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La NFL e la tecnologia che avanza

  • 8’ di lettura

In tempi dove anche il calcio usa la prova televisiva (VAR)la tecnologia sembra ormai essere completamente sdoganata nel mondo dello sport, anche se, a dire il vero, il calcio è arrivato buon ultimo in un discorso che, in moltissimi sport, è ormai prassi assodata.

Tralasciando quelle discipline nelle quali la tecnologia è al centro del progetto tecnico-sportivo (si pensi alla Formula 1), negli sport dove è comunque l’uomo a fare la differenza, sicuramente il football americano è tra quelli più all’avanguardia nell’integrare la tecnologia e sfruttarne tutte le potenzialità, sia per aumentare lo spettacolo, sia per favorire la preparazione delle partite e, non ultimo, la sicurezza degli atleti.

NFL e tecnologia

L’arbitro usa l’ instant replay

Quale è quindi il rapporto tra NFL e tecnologia?

L’evoluzione dei materiali e delle tecnologie non è certo un aspetto riservato al football, ma sicuramente la NFL ha sempre avuto l’atteggiamento di chi le accoglie come alleate e non come potenziali nemiche. Si prenda l’esempio dei caschi: la trasformazione dai primi copricapi di pelle ai materiali più leggeri e avveniristici di oggi è un percorso comune ad altre discipline come, per esempio, il ciclismo, ma il football non si è fermato all’aspetto dei materiali e della leggerezza.

Nel ciclismo, per dire, si discute ancora se vietare o meno le comunicazioni via radio tra corridori e ammiraglie, nella NFL si studia senza sosta come migliorare il sistema di comunicazione, ed è stato salutato con entusiasmo il nuovo Gubser & Schnakenberg’s Digital System che utilizza più di 260 milioni di codici di crittografia in modo da garantire la sicurezza delle comunicazioni e l’assenza di interferenze.

NFL e tecnologia: il futuro

Statistiche del futuro

Sulla stessa scia tecnologica si possono vedere i miglioramenti riguardanti il terreno di gioco: da quando nel 2002 a Seattle è stato adottato il terreno artificiale, sono proliferate le nuove varietà di superfici, che mischiano le migliori caratteristiche del sintetico a quelle di morbidezza e confort del terreno naturale, implementando lo spettacolo e, soprattutto, tutelando anche in questo aspetto la sicurezza degli atleti.

Inevitabile, parlando di NFL e tecnologia, pensare all’uso dell’istant replay, e fa specie pensare, per tornare a un confronto con il calcio, che il primo esperimento di questo tipo in NFL risale addirittura al 1986, oltre 30 anni fa, quando ancora si trattava di mandare avanti e indietro un nastro! Per forza di cose l’esperimento si rivelò acerbo e fu messo in naftalina fino al 1999 quando, anche grazie alle nuove tecnologie, divenne parte integrante del gioco. Talmente “integrante” che nessuno discute se sia giusto o meno mandare i replay delle azioni più contestate anche sui mega schermi ad alta definizione visibili dal pubblico.

Anzi, questi ultimi (a partire dal super sistema installato nel nuovo stadio dei Cowboys) sono ormai uno strumento a disposizione non solo degli spettatori ma anche di coach e giocatori, che spesso lo usano per capire la posizione di tutti gli avversari e modificare di conseguenza la loro.

NFL e tecnologia negli stadi

Stadi tecnologici

Quasi unicamente per gli spettatori, invece, sono le evoluzioni più prettamente televisive, come le righe colorate che compaiono sul campo a segnare le distanze decisive durante la gara (primo down, limite della distanza per realizzare agevolmente un field goal…)
. Ma l’elenco dei miglioramenti apportati dalla tecnologia in NFL potrebbero durare ancora molto a lungo, comprendendo le divise di gioco, sempre più confortevoli ma nello stesso tempo attillate, in modo da non poterle utilizzare come “appiglio” aggiuntivo per i placcaggi, e arricchite con strumenti in grado di monitorare prestazioni e dati dei singoli giocatori.

Oppure, ancora nel rapporto NFL e tecnologia c’è la diffusione dei tablet che, personalizzati per ogni giocatore, nella NFL forniscono non solo statistiche e rilettura delle azioni in tempo reale, ma alcuni team li utilizzano anche per condividere programmi di allenamento e calendari.

Fin qui si è parlato di quegli aspetti tecnologici comuni a tutto il movimento e, dunque, condivisi da team, tifosi e management. Ma un altro versante della tecnologia, per alcuni versi ancora più interessante ed “estremo” è quello che ogni squadra cerca di custodire gelosamente in quanto arma in più per ottenere quello che, alla fine, è l’obiettivo di qualsiasi sport: vincere.

Stiamo parlando di veri e propri studi che coinvolgono sia gli aspetti più tecnici del gioco della NFL sia il versante della preparazione e della salute degli atleti.
 Un esempio sono i sistemi radio e GPS che, installati nelle protezioni, monitorano e analizzano ogni singolo movimento, la velocità e l’accelerazione dei giocatori e che suggellano una vera e propria integrazione tra NFL e tecnologia.

Ma se questi possono essere i dati più intuibili a livello di utilità, forse non tutti sanno che attraverso altri sensori come gli accelerometri, o simili, dedicati a singole parti del corpo, il dettaglio di analisi è decisamente più profondo. Ci sono sensori, per esempio, che valutano nel gioco della NFL la forza esercitata dal braccio del quarterback durante un lancio oppure lo sforzo della parte bassa della colonna vertebrale.

L’abbigliamento studiato da Athos, invece, è integrato da sensori che registrano l’attività dei singoli muscoli, mentre altri sistemi possono essere integrati al terreno di allenamento per valutare la forza esercitata dagli atleti durante i salti e le spinte. 
Non meno tecnologico è l’impegno messo in campo per monitorare il recupero degli atleti e tutelarne la salute: gli esami del sangue sono costanti e così dettagliati da analizzare dozzine di sostanze chimiche e proteine.

NFL e tecnologia: realtà virtuale

Realtà virtuale

I risultati sono poi utilizzati nella NFL anche per stabilire e variare le diete dei vari atleti e i livelli di allenamento. 
Sul versante allenamenti influiscono anche gli studi sul DNA, che permettono un’analisi assolutamente personale di caratteristiche e sforzi così da tarare nella maniera più adeguata gli esercizi e i periodi di riposo.

Insomma, che si continui pure a chiamarlo “sport”, ma si sappia che, alla fine, quello che succede sul campo è solo la punta dell’iceberg, certo la più spettacolare, di un sistema ben più ampio, impegnativo e… tecnologico.

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