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Minnesota Vikings

Il miracolo di Minnesota

Una delle partite più incredibili della storia...

  • 8’ di lettura

Se la squadra NFL per cui tifi o simpatizzi, avesse perso in meno di un decennio 4 Super Bowl, se la stessa squadra avesse perso alcune partite di Playoff dopo clamorosi epiloghi come un Field Goal sbagliato da Blair Walsh nel 2015 e da Gary Anderson nel 1998, o un intercetto lanciato da Brett Favre nel 2009.

Probabilmente affermeresti che la tua franchigia è stata colpita da un qualche sortilegio o una stregoneria!

È quello che sicuramente domenica avranno pensato ancora una volta i fans dei Minnesota Vikings, quando dopo una partita iniziata a loro favore e dominata poi, a pochi secondi dallo scadere, si trovavano incredibilmente sotto.

Keenum prova la disperata rimonta (Mark J. Rebilas/USA TODAY Sports)

Ma si sa, nel football tutto è possibile, 25 secondi per percorrere 80 yards possono rivelarsi un’eternità, quando ancora hai a disposizione l’ultima chance. L’obiettivo per Minnesota era quello di guadagnare almeno 45/50 yards e fermare il tempo di gioco per lasciare qualche spicciolo nel cronometro, giusto per tentare il Field Goal della vittoria.

Per questo, la frequenza cardiaca di ogni appassionato NFL era alle stelle, si poteva quasi persino udire!

In quei momenti concitati, non c’è in gioco solo l’esito di una partita o di una stagione, bensì la possibilità di riscatto per un città intera. Storie personali di giocatori che si sono ritrovati protagonisti inaspettati (uno tra tanti il quarterback Keenum, subentrato dopo l’infortunio del titolare Bradford, alla sua terza squadra in sei stagioni) o di un’intera franchigia costretta per quasi 60 anni a ingoiare solo bocconi amari, senza aver mai potuto alzare un Lombardi Trophy.

Diggs riceve la palla della vittoria (Kirby Lee/NFL)

 

 “A quel punto, stai solo combattendo…” ha affermato a freddo Case Keenum “…Stai combattendo per la tua vita! Faresti qualsiasi cosa per far avanzare la palla. In quegli istanti, in cui mille pensieri possono pervadere la tua mente, devi solo reagire! Fare qualcosa… qualsiasi cosa!!”

Quello che è successo dopo l’esecuzione dello schema – Buffalo Right Seven Heaven – al 3rd &10, con 61 yards da guadagnare per varcare la linea di endzone, (con 10 secondi sul cronometro), passerà alla storia del football come una delle vicende più entusiasmanti di questo sport.

Mai nome fu più azzeccato! La chiamata del playbook infatti, è stata talmente efficace da trasformare lo U.S. Bank Stadium di Minneapolis a fine partita proprio in un Heaven, un paradiso!

Diggs segna (Jeff Roberson/AP)

Quando la storia ripercorrerà la vittoria nei playoff 29 a 24 dei Vikings ai Saints, il “Minnesota Miracle”, definito dallo stesso Head Coach Mike Zimmer, sarà visto esattamente allo stesso modo di momenti epici come il Holy Roller, il Music City Miracle, The Catch, The Drive, ed i vari capolavori dei Packers di Aaron Rodgers. Non sarà mai più dimenticato!

Proprio quella scena che ritrae il “QB operaio”, deriso fino a poco tempo prima, che segue stupefatto e incredulo la corsa in endzone con le mani in testa urlando “oh mio dio! oh mio dio”, e del lancio in aria del casco di Stefon Diggs, che dopo aver varcato la linea del touchdown, si gode le sue gesta (fortunate e allo stesso tempo eroiche) a braccia aperte, come se volesse chiedere conferma al pubblico: “Vi siete divertiti abbastanza?”

Keenum esulta (Mark J. Rebilas/USA TODAY)

Quando poi Keenum ha guidato l’intera folla nell’esultanza vichinga urlando: Skol! Ormai a tempo scaduto, sembrava che le 66.000 persone presenti allo stadio esorcizzassero i demoni del passato dai loro polmoni!

Sono questi i momenti, che spiegano a chiunque, (anche a chi non lo ha mai capito prima), perché siamo follemente innamorati del football americano.

Sembra la trama di un film di Hollywood, il trascritto di una poesia che in realtà è un’opera tangibile che viene messa a nostra disposizione ogni domenica.

Si signori, la NFL è uno spettacolo che ci regala un continuo di emozioni, che fanno pulsare forte il cuore di ogni appassionato, lo stato di euforia che si alterna a stati d’ansia. Basato sui dettagli, che vengono curati alla perfezione, perchè in fondo la perfezione è l’essenza stessa di questo sport.

I gladiatori moderni, che ogni domenica scendono sul terreno di gioco, sono atleti completi che sacrificano tutti loro stessi per proteggere il compagno e l’obiettivo comune.

Nel football non puoi bluffare, non puoi fingere di essere migliore del tuo avversario se non lo dimostri veramente sul campo e con i numeri.

Nel football ci sono le super star è vero, ma da loro non può dipendere l’esito di un’intera partita come succede in altri sport, chi vince è perchè ha un sistema di squadra e un collettivo più forte.

Brees ancora incredulo (Jeff Roberson/AP)

Nel football non puoi sottovalutare nulla, nemmeno quando sembra che hai il pieno controllo del tuo avversario, è un attimo colmare il gap e ripartire da capo.

Nel football è possibile cambiare la partita in pochi secondi, le squadre si contendono la vittoria con continui ribaltamenti di risultato, è stato pensato per essere così.

Nel football le pause tra un gioco e l’altro sono fonte di adrenalina, ti caricano di suspence per il gioco a seguire.

Nel football puoi gridare di gioia ad ogni grande giocata, mentre il cuore ti scoppia in petto e senti il boato della folla allo stadio che ti porta al settimo cielo.

Treadwell in lacrime (Mark J. Rebilas/USA TODAY)

Nel football ogni giocata puo farti venire i brividi sulla pelle, una scarica di adrenalina che è come camminare tre metri sopra il cielo.

Nel football non hai i pensieri che ti perseguitano durante la settimana, in quei momenti non hai nient’altro che il gioco nella testa. E tutto ciò si ripete, ogni domenica, ogni stagione.

Il football ragazzi, tradotto in poche parole, è un continuo stato di eccitazione!

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