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L’antica arte del trash-talking

L’abilità di destabilizzare il proprio avversario

  • 18’ di lettura

Insulti, provocazioni e offese questo è il trash-talking: riuscire a togliere certezze ed entrare nella testa del proprio nemico.

Un aspetto molto affascinante e molto discusso di tutti gli sport, americani e non, andiamo ora a vedere le origini del trash-talking che spesso accompagna azioni e momenti memorabili di diversi sport compreso il Football americano.

Trash-Talking è volgarmente traducibile come “provocazione”, volta ad intimorire, scoraggiare o far reagire l’avversario con l’uso di parole grosse, atteggiamenti provocatori e linguaggio del corpo.

Le origini del Trash-Talking sono da ricercarsi negli sport di combattimento, tra gli anni ’60 e ’70 diventa il marchio di fabbrica di uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, Muhammad Alì, che ci regalerà infinite frasi ad effetto rivolte ad avversari e alla stampa come “I’m a Bad Man!”, ” Volo come una farfalla, pungo come un’ape, i suoi pugni non possono colpire quello che i suoi occhi non vedono!”.

Frasi ora entrate nella leggenda e riferimento per molti altri sportivi che hanno puntato anche sull’arte del trash-talking per prevalere.

Il Trash-Talking sbarca anche in NBA dove in molti trasferiscono la mentalità del Basket da campetto nelle più importanti arene degli States, Larry Bird è uno dei migliori interpreti della specialità, celebre la frase prima della gara di triple all’All Star Game “Sto cercando di capire chi arriverà secondo” dopo di lui ovviamente.

Troviamo poi anche il Dio del Basket, Michael Jordan, che provocò Mutumbo, autore di un fallo su di lui con la celebre “Hey Mutumbo, questo è per te!” andando a segnare un tiro libero a occhi chiusi, in un’altra occasione si riferì a Charles Barkley dicendogli “Non hai speranze né oggi né mai!”.

Più recentemente un grande specialista del Trash-Talking è stato Kobe Bryant, un particolare episodio ce lo racconta l’MVP della NBA Steph Curry, parlando del rivale dice ad un giornalista che ricorderà per sempre quando nel suo anno da Rookie Kobe è riuscito a destabilizzarlo addirittura senza parlare.

Il giovane Steph chiese a Kobe, prima che vada in lunetta, se era nervoso per i tiri, Kobe rispose fulminandolo con un’occhiataccia. Curry dice che nel suo sguardo poteva immaginare la risposta: “Di cosa stai parlando? Fuori dai piedi stupido Rookie.”

Veniamo ora ad un altro grande combattente come Connor McGregor, che ha portato il Trash-Talking su altri livelli, arrivando in conferenza stampa quasi con la parte da recitare già definita, ricordiamo l’intervista prima del combattimento contro il brasiliano Rafael Dos Anjos alla quale si è presentato vestito, per sua stessa ammissione, come il noto narcotrafficante “El Chapo”, dicendo che avrebbe decapitato il rivale e trascinato la sua testa per le strade di Rio in parata.

McGregor è diventato rapidamente uno dei combattenti della UFC più famosi anche grazie al personaggio che si è costruito, con affermazioni audaci come quando si è riferito a sé stesso con l’eloquente frase: ” Gli dei riconoscono altri dei”.

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Il mondo della NFL non è da meno, tanti giocatori hanno usato il Trash-Talking sia sul campo che fuori, il primo esempio passato alla storia è da attribuire alla leggenda dei Jets, Joe Namath, il Quarterback rispose così ai giornalisti che vedevano i Baltimore Colts di Johnny Unitas super favoriti nel Super Bowl III: “Vinceremo sicuramente la partita.

Ve lo garantisco.” Alle sue parole, ritenute da tutte arroganti, seguì l’inaspettata vittoria dei Jets contro i più titolati rivali che fece entrare Namath nella leggenda.

Un altro grandissimo del passato è Lawrence Taylor, sul campo era solito parlare molto al Quarterback avversario, dicendo spesso di tenersi pronto che sarebbe arrivato a prenderlo, le sue attenzioni erano anche rivolte verso gli Offensive Lineman che lo bloccavano con incredibile difficoltà.

Negli anni ’90 due leggende che hanno giocato anche insieme a Dallas dal ’95 al ’99 hanno dato vita a battaglie memorabili, parliamo di Michael Irvin e Deion Sanders, rispettivamente Wide Receiver e Cornerback.

I due sono due personalità molto forti e anche a distanza di anni faticano ad andare d’accordo su tutto pur essendo amici. In particolare i due continuano a beccarsi sull’azione passata alla storia come “The No Call”, una presunta interferenza di Sanders su Irvin, durante L’NFC Championship Game del 1994 tra San Francisco 49ers e Dallas Cowboys, tanto che i due sono tornati a discuterne in una diretta negli studi di NFL Network.

