve parentesi nel campo del turismo, ecco la chiamata che dà la svolta alla partita. Nausicaa manda il curriculum e la NFL risponde chiedendo un test di ammissione: raccontare una storia sul football che faccia emozionare.

La storia è già pronta: è quella di Penelope, una ragazza pazza per il football alla quale il ruolo di cheerleader va stretto. Così recupera delle vecchie divise e delle attrezzature ancora più vecchie, e mette in piedi una squadra. Il sogno comincia a Milano, poi prosegue a Bologna: allenamenti tre volte a settimana e partite nel weekend. Treno la sera, notte da un’amica e ritorno la mattina presto per mettersi a studiare. Fatica, tanta. Passione, di più. Coronata dall’approdo nella neonata nazionale italiana femminile.

Poteva non piacere alla NFL una storia così? Impossibile. Specie se chi la racconta termina con un sibillino “Ma ve l’ho detto che Penelope è il mio secondo nome…?”.

Il traguardo si intravede e, dopo qualche altro step di selezione, Nausicaa segna il suo personale touchdown, vola nel New Jersey (anche se la città più vicina alla sede di lavoro è Philadelphia) e diventa parte di quel mondo che ha sempre guardato con occhi sognanti fin da ragazzina.

Ma, forse, a questo punto, è meglio lasciare la parola direttamente a Nausicaa, per spiegare bene la sua esperienza dentro NFL Films: “Ho cominciato come stagista l’11 Agosto 2017. Sono sbarcata negli States con più parmigiano e pasta che vestiti. Ogni giorno ho dato il massimo, lavorando a più non posso per guadagnarmi un posto fisso”.

Raccontaci l’episodio che ti ha più emozionato da quando sei dentro NFL Films.

“Essere a bordo campo durante l’ultima azione del Superbowl: la palla lanciata da Tom Brady per Gronkowski in end zone che cade a terra, l’ arbitro che fischia la fine della partita, gli Eagles che vincono.

È stata un’emozione unica, indescrivibile. Uno dei momenti più felici della mia vita, non solo perché hanno vinto gli Eagles, ma perché è stato il coronamento di una stagione e anni di sacrifici. Completamente ripagati da un istante. Ho pianto di felicità”.

Progetti per il futuro?

“Ho scritto due documentari che sto producendo con NFL FILMS, uno su Giorgio Tavecchio e uno che sarà girato in Italia a breve.

Che squadra NFL tifi e qual è il tuo giocatore preferito?

Tifo gli Eagles da quando ho cominciato a seguire il football anni fa. Mi sono sempre piaciuti: gli sfavoriti, gli underdogs che non vincevano mai. Poi sono arrivata a Philadelphia io, una Underdogs di Milano. E hanno vinto. Coincidenze? Io non credo…”

Nausicaa chiude con una risata, contagiosa come il suo entusiasmo che non sembra poter avere fine e come la sua storia, che insegna a tutti il valore di inseguire i propri sogni. Sempre. Anche quando i bookmakers non accetterebbero nemmeno le scommesse sul fatto che tu ce le possa fare.

Nausicaa è la prova vivente che se puoi sognarlo puoi farlo, e che il football americano sarà sempre la fucina dei sogni più incredibili. Non solo in campo.

Perché è vero che sono gli atleti che forniscono la materia prima per le leggende, ma se non ci fosse chi le racconta, e le racconta bene, anche le imprese più belle rimarrebbero confinate nel presente del loro accadere, impresse negli occhi dei loro testimoni, ma prive di quella voce che la rende eterne e la tramanda a chi non c’era e a chi, magari, ancora non c’è.

E non ci si stupisca quando, non di rado, la storia narrata diventa più grande della stessa realtà dalla quale è partita, perché il compito di chi racconta è proprio quello: prendere ciò che accade, impastarlo con le giuste parole, aggiungere musica, silenzi, volti, colori… e costruire qualcosa che rimanga e che emozioni, che faccia battere il cuore e sorridere.

Che faccia piangere e gioire.

Come la storia di Nausicaa Dell’Orto, l’Underdog italiana che brilla nella NFL.

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