Seguici su
Chicago Bears

Chicago Bears

A Chicago è cambiato il vento

I Bears sono tornati ai vertici della NFL: come sono riusciti ad invertire la rotta in così poco tempo?

  • 5’ di lettura

A Chicago è cambiato il vento. L’ultimo posto nella division della scorsa stagione è ormai solo un ricordo. I Chicago Bears sono una delle squadre più divertenti e solide della lega e la vittoria sui Vikings ha confermato il progresso. 

Una difesa arricchitasi di Khalil Mack, l’arrivo di un head coach ambizioso come Matt Nagy e la veloce crescita di Mitchell Trubisky hanno riacceso la passione nella “Windy City”. Il cambio di mentalità in un solo anno è stato impressionante. Chicago è il sesto miglior attacco (29.4 punti) e la quarta miglior difesa per punti subiti (19.5) della NFL.

Una difesa d’acciaio

Le grandi squadre, quando qualcosa non funziona, trovano un modo per vincere. In questa stagione i Chicago Bears lo hanno dimostrato. Nella partita contro Minnesota, mentre l’attacco faticava, la difesa ha preso il controllo della situazione. Le super prestazioni dei vari Hicks, Fuller e Mack sono state determinati. Il segreto dei Bears è proprio questo: intesa ed energia. Chicago difende collettivamente: 10 giocatori hanno almeno un intercetto e ben 14 almeno un sack. Nessuno ad inizio stagione si sarebbe aspettato che il sistema girasse cosi bene. Le statistiche non fanno altro che sottolineare il grande lavoro svolto: prima difesa su corsa (77.8 yds), e terza per yards subite (314.4). Le ultime 3 squadre ad aver vinto il Super Bowl avevano una delle prime 5 difese della NFL…

Lo stesso Kirk Cousins, al termine della gara persa, ha elogiato la prova difensiva dei padroni di casa: “Sono veramente forti! Hanno ottimi giocatori e sono ben allenati. Ci hanno messo veramente in difficoltà”

L’innesto dell’ex difensore dell’anno 2016, Khalil Mack, ha poi facilitato i giochi. Il LB sta disputando una stagione di grande sostanza: 8 sacks, 5 fumble forzati ed 1 intercetto, numeri da potenziale Difensore dell’anno.

Il vecchio detto che la difesa vince le partite è duro a morire.

L’exploit di Trubisky e il lavoro di Matt Nagy

In questo campionato Trubisky ha complessivamente segnato 23 TD (20 lanciati, 3 su corsa), lanciato 2.469 yards e subito 9 intercetti: ogni statistica della passata stagione è stata già ampiamente superata. Nell’ultimo mese e mezzo è andato oltre le 300 yards in 3 delle ultime 6 partite.

E, sebbene contro i Vikings abbia faticato, mostrando ancora qualche lacuna, la costanza mostrata è assolutamente notevole. I 6 TD nella partita vinta contro Tampa Bay sono stati ovviamente il punto più alto raggiunto in stagione. Ma l’incredibile performance contro la difesa dei Bucs non è stato il classico fuoco di paglia. Anche nelle sconfitte contro i Patriots e i Dolphins, Trubisky ha dato saggio delle sue doti atletiche e mentali.

Nella settimana della netta vittoria arrivata per 34 a 22 contro i Lions, in cui ha confezionato 23 passaggi su 30 per 355 yds, si è addirittura aggiudicato il premio di miglior giocatore offensivo della NFC. Pensare che il giovane QB possa puntare al record stagionale di Erik Kramer – 29 TD, 3.838 yds – nella storia di Bears non è poi così utopico. Anzi. 

L’aspetto che ha però probabilmente più influito è stato l’arrivo di Matt Nagy. Le idee e i principi del nuovo head coach si sposano perfettamente con le ambizioni del suo nuovo quarterback. Nagy sta crescendo insieme a lui. La gestione di Trubisky si avvicina notevolmente a quella avuta con Alex Smith. La sinergia che si era venuta a creare in Kansas li aveva portati lontano. A Chicago sperano infatti nel medesimo risultato.

“Siamo alla ricerca di un’identità. Mitch è convinto dei propri mezzi e sa cosa fare in campo. Questo per me è ottimo. Mi permette di poter rischiare e di provare nuove soluzioni. Bisogna sempre ricordare però che si tratta di un giocatore giovane. Ha ancora molto da imparare”, ha spiegato lo stesso Nagy. Il tempo sarà infatti la chiave per il successo. L’ex coordinatore offensivo dei Chiefs deve ancora scoprire tutto il potenziale di Trubisky. Deve lavorarlo, plasmarlo a suo modo. Capire con esattezza quali sono i veri punti di forza di un quarterback dal grande potenziale. È ovvio che al momento le opzioni in campo siano ancora limitate, ma il salto di qualità mostrato in una sola stagione non può che essere incoraggiante per i Chicago Bears.

Insomma, il primo posto consolidato nella NFC North lancia di diritto i Bears ad un ruolo di assoluti protagonisti ai Playoff. I tifosi di Chicago possono finalmente tornare a sorridere.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

sedici + due =

Di più Chicago Bears