Seguici su

NEWS NFL

Errori arbitrali e nuove regole: hanno (quasi) ucciso la NFL?

Polemiche sulle nuove regole ed errori arbitrali: la NFL sta diventando troppo soft?

  • 6’ di lettura

Hanno quasi ucciso la NFL e nessuno se n’era accorto.

Errori arbitrali, contatti soft e nuove regole (a favore degli attacchi) stanno rendendo meno partecipe il gioco più spettacolare del mondo, con molte luci e qualche ombra, i tifosi dei Packers hanno vissuto sulla propria pelle questa esperienza.

Nella prima settimana era filato tutto liscio, ma le ultime due giornate di questo campionato hanno gettato un’ombra sinistra sulla maggiore innovazione regolamentare degli ultimi decenni.

È dura la vita degli arbitri, ancora più dura quella degli arbitri NFL nell’anno di grazia 2018. Il perché è sotto gli occhi di ogni tifoso e, soprattutto, di ogni difensore della lega: il giro di vite fortemente voluto dal Commissioner Goodell sull’eccesso di violenza nel football ha finito per amplificare la discrezionalità delle decisioni arbitrali e, soprattutto, per sanzionare come fallosi tanti contatti che fino all’anno scorso erano concessi e tollerati.

Flag Football?

Mettiamo subito in chiaro una cosa: la tutela della salute dei giocatori è un’assoluta priorità.

Troppo a lungo si è taciuto sui danni dei colpi ricevuti durante una carriera e troppo poco si è fatto per decenni a difesa del futuro di chi ogni domenica è chiamato a prendere botte per regalare spettacolo (e far girare un mare di soldi…). Ma cercare di compensare tutto questo con fischi da “flag football” appare tanto un modo semplicistico per “lavarsi la coscienza” e non certo la soluzione di un problema.

Perché se nelle prime tre giornate del 2017 le penalità per “roughing the passer” chiamate sono state “solo” 16 e nel 2018 sono diventate 34, significa che il metro di giudizio non si è solamente un po’ inasprito, ma ha raddoppiato la severità (oppure, che è lo stesso, ha dimezzato il limite al di sopra del quale un contatto è considerato falloso).

Il problema, però, è che i contatti duri, in uno sport come il football americano, sono uno dei cardini del gioco, e dimezzare ciò che i difensori possono fare, più che cambiare semplicemente il regolamento rischia di far diventare questo sport qualcosa di diverso.

Forzando il paragone, è un po’ come se in F1, constatato che la velocità è la principale causa degli incidenti più gravi che si sono verificati in pista fino a oggi, anziché insistere nel potenziare le protezioni e i sistemi di sicurezza, si puntasse a dimezzare la velocità delle vetture. Sicuri che un Gran Premio corso a 150km/h possa ancora essere chiamato Formula 1?

Io sto con Clay Matthews

Serve un altro numero a sostegno della tesi? Eccolo: i “roughing the passer” chiamati a Clay Matthews nel corso della sua carriera dal 2009 al 2017 sono stati 4. Quelli chiamati nelle prime tre giornate del 2018 già 3.

Una situazione che ha portato anche uno dei difensori più forti e carismatici della lega come J.J. Watt (atleta tutto fuorché polemico e le cui posizioni sono sempre state molto allineate a quelle della NFL) a twittare una frase piuttosto significativa: “Le chiamate per roughing the passer sono assolutamente fuori controllo”.

Una presa di posizione che ha ancora più valore nel momento in cui è arrivata non dopo un torto subito, ma durante il Monday night tra Steelers e Buccaneers (in cui sono state chiamate ben 5 penalità del genere) e poche ore dopo che lo stesso Watt si era reso protagonista di una prestazione monstre, condita da tre sacks.

Segno evidente, dunque, che anche chi sa come atterrare un QB senza fare fallo si trova spiazzato da quello che sta succedendo: da un lato perché fischiare certi tipi di contatti portano, alla lunga, a snaturare il gioco e il gesto tecnico del difensore che cerca di impedire un lancio, dall’altro perché in questo modo si finisce per essere in balia della discrezionalità dell’arbitro, dato che il confine tra un “roughing the passer” e un onesto intervento finanche un po’ ruvido si fa sempre più nebuloso.

Ufficialmente sarà difficile assistere ad una marcia indietro, almeno non in questa stagione: Goodell ha intrapreso da tempo la sua crociata per la “sicurezza” e non è tipo da ammettere errori.

La sensazione, però, corroborata da diverse dichiarazioni, è che gli addetti ai lavori non siano molto contenti, così come non lo sono i tifosi, che gridano allo scandalo a ogni chiamata finendo per trovare negli arbitri il più classico degli alibi per una partita andata male.

Dati allarmanti?

Una cosa che chi segue il calcio italiano conosce fin troppo bene ma che, finora, nel football americano ha sempre avuto meno diritto di cittadinanza. E andava bene così.

Ma, scavando nelle statistiche, ci sono degli altri dati che al di là della loro patina scintillante potrebbero indurre una riflessione: la stagione 2018, relativamente alle prime tre giornate, ha fatto registrare il maggior numero di passaggi completati (2.248), la maggiore percentuale di passaggi completati (65,5%), il maggior numero di passaggi da touchdown (168) e il più alto rating totale per i QB (93,2).

Sostanzialmente, quasi tutte le statistiche riguardanti i lanci sono le migliori della storia NFL! Sarà un caso?

Alzi la mano chi è disposto a giurare che tutto questo non possa essere in alcun modo correlato con l’eccesso di chiamate per roughing the passer…

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Di più NEWS NFL