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Aaron Rodgers diventa un caso…

Strane voci su Re Rodgers

  • 4’ di lettura

Adam Schefter, uno dei principali referenti per ESPN, ha riportato nel weekend pre-natalizio che diverse squadre hanno presentato di fronte alla Lega domande e lamentele riguardo la decisione dei Packers di piazzare, per la seconda volta quest’anno, Aaron Rodgers in IR.

A parere di molti, infatti, questa procedura rappresenterebbe un illecito secondo le regole NFL che dovrebbero portare, in linea teorica, al rilascio a fine stagione di uno dei più grandi Quarterbacks della storia dal roster di Green Bay.

Stiamo parlando di fantascienza o pura realtà?

Per comprendere meglio la situazione, ecco un riassunto degli avvenimenti interessati:

15 Ottobre: il Linebacker dei Vikings Anthony Barr placca Rodgers procurandogli fortuitamente una frattura alla clavicola.

16 ottobre: i Packers piazzano la loro superstar nell’Injured Reserves list, liberando un posto nel roster e dando l’idea che la stagione di re Aaron sia terminata.

Rodgers trascorre 8 settimane in IR. Il suo ruolo viene assunto da Brett Hundley che, tra alti e bassi, porta Green Bay ad un record di 7-6 e ancora in corsa per I playoffs.

16 Dicembre: dopo un recupero che ha dello straordinario, I Packers attivano Rodgers dall’IR, confidando nel suo sconfinato talento per raggiungere un posto ai Playoffs come Wildcard.

17 Dicembre: Rodgers parte da titolare nella partita contro i Panthers, ma con 3 intercetti e una prestazione tutt’altro che superba porta i suoi alla settima sconfitta stagionale. I Packers sono matematicamente esclusi dalla postseason in virtù della vittoria di Atlanta su Tampa Bay nel Monday Night.

19 Dicembre: consci dei rischi inutili che Rodgers correrebbe disputando le partite successive, i Packers decidono di rimetterlo in IR…

Qui casca l’asino: a guardare il codice delle regole NFL, si scopre che ad ogni infortunio la Lega assegna un’etichetta di “minore” o “maggiore”, a seconda che il giocatore che l’ha subito sia costretto a restare fuori per più o meno di 6 settimane. Piazzando in IR un qualunque giocatore con un infortunio “minore”, le squadre si impegnano a rilasciarlo, una volta guarito, al termine della stagione, rendendolo un free agent completamente soggetto alle regole del mercato.

Ebbene, avendo Rodgers giocato in Week 15 con l’approvazione dei medici, e non avendo riportato alcun tipo di infortunio differente da quello subito a Minneapolis 8 settimane prima, qualunque problema abbia avuto, sostengono le squadre che si sono messe in contatto con la Lega, di certo non può essere considerato come “maggiore” e, di conseguenza, la stella di Green Bay dovrebbe teoricamente essere lasciata andare al termine della stagione.

Ora, è ovvio che la NFL, per svariati motivi di mercato e di buonsenso, non permetterà certo che una delle compagini più storiche ed economicamente fruttuose del Nordamerica perda il suo giocatore di punta, la cui immagine garantisce entrate milionarie a Goodell & Co. Tuttavia, tale situazione ha riportato alla luce un problema serio di cui si pensava di essersi sbarazzati, ossia quello di squadre che, per liberare posti nel 53-men roster (in questo caso per il QB Bryce Callahan), si facevano beffe delle regole dichiarando qualunque tipo di infortunio per giocatori sani o con problemi lievi.

Dunque, i tifosi del Winsconsin possono stare certi che non dovranno fare a meno di Rodgers, ma è comunque bene che tengano gli occhi aperti verso eventuali (anche se improbabili) sanzioni per aver attivato Callahan. In ogni caso, nulla impedirà loro di rinfacciare la colpa ad un front office (guidato da Ted Thompson) che, ultimamente, non si è dimostrato all’altezza delle sue importanti responsabilità

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