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Rodgers e McCarthy, un rapporto insostenibile: svelati i clamorosi retroscena

Bleacher Report rivela gli intrighi sul difficile rapporto tra l'ex allenatore dei Packers e l'attuale quarterback dei Packers

  • 8’ di lettura

«È proprio una chiamata del ca**o» urlava contrariato Aaron Rodgers…

Era la terza giornata del campionato 2017, i Packers erano sotto contro i Bengals, e le telecamere immortalavano Rodgers mentre commentava così la scelta del suo Head Coach: Mike McCarthy.

Il giornalista di Bleacher Report, Tyler Dunne inizia così il suo avvincente reportage:  nel quale svela alcuni clamorosi retroscena del mondo Packers e del suo quarterback Aaron Rodgers. Un articolo che merita di essere letto, e che ci aiuta a ricostruire tutte le fasi e i motivi che hanno portato al licenziamento McCarthy.

Per realizzare il suo servizio, Tyler Dunne ha ascoltato una dozzina di testimonianze tra ex giocatori, allenatori, scout e assistenti, che hanno vissuto il periodo di McCarthy sulla panchina dei Packers, e la difficile convivenza con la sua stella Aaron Rodgers.

Ciò che ne è venuto fuori è sicuramente un ritratto oscuro e infelice per entrambi: l’incompetenza e la poca professionalità di McCarthy da una parte, la mancanza di leadership e la malvagità di Rodgers dall’altra.

Due personalità, due problemi.

Rodgers discute McCarthy (AP)

Se Mike McCarthy ha subito voluto smentire categoricamente alcune rivelazioni , Aaron Rodgers ha, per il momento, preferito rimanere nel silenzio. Ma la polveriera che è stata alzata non potrà essere lasciata al caso. Una reazione da parte del quarterback californiano è all’orizzonte.

Allora, per non farla troppo lunga, proviamo a riassumere, il lunghissimo, articolo di Bleacher Report:

Il peggior segreto mantenuto al 1265 di Lombardi Avenue è che Rodgers ha iniziato a detestare McCarthy fin da quando è stato assunto. Il fatto che l’anno precedente McCarthy, allora coordinatore offensivo dei 49ers, avesse scelto Alex Smith prima di lui, lo ha fatto infuriare. Se l’è legato al dito! E questa cosa è stata vista come un “cancro” all’interno dello spogliatoio. 

Quando le cose non funzionavano, Rodgers era solito lamentarsi dell’head coach con i compagni: «McCarthy ha il più basso quoziente intellettivo di tutti gli allenatori che ho avuto, gli sto salvando il c**lo», svela un ex giocatore.

Lo status di McCarthy all’interno dello spogliatoio infatti non è stato mai elevato: sia per le scelte sportive che per quelle professionali. Gli è sempre stato rimproverato di non aver mai sviluppato un playbook durante gli anni. Sempre gli stessi schemi.

Le clamorose assenze poi ai meeting di squadra per farsi fare dei massaggi nel proprio studio e il distacco totale dai difensori: «Non ci rivolgeva mai la parola», svela un difensore, e McCarthy ribatteva senza scrupoli: «Siamo una squadra offensiva, non mi interessa cosa fanno in difesa».

«Si credeva il migliore, e continuava a vantarsi di quando lavorava con Joe Montana», continua la fonte. «Se Rodgers non sarà mai un leader come Tom Brady, allora McCarthy non sarà mai un allenatore come Bill Belichick».

Secondo Tyler Dunne, Aaron Rodgers avrebbe cambiato all’incirca un terzo delle chiamate dell’allenatore: come la super ricezione di Cook contro Dallas, ai Playoff nel 2017 (disegnata e improvvisata in huddle). Uno specchio di come le gerarchie all’interno dello spogliatoio fossero completamente saltate. Il due volte MVP della NFL era irritato dagli atteggiamenti di McCarthy.

D’altro canto però, la colpa non sarebbe da attribuire solamente al capo allenatore. Infatti, secondo alcune fonti, tra cui il TE Jermichael Finley e il WR Greg Jennings, Rodgers sarebbe un pessimo leader e avrebbe una personalità “tossica”: «Non ti rispetta se crede di essere migliore di te. È una di quelle persone che non ti dice le cose in faccia, non affronta i problemi. Trattiene tutto dentro di se».

Atteggiamento che poteva essere benissimo visto in campo, scrive Dunne. Rodgers sceglieva di passare il pallone sempre ai soliti giocatori: i suoi eletti. Non dava mai la possibilità a chi riteneva non essere in grado. La percentuale di passaggi effettuati a Davante Adams nell’ultima stagione ad esempio è a dir poco eloquente.

