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New England Patriots

L’unica economia che non conosce crisi? Quella dei Patriots

Due convincenti vittorie consecutive hanno scacciato l'aria di crisi: i Patriots sono tornati.

  • 7’ di lettura

I New England Patriots, dopo due pesanti sconfitte consecutive, hanno trovato il riscatto portandosi a casa due importanti vittorie di fila. Ora Brady e compagni sono in testa alla AFC  East con il record di 3-2.

Non è la prima volta, per la franchigia di Kraft, iniziare una stagione con il freno a mano tirato, dunque è lecito chiedersi che annata c’è da aspettarsi dagli uomini di Bill Belichick?

Per dare una risposta a questa domanda dobbiamo dare uno sguardo alla storia, ai numeri e alle assenze dei Patriots versione 2018…

La storia si ripete sempre due volte

Durante l’era Belichick-Brady la partenza lenta si è vista più di una volta: nel 2001, i Patriots partirono 1-3 e dopo aver chiuso 11-5 andarono a vincere l’anello. Dopo oltre 10 anni, New England partì 1-2, ma alla fine arrivò 12-4 venendo eliminata al Championship dai Ravens. Nel 2014, la partenza fu un 2-2 condito da una dolorosa sconfitta contro i Chiefs, nonostante ciò Brady e compagni vinsero il Super Bowl a fine stagione.

Lo scorso anno, New England fu travolta nell’Opening dai soliti Chiefs e ancora una volta arrivò a giocarsi il titolo con gli Eagles, (stavolta uscendo sconfitta). Quindi dal punto di vista storico non c’è da temere per i tifosi dei Patriots, capaci di vincere ben 14 titoli di Division negli ultimi 15 anni.

Brady suona la carica (AP/Dwyer)

I numeri parlano chiaro

Nelle prime tre giornate del campionato 2018 l’attacco ha faticato segnando appena 19 punti a partita, 300 yards totali di cui solo 202.3 da passaggio. Un dato alquanto basso, soprattutto quando tra le proprie fila c’è un certo Tom Brady. Dopo le partite con Miami e Indianapolis, New England è tornata su discreti numeri: 26.6 punti di media, 357.4 yds totali di cui 244.4 su passaggio.

Nonostante ciò facendo un paragone con lo scorso anno, i numeri sono ancora inferiori, infatti i punti erano ben 28.5, le yards totali erano quasi 400 di cui circa 280 da passaggio.

La difesa aveva iniziato malissimo con quasi 26 punti di media concessi, ma con il rientro di alcuni giocatori chiave i Patriots hanno subito circa 21.6 punti, 366 yards di cui oltre 100 su corsa. New England sta migliorando nella difesa contro le corse, ma le yards concesse sono ancora troppe (21esima nella lega). Facendo anche qui un confronto con lo scorso anno: i punti concessi erano appena 18.5 (quinto dato migliore della lega), mentre curiosamente le yards subite erano le stesse anche un anno fa.

Problemi di roster

I numeri come sempre devono essere contestualizzati. Iniziamo ancora una volta dall’attacco. Nella franchigia di Kraft in offseason ci sono state tante partenze importanti: Danny Amendola, Brandin Cooks, Dion Lewis e Nate Solder. A queste perdite si è poi aggiunto anche Julian Edelman, squalificato per 4 partite. Dopo un Training camp in cui i Patriots hanno subito perso la loro prima chiamata al draft per tutta la stagione, sembrava che tutto fosse sulle spalle di Brady e Gronkowski.

Durante agosto, NE ha firmato e poi tagliato una miriade di WR e le conseguenze sono state accusate proprio all’inizio della stagione. Con il solo “Gronk” (il quale stava per essere ceduto ai Lions) come minaccia concreta, alle difese è bastato raddoppiare (o triplicare) il TE per mettere Brady in grande difficoltà.

Contro Detroit, l’MVP 2017 ha chiuso ad appena 133 yards lanciate. È mancato soprattutto il talismano sui terzi down, infatti il tasso di conversione è stato sotto il 30%. Con il rientro di Edelman, l’arrivo di Gordon e le ottime prestazioni del rookie Sony Michel l’attacco di McDaniels è tornato a girare.

La difesa per ora è sembrata andare ad intermittenza. Buona prova contro la pessima OL dei Texans, pessima contro Jaguars e Lions, ottima contro Miami e abbastanza bene contro Indianapolis. In generale il reparto più debole sembra il Front Seven; i LB in particolare sembrano soffrire molto: Hightower è apparso lento, il promettente Bentley si è infortunato ed è finito in “Injury Reserve” e Kyle Van Noy è troppo altalenante.

La linea difensiva, invece, non sempre riesce a generare pressione e ciò mette in cattiva luce anche la secondaria.

Gordon esulta (Matt Stone/ Boston Herald)

Nuovi (graditi) arrivi

L’assenza più importante è stata sicuramente quella di Julian Edelman, che è mancato tantissimo come seconda opzione a “Gronk”. JE è uno dei bersagli preferiti di Brady, soprattutto sui terzi down dove ai Patriots serve come il pane. Il reparto dei ricevitori è stato rinforzato con l’acquisto del problematico (ma fortissimo) Josh Gordon.

Il ragazzo è stato fermo diversi anni, ma potrebbe ritagliarsi il ruolo che era di Brandin Cooks l’anno scorso. Per ora non è stato usato tantissimo, ma il TD contro Indianapolis è solo un assaggio delle doti dell’ex Browns. Il reparto WR è mancato molto nelle due sconfitte, nelle prossime giornate con tutti a disposizione vedremo le vere ambizioni di Brady e compagni.

Tom Brady (AP)

Una Division “comoda”

La Division sicuramente è un “vantaggio” per la franchigia del Massachusetts. Bills e Jets sono ripartite da nuovi QB rookie e non hanno ambizioni da playoff. L’unica squadra che può creare grattacapi ai ragazzi di Bill Belichick sono i Dolphins, partiti 3-0 (ma già tornati sulla terra). Miami è stato nettamente sconfitta da New England con un perentorio 38-7 e già questo è stato un forte ridimensionamento per Tannehill e compagni. In generale i Patriots sono di gran lunga i favoriti alla conquista della AFC East.

Per quanto riguarda la corsa ai primi due seed Jaguars e Chiefs sembrano lanciatissime, ma attenzione perchè questi ultimi dovranno volare a Foxborough proprio domenica prossima. New England proverà a vendicare la tremenda sconfitta nell’Opening dello scorso anno, mentre Mahomes cercherà di oscurare Brady.

In conclusione dopo quasi vent’anni al top un calo dei Patriots sarebbe anche lecito, ma l’accoppiata Belichick-Brady vuole dimostrare per l’ennesima volta che il ciclo non è ancora finito, ci riuscirà? Secondo noi assolutamente si.

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