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Oakland Raiders

Giorgio Tavecchio, un’altra battuta d’arresto

Il nostro Giorgio sbaglia ancora...

  • 3’ di lettura

Rallenta il nostro Giorgio Tavecchio, che ultimamente non sta giocando ai livelli di inizio stagione.

Il Sunday Night tra Raiders e Cowboys verrà ricordato per l’inconsueto metodo di misurazione utilizzato dall’arbitro Gene Steratore, che per misurare una conversione sul 4th down ha tirato fuori un foglio di carta. Ma a fare la differenza sono stati gli Special Teams delle due compagini e, purtroppo per il nostro Giorgio Tavecchio, la sfida ha visto prevalere quello di Dallas.

Ultimamente, le statistiche per Giorgio non appaiono esaltanti: dopo il bye in Week 10 ha realizzato solo 4 calci su 6 (66.7%), con un long di 39 yards.

A guardare il replay dei suoi due tentativi di domenica, però, la situazione appare ancora peggiore, considerando che anche l’unico Field goal convertito ha causato apprensione in gran parte dei 60,000 presenti al Coliseum: per usare le parole di Al Michaels, “Boy, I’ll tell you: that was not a thing of beauty!”.

Entrambi i calci del match contro i Cowboys erano dalla distanza di 39 yards, ed in entrambi i casi l’ovale era posizionato sul lato sinistro del campo. In un’intervista riportata da ESPN, il kicker, originario di Milano, ha provveduto a spiegare nel dettaglio il tentativo mancato, sottolineando come un minimo errore nel posizionamento del piede d’appoggio abbia portato ad una mancanza di rotazione del busto e, di conseguenza, ad una traiettoria troppo esterna del pallone.

Giorgio, mancino come il leggendario Janikowski di cui quest’anno fa le veci, ha ammesso, inoltre, che i calci dal left hashmark non gli garantiscono la tranquillità che percepiva in passato e, si sa, la psicologia è un aspetto fondamentale per tutti i Kicker (chiedere a Blair Walsh).

In una stagione importantissima per la sua carriera, dunque, il nostro Tav sta attraversando alti e bassi, con Oakland che siede alla 24esima posizione nella Lega per percentuale di Field Goal realizzati (14/18, corrispondente al 77.8%, contro una media NFL dell’83.7%).

Sperando che, nelle ultime due partite di un’annata ormai compromessa per i Raiders, Giorgio riesca a stupire tutti gli appassionati, italiani e americani, con prestazioni simili a quelle di cui ci ha fatto godere ad inizio stagione, noi non possiamo che augurargli ancora una volta il meglio, consapevoli del talento e dell’impegno che gli hanno permesso di diventare una delle più belle “feel good stories” di cui un nostro compatriota si è reso protagonista. Forza Giorgio!

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