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Lista dei desideri per la NFL 2018/19

Cosa ci piacerebbe vedere nella nuova stagione del campionato più bello del mondo?

  • 9’ di lettura

Diciamocelo chiaramente: non se ne poteva più!

Draft, Free Agency, Preseason: tutto interessante, per carità, ma dopo 7 mesi di astinenza, la voglia di football “vero” ha raggiunto livelli da allarme rosso. Finalmente, però, l’Opening Kickoff 2018 è dietro l’angolo e tutti gli interrogativi e le aspettative che affollano le menti dei tifosi potranno avere presto risposta.

Ma quali sono questi interrogativi? Quali le aspettative?

Ognuno, di certo, avrà le sue, come giusto che sia. Noi, qui, proviamo a riassumerne qualcuna delle più “universali”, senza la pretesa (impossibile) di rincorrere ogni sfumatura racchiusa dentro la grande passione per la palla ovale, ma cercando di fornire qualche spunto su un’ideale “lista dei desideri” per la nuova stagione.

Getty Images/Ringer illustration

Meno flag/polemiche sui placcaggi più duri

Nessuno ormai, per fortuna, nasconde il problema della sicurezza e della salute dei giocatori in uno sport di contatto come il Football Americano. Rimane però il fatto che, appunto, di sport durissimo si tratta e certi contatti sono parte integrante del gioco, impossibili da eliminare e difficilissimi da attenuare.

Giusto scrivere regole chiare; giusto punire duramente chi esagera; giusto essere inflessibili davanti alle scorrettezze. Giusto anche pensare, come è stato ampiamente fatto negli ultimi anni, di rivedere diverse regole per aumentare le tutele verso i giocatori.

Meno giusto (e meno bello) veder volare fazzoletti gialli in caso di interventi duri, sì, ma corretti. Anche perché il rischio è proprio quello di non far capire, ai giocatori, per primi, e ai tifosi, poi, quale sia il limite reale al di là del quale la durezza diventa scorrettezza.

Getty Images/Ringer illustration

Goderci le ultime giocate di Tom Brady

Secondo tanti, oltre al “più vincente”, bisogna aggiungere anche “più forte di sempre”, ma su questo punto non ci sarà mai unanimità.

Quello che rimane incontrovertibile è che Brady sia un fenomeno assoluto e che la sua carta d’identità abbia raggiunto un numero di anni compiuti i quali la quasi totalità dei giocatori le partite le vede in tv.

Lui ancora scende in campo e ancora vince, come se il tempo non passasse. Ma per quanto il buon Tom possa essere eterno, più “prima” che “poi” anche per lui sarà ora di dire basta: non pensiamoci, e ringraziamo per ogni lancio che ancora potremo goderci da parte del numero 12.

Tavecchio (AP)

Vedere Giorgio Tavecchio titolare, con il contratto che merita

Non facciamo i falsi imparziali: noi tifiamo per Giorgio Tavecchio!

E come noi, tifano per lui tanti italiani. Quindi, al di là dei tecnicismi sul fatto che i Raiders abbiano preso al Draft un holder abituato a giocare con un kicker che calcia di destro (Tavecchio è mancino) e che abbia riformato con Eddy Piñeiro la coppia holder-kicker del college, il taglio di Giorgio, che non aveva assolutamente demeritato nel suo anno da titolare, è qualcosa che ha fatto male a (quasi) tutti gli appassionati e ha anche un po’ sorpreso, perché il tifo di certi tecnicismi se ne sbatte (gli allenatori no, ed è giusto così)!

Tavecchio è forte (lo ha dimostrato), è tenace, è una persona umanamente straordinaria: noi lo vorremmo vedere con il casco in testa “ogni maledetta domenica”. Punto!