Lo stesso Jennings ha svelato un retroscena sulla personalità e la freddezza del QB: «Durante una partita, mentre discutevo con un compagno sui tipi di giochi che stavamo effettuando, è venuto da me a dirmi che il prossimo anno me ne sarei andato. E pochi giorni dopo lo venni a sapere dalla dirigenza. Fu assurdo».

Nel pezzo viene infatti descritto come Rodgers abbia l’abitudine di interrompere bruscamente i rapporti con i suoi ex compagni.

Quello con Jennings è diventato sempre più inesistente con il passare del tempo: «Non mi ha più chiamato o mandato un messaggio. È come se fossi sparito per lui. Come lo si può definire un leader? Il suo modo di giocare e le sue abilità sono fuori discussione, ma è un giocatore che non migliora i compagni in nessun modo».

Per il giornalista di B/R, il tutto sarebbe dovuto al particolare rapporto che ha avuto negli anni con la sua famiglia, un legame che sembra possa aver influito negativamente sulla sua psiche.

Rodgers e Adams (AP)

E infine la firma del super contratto nel 2018: un incentivo maggiore a non ascoltare più nessuno.

Ora che però McCarthy è stato esonerato, Aaron Rodgers continuerà ad essere la stessa persona che è stata fino ad oggi? Una fonte vicina al proprietario, Mark Murphy, ha raccontato che quest’ultimo avrebbe chiamato proprio il quarterback per comunicargli che Matt LaFleur sarebbe stato il suo nuovo capo allenatore: “Ho assunto LaFleur, adesso vedi di non essere ancora tu il problema”.

L’articolo di Dunne descrive dunque una situazione al limite del paradossale, ma cosa attenderà adesso i Green Bay Packers?

LaFleur si troverà all’interno di una situazione a dir poco spinosa. Dovrà conquistare la fiducia del suo nuovo QB, o si ritroverà a combattere con un problema probabilmente più grande di lui. Mentre Rodgers riuscirà a cambierà atteggiamento? A 35 suonati anni e con 14 campionati alla spalle non sarà affatto facile.

Il futuro però è ancora tutto da scrivere, ma quel che è sicuro è che LaFleur dovrà decidere se essere il capitano o il generale. Aaron Rodgers sarà invece il problema o la soluzione?

1 Commento

1 Commento

  1. Davide

    9 Aprile 2019 at 2:36 PM

    Non voglio mettere in dubbio l’articolo, perchè ormai ho maturato la convinzione che non esistono giornalisti che si inventano le notizie, però una precisazione la vorrei fare: Jennings e Finley sono anni che dicono peste e corna di Aaron Rodgers, quindi non è che la loro testimonianza possa valere qualcosa. In particolare Jennings è uno che si credeva fenomeno prchè il QB di Green Bay gli lanciava 10 TD all’anno e gli ha fatto avere numeri incredibili. Però poi appena uscito da GB si è visto che fine che ha fatto, e quindi è facile capire chi dei due fosse il fenomeno, e a Jennings questa cosa non gli è mai andata giù. Imbarazzante poi che proprio lui dica “non migliora i compagni in nessun modo”, quando lo stesso jennings è l’esempio vivente del contrario. Il problema dell’era Ted Thompson era che il vecchio GM amava tutti i suoi giocatori e non li lasciava mai andare, e allora qualcuno doveva in qualche modo fare selezione.
    Sul rapporto fra i difensori e McCarthy è una cosa che si sapeva da tanti anni, ma finchè le cose andavano bene nessuno gli dava importanza, adesso che è finita un’era tornano fuori tutte queste cose. Il giornalista di Bleacher Report ha fatto un buon articolo, ma le cose che ha scritto erano già conosciute da gran parte dei tifosi di GB, Le cose interessanti sono la telefonata di Murphy a Rodgers e la situazione di Alex Smith.
    Per quello che riguarda invece la poca abilità di McCarthy nell’allenare una squadra NFL è la cosa più risaputa del mondo: non è mai riuscito a costruire un backfield decente negli ultimi 7-8 anni, lanciava il 70 % delle azioni, giocava con una 3-1-1 regolare il 70% degli schemi di attacco e non aveva un Playbook. Basta guardarti una stagione di partite di GB per capire che si vinceva solo coi bigplay di Rodgers (e dei ricevitori) o della difesa (quando riusciva a farli). Quest’anno McCarthy ha avuto il RB con la miglior statistica di yard per corsa (anche per forza, perchè se lanci sempre e hai Rodgers in squadra difendono quasi esclusivamente sui lanci) e non gli ha mai fatto fare più di 20 corse in una partita. Un allenatore che gioca solo in un modo nel football moderno non è un allenatore. E Rodgers non può avere la colpa di essersene accorto molto prima che le cose iniziassero ad andare male.

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