Anche l’attacco vanta i suoi specialisti del trash-talking, tre ricevitori sono senza dubbio da citare, cominciando da Randy Moss, che ai tempi di Minnesota fece finta di abbassarsi i pantaloni e defecare nella end zone del Lambeau Field, casa dei Packers, passando poi a Chad Ochocinco, una vera e propria radio in campo, sempre pronto a schernire i suoi diretti marcatori.

Per finire con il grande Terrell Owens che tra le innumerevoli provocazioni arrivò a calpestare la stella dei Cowboys, insultare spesso e volentieri il compagno Donovan McNabb come quando disse ” se gli Eagles avessero Brett Favre come Quarterback sarebbero imbattuti”, o quando andò a fare la celebre Squirrell Dance di Ray Lewis dopo aver segnato un Touchdown contro i Ravens.

Proprio Ray Lewis è senza dubbio tra i grandi del Trash-Talking oltre che del football americano, noto come Vocal Leader di Baltimore, era solito sottolineare le sue giocate con urla o avvertimenti nei confronti degli avversari come: “Get off My Field!” o ” This is a men game, baby”, che unite ai suoi durissimi placcaggi ci mostrano come Lewis volesse dominare sul campo.

Senza dubbio il Trash-Talking è uno degli aspetti più affascinanti e controversi del gioco, grazie a microfoni sempre meno invadenti abbiamo la possibilità si sentire le voci dei giocatori durante ogni azione della partita che ci ha anche regalato diversi momenti ad alta tensione tra fuoriclasse.

Trash-talking: Redding perde la testa contro i Texans

Redding perde la testa contro i Texans

Vi abbiamo raccontato la storia e le origini del Trash Talking nello sport, nella NFL molti giocatori hanno cominciato a fare della provocazione un vero e proprio stile di gioco, vediamo ora alcune delle frasi più famose degli ultimi anni che ci hanno fatto apprezzare ancora di più alcuni duelli sul campo.

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“…You mad bro?!” cit. Richard Sherman

Altra citazione di Sherman che è entrata nella storia. Nel pre partita contro i Patriots pare che il Quarterback Tom Brady sia andato da Sherman a dire che a fine partita sia lui che Earl Thomas sarebbero andati a congratularsi con lui per la vittoria dei Patriots.

Brady però non aveva fatto i conti con la Legion of Boom che ha la meglio e porta a casa la vittoria. Sherman a fine partita va da Brady, che irritato stava abbandonando il campo, urlandogli: “Sei arrabbiato fratello?!”. I due hanno poi fatto vedere di aver fatto pace dopo che il CB sconfitto è stato il primo a stringere la mano a Brady dopo il Superbowl XLIX vinto dai Patriots.

“…I’ve eaten burritos bigger than you!” cit. J.J. Watt

Il Defensive Player of the Year è una grande personalità sul campo da football americano, durante la stagione 2013 nella partita contro i Ravens, il Running Back Ray Rice lo colpisce ad azione finita, Watt sente il colpo ma non si scompone, squadra il piccolo Rice e gli dice in maniera pacata: “Ho mangiato burrito più grossi di te.”, frase che ha fatto ridere tutti, sul campo è fuori.

“…I’m the best Corner in the game!” cit. Richard Sherman

Sherman senza dubbio è uno dei Trash Talker più famosi degli ultimi anni, epica l’intervista dopo aver compiuto l’azione decisiva nell’NFC Championship Game del 2013 contro i rivali dei 49ers. Sherman davanti a telecamere e microfoni da vita ad un vero e proprio show: “sono il miglior Cornerback della lega, non puoi “testarmi” con un ricevitore scarso come Crabtree.”

Parole pesanti, tipiche del trash-talking, che dividono l’opinione pubblica, come spesso accade chi vince ha sempre ragione…

“…Ice up son, ice up” cit. Steve Smith Sr.

Veniamo ora al re del Trash-Talking tra i giocatori d’attacco, il veterano Steve Smith spesso provoca l’avversario arrivando anche allo scontro fisico, pur essendo alto solo 1 metro e 75 non teme nessuno.

Nella partita del 2013 contro i Patriots a marcare l’allora trentaquattrenne Steve c’era Aquib Talib, Cornerback molto fisico. I 2 arrivano spesso e volentieri a ringhiarsi in faccia e alle mani, fino a quando Talib viene espulso. Smith racconta così il suo duello con il Cornerback e gli da persino un consiglio: “Non so cosa sia successo, lui non ha finito la partita. Parlare meno e agire di più ragazzo, parlare meno e agire di più”.

“…Get Dez 70 millions back!” cit. Josh Norman

Il CB esploso nel 2015 Josh Norman è stato protagonista della partita contro i Cowboys, limitando il fortissimo Dez Bryant a 26 yards. Norman a fine partita ha esclamato agli avversari e di fronte alle telecamere: “Riprendetevi i 70 milioni di Dez!”, ovvero il valore del contratto firmato da poco dall’uomo di punta dei Cowboys.

Ne vedremo delle belle quest’anno dato che Norman è passato ai Redskins, rivali dei Cowboys.

