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Draft NFL

Il Pagellone del Draft NFL 2019

Il Draft NFL 2019 si è concluso ed è tempo di giudizi per le scelte delle squadre

  • 21’ di lettura

Il Draft 2019 è ormai passato, come da tradizione ecco il nostro Pagellone sulle scelte delle 32 franchigie NFL. Tra sorprese, cadute di giocatori e numerose trade che hanno senza dubbio infiammato tutti gli appassionati.

Abbiamo assistito a 254 chiamate: giovani talenti che devono ancora conoscere i loro nuovi compagni, i nuovi armadietti, provare le divise e toccare l’erba dei campi NFL.

Dunque è ancora presto per dire chi sarà il Re e chi uno dei tanti, questo è il tempo delle aspettative, dei sogni, dei tifosi che esultano anche alla chiamata di uno sconosciuto del settimo round.

Proviamo allora ad immaginare quale squadra (sempre sulla carta), si è comportata al meglio in questa edizione del Draft NFL 2019.

Quale franchigia è riuscita a coprire al meglio i “buchi” che aveva fino giovedì scorso?

I nostri giudizi sono basati essenzialmente sulla funzionalità della chiamata, e non solamente sul valore del giocatore (ancora da misurare tra i Pro).


Daniel Jones (AP)


Ravens: voto 7.5

Draft improntato sulla velocità per i Ravens, al primo round regalano lo speedster “Hollywood” Brown a Lamar Jackson, poi coprono i buchi lasciati in offseason con pick solide, tra le quali spiccano l’OLB Jaylon Ferguson ed il RB Justice Hill.

Bengals: voto 7

Cincinnati compie un Draft solido, ottima la scelta del primo Offensive Tackle Jonah Williams. Difficile però che i vari Sample, Pratt e Finley possano sostituire giocatori come Eifert, Burfict e Dalton. Davvero interessante invece la pick riguardante il centro Jordan, adattabile anche come guardia.

Browns: voto 7+

I Browns dopo la grandissima offseason fanno un Draft intelligente: il trade up per un ottimo elemento come Greedy Williams quasi sicuramente pagherà, la scelta del kicker Seibert potrebbe finalmente far sparire le incognite nel cruciale ruolo di K, tuttavia il fiore all’occhiello sembra essere il linebacker da Alabama Mack Wilson, pronto a farsi sentire anche tra i Pro.

Steelers: voto 7

Gli Steelers hanno riempito immediatamente due grossi buchi: un linebacker che proverà a sostituire Shazier, Devin Bush Jr, ed il wide receiver Diontae Johnson: per colmare il vuoto lasciato da Brown. Per il resto del Draft Pittsburgh ha puntato a ringiovanire i reparti più martoriati dagli infortuni come il Front Seven, chi vivrà vedrà.

Bills: voto 7,5

I Bills si presentavano a questo Draft col forte bisogno di migliorare le due linee, sia offensiva che difensiva. Non a caso le prime due scelte sono andate in quella direzione: il DT Ed Oliver al primo giro e l’OT Cody Ford al secondo. Nel terzo giro è stato rinforzato l’attacco con il RB Devin Singletary (Mccoy non è più giovanissimo) e il TE Dawson Knox. Nei giri finali sono arrivati due OLB e un altro TE. Sicuramente un Draft molto positivo per Buffalo, ma per aumentare ancora il voto serviva scegliere anche un WR per il QB Josh Allen e qualche altro uomo di linea.

Dolphins: voto 7

Nella valutazione dei Miami Dolphins va necessariamente messa la trade per Josh Rosen, autentica magia. Con il primo giro è stato selezionato il DT Wilkins, forse non esattamente la need numero uno, ma comunque nel resto del Draft, Miami ha preso due OT per rinforzare il reparto più debole della squadra. Rosen (purtroppo) non ha ottenuto grosse novità nei target ed anche in difesa è arrivato solo l’OLB Van Ginkel (oltre chiaramente a Wilkins).
Nel reparto CB non è arrivato nessuno; alla fine Miami ha salvato il Draft solo grazie alla super trade per Rosen.


Christian Wilkins (AP)


Jets: voto 5,5

Dopo una free agency da protagonisti ci si aspettava tanto anche dal Draft. L’inizio è stato da incorniciare con la scelta di uno dei giocatori più dominanti della classe: il DT Quinnen Williams. Con Bell e Darnold in squadra serviva rinforzare la OL, ma è stato preso solo Edoga e peraltro a metà terzo giro. Il pass rusher Jachai Polite potrebbe essere anche un buon giocatore, ma si poteva passare per pescare qualche WR. Nei giri finali sono arrivati un CB e un ILB, quest’ultima pick abbastanza inutile alla luce degli acquisti in FA.

Patriots: voto 7

Con l’addio di Gronk e la perdita di Hogan, New England doveva urgentemente selezionare un nuovo target per Brady. La scelta è ricaduta sul WR N’Keal Harry, un ricevitore fisico e con grande raggio di ricezione. In sostanza giocatore che può risultare utile anche in EZ. Nel secondo giro è arrivato il CB Williams, mentre nel terzo il pass rusher Winovich. I Pats hanno fatto 3 scelte in attacco: l’OT Cajuste, il RB da corto yardaggio Harris e la guardia Froholdt. Il QB Stidham avrà tempo di imparare dietro a Brady, mentre il punter Bailey aveva probabilmente colpito Belichick. Non sorprende più di tanto l’assenza di un TE dopo la scelta di Harry, piuttosto l’assenza di LB fa un pò storcere il naso.

