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Case Keenum, da riserva a eroe del Minnesota

Nascere non basta, è per rinascere che siamo nati

  • 11’ di lettura

Dopo 4 anni difficili, Keenum è rinato grazie alla fiducia di coach Zimmer e alla ormai nota giocata contro i Saints

Sono poche le cose che gli americani amano più di se stessi: hamburger, hot dogs, Coca Cola e l’Oceano sono alcuni esempi, e poi c’è il Football, soprattutto quando regala le famose Cinderella Stories.

Come quella di Kurt Warner, che nel giro di pochi anni è passato da fare il magazziniere in un negozio di alimentari ad essere l’MVP del Super Bowl XXXIV, o come quella che stiamo per raccontarvi, che vede protagonista un giovane Texano alle prese con un sogno: diventare un Quarterback della NFL.

Stiamo parlando di Case Keenum, quarterback che è stato apolide e riserva per lungo tempo, ma che sarà titolare nella finale della National Conference.

Gli anni del College: la stella del Lone Star State

Nato ad Abilene, a metà strada tra Austin e Dallas, figlio di un coach di college football, Casey (questo è il suo vero nome abbastanza femminile, non lo si può biasimare per averlo abbreviato) Austin Keenum ha il football nel sangue e lo dimostra fin da subito.

Al liceo porta la sua squadra alla vittoria di uno State Championship, cosa che attira le attenzioni di molte università.

È solo la University of Houston, però, a mostrare fiducia nei suoi confronti offrendogli una scolarship: lui questa fiducia la ripagherà abbondantemente.

In 6 anni trascorsi tra le file dei Cougars, Case diviene il detentore di quasi ogni record immaginabile non solo della sua Alma Mater, ma in assoluto del college football: ha il maggior numero di passaggi completi, yards e touchdown lanciati, di partite con più di 300 yards, di stagioni con più di 5000 yards, di touchdown e yards assoluti in carriera e, per finire, riesce a mettere a segno 9 (avete capito bene, NOVE!) touchdown in una singola partita contro Rice finita 73-34.

Keenum ai tempi del College (AP)

La prima chance

A questo punto starete pensando: “Uno così, con una tale esperienza alle spalle, avrà fatto venire l’acquolina in bocca ai migliori General Manager della NFL”. Beh, vi sbagliate.

Nel Draft del 2012 NESSUNA franchigia accoglie Case nel proprio roster: troppi lanci rischiosi, davvero troppa fiducia in se stesso e la mancanza di presenze sui palcoscenici importanti dei Bowl convincono le squadre a tenersi alla larga da lui.

Ma l’occasione arriverà, lui lo sa, Jon Gruden lo sa e lo fa sapere a tutti quando lo ospita nel suo programma “QB Camp”, e così una chiamata finalmente lo raggiunge. Sono i Texans, disposti a dare una chance al giovane Keenum, che già aveva messo su famiglia a Houston sposando la sua ragazza dai tempi del liceo: una scelta, quella di assumere ragazzi locali, che viene fatta spesso, ma che raramente paga.

Case, però, è deciso, ambizioso e, cosa più importante, talentuoso.

Nonostante passi il primo anno nella practice squad, allenandosi anche come cornerback e special teamer, il suo potente braccio lo porta, nella seconda stagione, a riservarsi un posto nei 53 e a superare nella depth chart T.J. Yates: così, quando il titolare Matt Schaub si infortuna (per la “gioia” dei tifosi che già lo volevano vedere in panchina dopo cinque sconfitte consecutive), indovinate un po’, è proprio Case a farne le veci.

Keenum esordisce in maglia Texans (AP)

Quell’anno i Texans avrebbero perso, con lui alla guida, tutte e 8 le restanti partite, TUTTE per meno di un possesso, e Case avrebbe lanciato 9 TD, 6 Intercetti e messo a rapporto un rating di 78.2, non male per un ragazzo alla sua prima esperienza ai massimi livelli , anche se avere DeAndre Hopkins e Andre Johnson come ricevitori potrebbe aver aiutato.

Comincia l’Odissea

Nonostante le buone prestazioni, il nuovo Head Coach di Houston Bill O’Brien decide di puntare tutto sul trio Fitzpatrick-Mallett-Savage e di tagliare Keenum dal roster. A chiamarlo quasi subito questa volta sono i Rams i quali, però, sono indecisi se nominare come titolare Shaun Hill o Austin Davis (non proprio due fenomeni) e quindi Case si ritrova di nuovo relegato in pratice squad.

