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Carolina Panthers

L’evoluzione di Cam Newton

Ha iniziato la stagione con un 11 touchdown, ma negli ultimi anni ha già cambiato più volte il suo gioco.

  • 4’ di lettura

La NFL è ricca di talenti: alcuni riescono a stabilirsi tra i grandi della Lega, altri colpiscono in qualche Match per poi sparire ed infine ci sono i giocatori da montagna russa, coloro i quali vivono di alti e bassi aprendo infiniti dibattiti sul loro effettivo valore.

Il maggior esponente di quest’ultima categoria, per lo meno per quanto riguarda l’attacco, è Mr. Cameron Jordan Newton, Quarterback e simbolo dei Carolina Panthers.

Dal suo ingresso nella Lega, SuperCam ha cavalcato più volte la cresta dell’onda, per poi cadere qualche volta di troppo nell’abisso, dando vita a discussioni molto accese sul suo talento che hanno appassionato una nazione intera dato che Newton è una delle personalità più ingombranti della NFL.

Vediamo come si sono evolute le critiche nei confronti del Quarterback con il passare degli anni e come lui ha risposto sul campo e fuori.

Jordan sacka Newton (AP/Tapia)

Un grande atleta che non reggerà i colpi duri

È stata questa la prima critica che gli analisti gli mossero contro. Cam effettivamente possiede un fisico incredibile, 196 Centimetri per 112 Kg di muscoli, che uniti alla sua agilità fanno di lui un incubo da fermare per i difensori. Quando prende velocità, nonostante il suo stile di gioco che lo espone spesso ai colpi degli avversari, sia durante che dopo le corse viste le sue plateali esultanze, il corpo di Cam ha sempre retto alla grande smentendo questi detrattori.

Un grande braccio ma impreciso

Passato l’esame fisico arriviamo a quello tecnico, il braccio di Newton è un cannone ma spesso il Quarterback tendeva a mancare i suoi Target, specialmente sul profondo. Dopo aver superato le 4000 Yds nella stagione da Rookie, Cam incanta il mondo nel 2015, dove è vero che non arriva a quota 4000 Yds ma il suo braccio è implacabile, lanciando per ben 35 TD a fronte di solo 10 intercetti. Dimostrerà ancora una volta il suo talento, il tutto senza un vero primo ricevitore visto l’addio di Steve Smith e l’infortunio di Benjamin.

Ricco di talento ma non è un leader

Il Super Bowl 50 segna un bivio nella carriera di Cam Newton. Presentatosi come MVP in carica e con lo status di favorito con i Panthers, SuperCam trova la sua Kryptonite in Von Miller, che gli strappa il pallone per ben due volte. Una delle quali rimase particolarmente celebre. Sul punteggio di 17 a 10 per i Broncos nei minuti finali Cam dopo aver perso il pallone esita e tuffarsi sull’ovale attirandosi contro le peggiori critiche sul suo coraggio e sulla sua leadership.

Nel 2016 disputa una delle sue peggiori stagioni lanciando appena 19 TDs a fronte di ben 14 Intercetti. A fine stagione Cam dichiara di aver giocato le ultime tre partite con un infortunio alla spalla destra dicendo che fosse importante dimostrare ai compagni che sul campo va lasciato tutto ciò che si ha.

L’evoluzione di Cam

Dal Super Bowl 50 l’uomo Newton è maturato in maniera esponenziale, il Cam ballerino è rimasto, pur senza la Dab, mentre nello spogliatoio ed in conferenza stampa le cose sono cambiate notevolmente. Cam si è più volte addossato la colpa di diverse sconfitte anche quando i suoi demeriti non erano poi così tanti, mentre in campo come nel caso dall’infortunio non si risparmia mai, arrivando spesso ad avere la meglio contro squadre più forti senza grande talento offensivo intorno.

Tutti ora attendono la risposta di Newton all’ultima affermazione dei suoi detrattori: “È forte ma non vincerà mai un Super Bowl.” Cam ha sempre dimostrato il suo valore, domenica lo attende la solidissima difesa dei Ravens, dopo gli Eagles sarebbero un grande passo verso un 2018 da protagonista per lui come per i Panthers.

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