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Aaron Rodgers al Superbowl

Il contrattone è arrivato, ora sarebbe bello che il campo portasse uno dei QB più forti di sempre lì dove il suo talento ha già brillato nella vittoria del 2010 contro gli Steelers. Un solo “gran ballo” è davvero poca cosa per tale fenomeno e tutti gli appassionati, tifosi di Green Bay o meno, non potrebbero che essere felici se questo evento si verificasse nuovamente al termine della stagione che sta per cominciare.

(Il desiderio rimane praticamente il medesimo, parola per parola, se al nome di Rodgers sostituite quello di Brees, altro grandissimo che ha vinto il Superbowl nel 2009 e che meriterebbe di provarci almeno un’altra volta. Anche se i Saints appaiono meno attrezzati dei Packers affinché “the dream come true”).

Luck vs Watt (AP)

Il rientro di Andrew Luck e J.J. Watt

Nel football americano la variabile infortunio è sempre dietro l’angolo. Non esiste giocatore che non abbia avuto, nel corso della carriera, qualche guaio fisico che lo ha tenuto fuori dal campo per tempi più o meno lunghi.

L’anno scorso, tra gli annunciati protagonisti che hanno dovuto abbandonare la scena per cause di forza maggiore, ci sono stati Luck, QB di Indianapolis, e Watt, DE di Houston. Due giocatori fondamentali per le loro squadre che quest’anno torneranno in campo e tutti sperano possano riscuotere i non pochi crediti che vantano nei confronti della sfortuna.

Al capitolo infortuni, il sogno di tutti è rivedere in campo anche Ryan Shazier, il LB di Pittsburgh vittima di uno degli infortuni più scioccanti mai visti. Ma per questo, se davvero potrà accadere, ci vorrà ancora tempo. Non smettiamo di crederci!

Getty Images/Ringer illustration

Fuori la politica dagli stadi

Ognuno ha le sue ragioni, così come ogni tifoso ha le sue convinzioni, però, onestamente, delle polemiche politiche che ruotano intorno alla NFL si inizia a essere un po’ stufi.

Sappiamo già che qualcuno ancora tuonerà al primo giocatore che si inginocchia durante l’inno nazionale, e sappiamo altrettanto bene che tanti giocatori non smetteranno di farlo.

Poco importa, in questa sede, chi abbia ragione o meno (e “se” qualcuno abbia ragione o meno), ma la diatriba inizia davvero a risultare un po’ stucchevole.

Anche perché, se i discorsi si sprecano, da una parte e dall’altra, l’unico fatto vero è che il primo giocatore ad aver dato il via alla protesta non trova più un briciolo di spiraglio in nessuna squadra della NFL.

Sicuramente non sarà il fenomeno che aveva suggerito l’andamento di una sola stagione, ma altrettanto sicuramente ci sono tanti giocatori che di talento ne hanno meno ancora ma vestono regolarmente la divisa tutte le domeniche.

Forse è meglio se davvero, per una volta, le chiacchiere stessero a zero…

Getty Images/Ringer illustration

Vivere la storia che ancora nessuno conosce…

Lo abbiamo detto all’inizio: ogni tifoso ha i suoi sogni e ogni appassionato le sue aspettative, ma la cosa più bella del football americano, a ben guardare, è proprio quella di regalare storie incredibili, tanto sportive quanto umane, che nessuno si aspetterebbe mai.

Storie che rimangono nascoste tra le pieghe delle mille vite che ciascuno si porta dentro il casco ogni volta che scende in campo. Storie per la maggior parte destinate a rimanere sconosciute, ma che a volte, per la magica alchimia dello sport, sbocciano all’improvviso e regalano emozioni impronosticabili.

Tutti sappiamo che queste storie sono lì, appena sotto la superficie luccicante di pronostici, statistiche e previsioni, anche se nessuno, ancora, può conoscerne i dettagli.

L’unica certezza cui ci aggrappiamo è la voglia di scoprirle e di raccontarle. E forse è proprio questo il sogno più bello che chiediamo alla nuova stagione che sta per cominciare.

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