A questo punto, la Dea Bendata decide di intervenire a suo favore e fa infortunare tutti e tre i quarterback dei Texans, che si vedono così costretti a dargli una nuova opportunità nel bel mezzo di una corsa ai playoff (le regole NFL permettono di strappare un giocatore dalla practice squad di un’altra squadra).

Stavolta Case si fa trovare pronto e vince le ultime due partite di una stagione che termina con un record di 9-7, un miglioramento enorme rispetto al precedente di 2-14, ma comunque non sufficiente per prendere parte alla postseason.

Jeff Fisher: un nome, una garanzia

Nel libro mastro della NFL dovrebbe essere aggiunta una nuova regola: “Se sei un quarterback giovane e promettente, con una lunga carriera all’orizzonte, NON avvicinarti a Jeff Fisher”. Billy Volek, Kellen Clemens, Kerry Collins, Austin Davis… ve li ricordate? No?

Ecco, c’è un motivo, e quel motivo è proprio Fisher. Purtroppo per lui, anche Keenum ha rischiato di entrare nel folto gruppo di quarterback rovinati da Fisher, considerando che ha giocato per due stagioni sotto la sua guida ai Rams, dopo essere stato di scambiato dai Texans per una scelta al settimo round del Draft 2015.

A St. Louis Case mette a rapporto 5 partenze da titolare, dopo aver soppiantato un inguardabile Foles, vincendone 3, nella sua migliore stagione ai massimi livelli.

Con il trasferimento dei Rams a Los Angeles, però, la franchigia sente la necessità di assumere un nuovo volto, fresco e rinvigorito, e Jared Goff, ottimo prospetto uscente da Cal, fa proprio al caso loro: infatti, lo selezionano come primo assoluto al Draft 2016.

Keenum resta comunque lo starter per l’inizio della stagione, ma le sue prestazioni decisamente altalenanti (tra cui un match contro i Giants in cui lancia 4 intercetti) convincono Fisher a far partire il rookie Goff al suo posto. Termina così, con una drastica frenata, la sua esperienza con i Rams.

Keenum in maglia Rams

Alla conquista del Nord

Per molti quarterback, essere relegato in panchina segna l’inizio della fine, ma Case non è “molti quarterback”, Case è sempre sicuro di sé e, soprattutto, ha una discreta dose di fattore C.

Il 31 marzo 2017 firma coi Vikings, una squadra dall’immenso potenziale e soprattutto con un Head Coach di livello elitario come Mike Zimmer, ma lo fa con la consapevolezza di essere la riserva di Sam Bradford, uno che se è in giornata e se sta bene fisicamente è in grado di far sfigurare qualunque difesa avversaria, compresa quella di New Orleans, contro cui Minnesota si scontra nella prima settimana della stagione.

Quel giorno, Bradford dà del filo da torcere a Brees e compagni, ma durante la settimana si fa male al delicatissimo ginocchio, lasciando così a Keenum la responsabilità di affrontare gli Steelers in trasferta, in un match che i padroni di casa controllano senza grossi problemi.

Keenum acclamato dai tifosi (AP)

La settimana dopo, però, Case si mette in mostra alla grande nella vittoria contro Tampa Bay, lanciando per 369 yards e 3 TD; nonostante un piccolo passo falso contro Detroit, riesce dunque a guadagnarsi un ruolo da titolare in pianta stabile, tanto che anche il ritorno di Teddy Bridgewater, da molti tifosi considerato come il futuro di Minnesota, non gli fa perdere il posto.

I risultati arrivano eccome in quel di Minneapolis con Case (e una superba difesa) alla guida, tanto che i Vikings riescono a vincere l’NFC North e a guadagnarsi, con un record di 13-3 e il seed numero 2, l’accesso diretto al Divisional Round.

La sfida ai quarti di finale è di nuovo contro Brees e i Saints, che la straripante difesa di Minnesota lascia a zero nella prima metà, per poi calare, tuttavia, nella seconda, complice anche un bruttissimo lancio proprio di Keenum intercettato da Marcus Williams.

Keenum esulta ancora incredulo (AP)

I Saints, sfruttando questo errore, riescono anche a portarsi in vantaggio, ma è qui che la zucca si trasforma in carrozza e, proprio come piace agli Americani, Cenerentola può andare al ballo: sul punteggio di 23-24 a favore di New Orleans, con 10 secondi rimasti sul cronometro, Case completa il lancio della vita, preso da Stefon Diggs che corre incredibilmente verso la endzone.

Un miracolo di giocata che porta a casa 6 punti, la vittoria, e la qualificazione all’NFC Championship che si gioca a Philadelphia, in cui il nostro brutto anatroccolo potrebbe agguantare il pass per il primo Super Bowl casalingo della storia NFL e la possibilità di trasformarsi in un magnifico cigno.

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