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“…He can take his ass back to St. Louis!” cit. Steve Smith Sr.

Mai provocare sul personale Smith. Mai. Janoris Jenkins ci ha provato e ne ha pagato le conseguenze, il Cornerback, allora ai Rams ha provocato il ricevitore tornando in ballo sua moglie e la sua famiglia, Smith ha reagito umiliandolo sul campo e dedicandogli delle parole di vero trash-talking al veleno nel post partita: “Non so cosa volesse, pensava di essere Deion Sanders, non lo è.

L’ha messa sul personale, ha cercato su Google informazioni sulla mia famiglia e ha cominciato a dire str*****e. Gli consiglio di riportare il culo a St.Louis perché se lo trovassi per strada gli tapperei la bocca con le mie mani.”

“…Get the cart!” cit. Ndamukong Suh

Suh è famoso per essere uno dei giocatori più “sporchi” della NFL, nel 2011 per arginare lui e Cliff Avril la linea dei Falcons giocò spesso sporca, durante un’azione Suh spinse fino a fargli calpestare con forza la caviglia del Quarterback Matt Ryan che rimase al suolo dolorante. Suh non si curò della salute dell’avversario anzi urlò più volte: “portate in campo la barella!”, quasi esultando per l’infortunio del Quarterback.

“…Try somebody else at tight tackle!” cit. J.J. Watt

Watt nella partita contro i Saints ha dominato, abbiamo anche avuto il piacere di sentire il fenomeno microfonato. Il Right Tackle Zach Strief non è riuscito a capire nulla contro il Defensive End, così JJ da un consiglio ai Saints: “Provate qualcun altro come Right Tackle, così non sta funzionando molto bene. Mi piace Drew (Brees), non voglio colpirlo così!”. Che dire davvero un ragazzo premuroso!

“…Baltimore is here!” cit. Terrell Suggs

Un altro chiacchierone e maestro del trash-talking è Terrell Suggs, ha dato il meglio di sé nella rivalità con gli Steelers. Durante il riscaldamento all’Heinz Field di Pittsburgh comincia a camminare vicino agli spalti guardando i tifosi avversari fino a scorgere uno striscione che recitava “You are in Steelers nation”.

Alla vista dello striscione Suggs parla direttamente con i tifosi dicendo: “Ne siete sicuri? Davvero ne siete sicuri? Questa è casa nostra, Baltimore è qui!”, atto di sfida non da poco in una rivalità sentitissima.

“…Get the fuck off my field!”, cit. Greg Hardy

Alla fine della partita tra Panthers e Falcons il Defensive End di Carolina anziché congratularsi con i rivali cammina verso di loro urlando a ripetizione poche semplici parole: “Portate il culo fuori dal mio campo!”, molti Falcons non gli danno retta.

Atlanta aveva un record di 11-1 mentre Carolina solo 3-9, così l’unico a parlare è il giocatore più gracile della squadra, il Kicker Matt Bryant che risponde: “Sei un uomo di merda in una squadra di merda!”, un linguaggio in tipico stile trash-talking. Pochi anni dopo in effetti Hardy è senza squadra per aver picchiato la sua ex fidanzata, forse Bryant non aveva tutti i torti.

“…You’re a waste of my time” cit. Richard Sherman

Troviamo ancora il Cornerback dei Seahawks, contro i Vikings nel 2014 deve marcare prima Patterson e poi Webb, contro quest’ultimo si scatena l’uragano Sherman. Ad ogni azione provoca l’avversario dicendo: “Sei scarso, per me è uno spreco di tempo questo, sei uno spreco di tempo!”. Effettivamente il Cornerback cancella l’avversario in un duello non proprio alla pari.

“…I run around them boys like they were schoolyard kids” cit. Steve Smith

La settimana 4 del 2014 vede Steve Smith Sr. contro i Panthers, squadra che ha tagliato il veterano Wide Receiver pochi mesi prima. Smith mette in atto la sua vendetta ricevendo 2 TD e 139 yards, nel post partita dedica parole di fuoco ai suoi ex compagni: “Ho 35 anni, correvo intorno a loro come se fossero bambini al campetto di scuola.” La vendetta è servita.

“What?” cit. Tom Brady vs Ray Lewis

Quando due monumenti si scontrano sul campo accadono sempre grandi cose, nei Playoff 2011 i Ravens di Lewis e i Patriots di Brady si giocano l’accesso al Super Bowl, Brady corre e scivola per evitare il placcaggio dei difensori ma Lewis e Suggs ormai lanciati lo colpiscono, il Quarterback si gira verso gli arbitri cercando in una flag così il Linebacker gli chiede: “What?” intendendo cosa volesse l’avversario.

Brady risponde ironicamente a sua volta: “What!”, I due vanno avanti per qualche istante a ripetersi cosa volessero per poi tornare nelle rispettive Huddle. I due campioni a fine partita si sono comunque scambiati complimenti seppellendo quei momenti di tensione.

Trash-talking: Odell Beckham vs Josh Norman

Odell Beckham vs Josh Norman

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