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Errori su errori: il disastro dei kicker NFL

Le ultime due giornate sono state un vero e proprio incubo per i kicker della lega. A casa a guardarli c’era un italiano che di calci ne sa qualcosa…

  • 9’ di lettura

Ben 44 punti. A tanto ammonta l’ipotetico bottino lasciato sul campo dai kicker NFL in una seconda settimana decisamente amara per chi la palla ovale è chiamata solo a calciarla.

E se è vero che “mal comune mezzo gaudio”, nonostante siano ben 14 i giocatori ad aver sbagliato almeno un field goal o un punto addizionale, c’è sicuramente chi in questa ecatombe sportiva ha saputo mettersi particolarmente in luce.

Due i nomi che distanziano abbondantemente il resto della truppa: Daniel Carlson, per i Vikings, e Zane Gonzalez per i Browns.

Daniel Carlson (AP)

Il valzer dei Kicker

Il primo ha sulla coscienza ben 3 calci sbagliati, di cui due all’Overtime che avrebbero chiuso la partita. Tutti gli errori sono arrivati da meno di 50 yds, ma se le 48 e le 49 dei primi due tentativi se non altro alle 50 si avvicinano, l’ultimo sbaglio dalle 35 yds fa decisamente più male.

Anche perché la NFL non perdona, e a poche ore dalla discutibile performance contro i Packers (che dal canto loro hanno sbagliato un calcio dalle 52 con Crosby che avrebbe evitato l’Overtime e, paradossalmente, salvato il posto a Carlson) Minnesota ha dato il benservito al numero 7 chiamando in sostituzione Dan Bailey, sorprendentemente ancora libero dopo 7 stagioni a Dallas tutt’altro che deludenti.

Il suo 88,2% sui field goal in carriera, infatti, è la seconda più alta percentuale della storia NFL, mentre su 278 extra point ne ha mancati solamente 2, entrambi l’anno scorso prima di saltare le ultime 4 giornate per infortunio.

Stessa sorte di Carlson è toccata a Gonzalez, che contro i Saints ha sbagliato 2 Extra point e altrettanti Field goal dalle 44 e dalle 52 yds. Errori che sono costati la vittoria ai Browns, i quali, dal canto loro, non l’hanno presa benissimo, trovando finalmente un preciso capro espiatorio almeno per uno degli oltre 630 giorni passati senza vittorie.

Conseguenza: Gonzalez tagliato e porte aperte per Greg Joseph, che in NFL non ha ancora mai ufficialmente calciato, ma ha ben figurato in estate nel Training camp con i Dolphins. La scelta può apparire discutibile, visto che, comunque, si tratta di una scommessa, ma quando si parla di Cleveland non c’è più nulla che possa stupire.

Nell’ideale podio dei peggiori kicker di giornata sale anche il solitamente affidabile Chris Boswell, che ha sbagliato un Extra point e un Field goal contribuendo alla brutta sconfitta degli Steelers contro Kansas City. A Pittsburgh, però, al momento hanno ben altri problemi da risolvere senza pensare di mettere in discussione un kicker che ha più volte dimostrato il suo valore.

Chris Boswell (AP)

Week 3: che disastro

Non è andata certo meglio la terza giornata, durante la quale il numero di calci sbagliati è stato addirittura superiore alla seconda. E nonostante non ci siano stati casi simili a quelli di Gonzalez e Carlson, l’ammontare di errori fa assolutamente riflettere.

Il FG stoppato a Justin Tucker e quello sbagliato da Chris Boswell, passando per quelli mancati da Bullock, Succop, Elliot, Ficken, Parkey e così via. La lista è lunghissima. Solo 5 Kicker sono riusciti a mantenere una percentuale perfetta.

E pensare che a casa ci sia un certo Giorgio Tavecchio che di calci se ne intende più di molti tra i nomi citati. Tralasciando il però dettaglio dei vari altri errori, viene da chiedersi a questo punto se ci sia un motivo particolare per queste due domeniche da kicker-dimenticare. A meno di credere agli alieni e le scie chimiche, parrebbe di no, perché nulla di diverso c’è stato rispetto a una normale giornata di football e perché, a volte, semplicemente le cose succedono.

L’occasione, però, è buona per riflettere su quanto sia complicato il ruolo di chi passa il 90% della partita a bordo campo e viene chiamato in causa quasi esclusivamente quanto la palla scotta.

Per quanto il gesto sportivo possa sembrare “poca cosa” rispetto alla completezza e la versatilità richiesta a tanti altri atleti, arrivare a calciare in una squadra NFL significa scalare una montagna. Perché i posti di lavoro disponibili sono solo 32 e perché, dato il ruolo spesso decisivo, nessuna squadra dovrebbe scegliere il suo kicker a cuor leggero.

Ciò basta per capire come, se si arriva a quei livelli, di certo si è bravi! Su questo non ci sono dubbi. Il problema, quindi, non è tanto la capacità tecnica di calciare un pallone ovale tra due pali gialli dritti verso il cielo, quanto la capacità di farlo con una pressione addosso che pochi altri ruoli nello sport possono riservare.

Tavecchio calcia la palla (Wesley Hitt/Getty Images)

Ogni squadra e ogni kicker ha il suo bagaglio infinito di aneddoti raccolti sui campi di allenamento: calci piazzati da 70 yds o più, serie infinita di centri senza errori, sfide improbabili anche con chi kicker di mestiere non è…

Tutte storie vere, con ogni probabilità, ma che non contano assolutamente nulla nel momento in cui dall’allenamento si passa alla partita vera.

Chi segue il calcio potrebbe trovare un parallelo con i calci di rigore: gesto tecnico di per sé relativamente semplice che, però, si trasforma in un momento psicologicamente delicatissimo. Per questo quasi tutti gli allenatori sono concordi nel dire che sui calci di rigore non ci si può allenare: perché è impossibile creare artificiosamente quella tensione che si prova quando il rigore vale la vittoria di un Mondiale.

Il Field goal è analogo: puoi calciare migliaia di palloni tra i pali ogni anno (e tutti i kicker lo fanno), ma il peso che si prova mentre ci si avvia a colpire un pallone quando in palio c’è una vittoria non si può simulare. Non che tutto ciò serva a giustificare i disastri domenicali dei kicker, perché, alla fine, questo è il loro mestiere, possibile gloria e sicurissimi rischi compresi.

Semplicemente, dato che, in un campo dalle variabili così aleatorie e indefinibili, professionalità e serietà sono le uniche poche certezze a cui ci si può affidare, non sarebbe poi così brutto vedere che chi le ha dimostrate ampiamente in ogni (rara) occasione che ha avuto, trovasse qualcuno che puntasse su di lui nel momento di scegliere l’uomo cui affidare le sorti di tanti, possibili, finali di partita.

Qualche nome, attualmente senza squadra, che probabilmente meriterebbe una chance, onestamente sembrerebbe esserci. E se qualcuno sente “odore di tifo” in questa considerazione… ci appelliamo al quinto emendamento. Tanto, a chiunque sarà chiamato a calciare un pallone in un partita di NFL, da qui all’eternità, i pali continueranno a sembrare sempre strettissimi e la palla una saponetta da accompagnare con una preghiera.

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