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San Francisco 49ers

Paraag Marathe, un genio della finanza per la rinascita dei 49ers

Il negoziatore di contratti dei San Francisco 49ers e la strategia per tutelare il Cap della franchigia

  • 4’ di lettura

Dopo la deludente scorsa stagione, condizionata dell’infortunio di Jimmy Garoppolo, i 49ers sono alla ricerca di una identità precisa. E al termine della prima settima di Free Agency 2019, è già possibile tracciare la linea che ha deciso di seguire la dirigenza della franchigia californiana.

Ciò che salta subito all’occhio dopo aver analizzato i movimenti di mercato di San Francisco, è che un punto comune collega le scelte fatte lo scorso anno dal GM John Lynch con quelle degli ultimi giorni: l’alto rischio preso nell’ingaggiare giocatori di talento che stanno recuperando da infortuni. 

Nella Baia sono infatti arrivati Kwon Alexander, Dee Ford, Jason Verrett e Tevin Coleman, che hanno firmato contratti pluriennali da diversi milioni di dollari.

Come tutelare allora la squadra in caso di infortunio o scarso rendimento?

È proprio in questo caso che interviene il direttore delle finanze Paraag Marathe, che sembra aver studiato queste situazioni nei minimi dettagli, garantendo ai 49ers una discreta libertà nel tenere o meno i giocatori in questione senza dover sacrificare una grande quantità di Salary Cap.

La strategia

Proviamo però ad entrare più nel dettaglio, cerchiamo di capire quali sono i cavilli escogitati da Marathe per preservare i contratti più costosi: il pass rusher Dee Ford è stato spedito da Kansas City a San Francisco dopo esser stato messo sotto Tag (sarebbe costato 15,4 milioni garantiti per un anno).

I 49ers e il difensore hanno raggiunto l’accordo per un quinquennale da 87,5 milioni strutturato in modo tale da avere 11,75 milioni garantiti nel 2019, che uniti agli altri incentivi presenti nel contratto potrebbero far guadagnare al giocatore 20,5 milioni totali.

Tuttavia dal 2020 al 2023 il garantito del giocatore risulta essere nullo; Ford avrà quindi il primo anno per dimostrare di valere quel prezzo, e durante il quale percepirà 5 milioni in più rispetto al valore del Franchise Tag. San Francisco invece, in caso di “scommessa sbagliata”, potrebbe liberarsi dell’ex Kansas City portandosi dietro appena 6,4 milioni di dead money. 

Discorso analogo anche per Kwon Alexander: la dirigenza ha puntato su di lui per sostituire nel cuore della difesa Reuben Foster, tutelandosi con un contratto simile a quelli di McKinnon e Garoppolo, ovvero con il primo anno di salario completamente garantito (per Garoppolo vista l’entità del contratto sono due gli anni totalmente garantiti) che ammonta a 14,25 milioni. Nel caso Kwon non torni più quello di un tempo – sta recuperando dalla rottura del crociato – i 49ers potranno decidere di tagliarlo durante la successiva l’offseason perdendo appena 3 milioni in dead money. 

Lo stesso per Tevin Coleman, che ha firmato un biennale da 8.5 milioni, di cui solo 1.7 garantiti. I questo caso però, San Francisco potrà addirittura liberarsene dopo la prima stagione senza dover perdere nulla. 

In sostanza, Marathe e il GM John Lync hanno puntato su giocatori ancora nel pieno della carriera e dal valore indiscutibile, tenendo tuttavia conto delle loro condizioni fisiche. In caso di rendimento negativo, il taglio non andrà ad inficiare il futuro a lungo termine della squadra, dato che i soldi garantiti di questi ricchi contratti risiedono tutti nel primo anno. 

La nuova identità dei 49ers passa dunque dall’aggressiva, ma ragionata, strategia contrattuale. A San Francisco non resta che aspettare e sperare…

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