Texans: voto 6

I Texans hanno scelto giocatori in base al bisogno, senza badare troppo al valore reale del giocatore. Howard è un tackle che può crescere, però non da grosse garanzie nel presente. Così come l’altro tackle selezionato Scharping. Non proprio una selezione memorabile per Houston.

Colts: voto 7+

Dopo il capolavoro dello scorso anno Indy mette insieme un Draft di ottimo livello: potenziata notevolmente la secondaria con Rock Ya-Sin e i due Safety Willis e Tell. Si sono poi concentrati sul Front Seven. Il vero giocatore che potrebbe esplodere è Parris Campbell, wide receiver che può fare molto bene sotto la guida di Luck.

Jaguars: voto 8

Le scelte di valore dei primi giri condizionano positivamente il Draft dei Jags, Josh Allen potenzia ulteriormente una linea difensiva incredibilmente forte. Jawaan Taylor al secondo Round può essere considerato lo steal del Draft visto il valore ed il bisogno dei Jaguars di un Offensive Tackle con le sue caratteristiche. Jacksonville ha fatto davvero bene i compiti.

Titans: voto 7

I padroni di casa escono da una tre giorni piuttosto positivi, il Defensive Tackle Simmons chiamato con la 19 difficilmente sarebbe uscito dalla top 10 se non fosse reduce da un infortunio. I Titans si sono poi concentrati sulla profondità, scegliendo buoni rincalzi per i titolari. Eccezionale la scelta del Wide Receiver AJ Brown al secondo round dopo esser considerato da tutti un talento da primo giro.


Jawaan Taylor (AP)

Broncos: voto 8,5

Denver è partita subito con una trade dopo aver perso l’obiettivo Hockenson, non a caso è stato selezionato il compagno di reparto ad Iowa Noah Fant. Giusto prendere un TE per Flacco. Nel secondo giro è arrivato l’ottimo OT Risner (pronosticato al primo giro) e il QB Drew Lock, che potrà crescere con calma sotto la guida di Flacco. Giusto anche rinforzare la DL con l’aggiunta del DT Jones. Col quinto giro piuttosto che un OLB 3-4, sarebbe stato più utile un ILB o magari un DB. Nonostante ciò, Draft davvero ottimo per la squadra di Elway.

Chiefs: voto 6,5

I Chiefs orfani del primo giro, hanno iniziato il loro Draft solo nel secondo giorno. La prima chiamata ha sorpreso: il WR Mecole Hardman. La scelta è stata fatta chiaramente in vista del taglio di Tyreek Hill. Piuttosto che il S Thornhill (anche se possiede versatilità), sarebbe servito un CB puro visto che attualmente nel ruolo non hanno nessuna certezza. Anche il reparto LB aveva bisogno di rinforzi che non ci sono stati. Dopo la presa di Clark qualche pass rusher in più poteva far comodo, invece è stato preferito un DT.

Chargers: voto 6

Jerry Tillery, selezionato al primo giro, serviva ma forse sarebbe stato meglio puntare su un OT. Anche nel secondo giro è stato preso il S Adderley, ma sarebbe stato più giusto pescare un OT o un LB (meritevoli di un primo giro non c’era nessuno disponibile). Non a caso queste due need sono state curate con le due scelte seguenti: terzo giro OT Pipkins e quarto giro ILB Tranquill. In generale se la scelta di Tillery è tollerabile (Mebane comunque va verso i 35 anni), l’assenza di una guardia e la selezione di un unico OT fa pendere l’ago della bilancia per un voto appena sufficiente.

Raiders: voto 6-

I Raiders avevano a disposizione ben 3 primi giri, ma dovevano rinforzare tantissimi reparti. La need più importante era la ricerca di un edge rusher e la scelta è ricaduta su Clelin Ferrell, giocatore di indubbio spessore. La secondaria era da fare da capo: sono arrivati ben due CB (Mullen e Johnson) e un safety (il primo giro Abram). In attacco è arrivato il RB Josh Jacobs, migliore della classe secondo gli analisti. Purtroppo un grosso neo nel Draft di Oakland è stata la completa assenza di LB, anche il reparto dei DT aveva bisogno di qualche rinforzo.

Bears: voto 6

Draft interessante anche per i Bears, che hanno deciso di puntare sul RB David Montgomery. Ottimo l’arrivo al quarto turno del WR Riley Ridley, che va a potenziare il parco ricevitori che ne aveva bisogno. Sostanziose anche le altre chiamate che portano a Chicago i 2 CB Duke Shelley e Stephen Denmark, oltre all’altro running back Kerrith White.

Lions: voto 7,5

Draft che va capito quello dei Lions, che con la chiamata numero 8 hanno scelto T.J. Hockenson. Il TE per quanto forte però, non è probabilmente la scelta più adatta: Detroit avrebbe dovuto forse puntare su Ed Oliver, finito poi a Buffalo con la scelta successiva.  Le chiamate a seguire hanno portato l’interessante LB Jahlani Tavai e il DB Will Harris, che potrebbero risultare molto efficaci in futuro.



Packers: voto 7,5

Rischioso, ma sicuramente audace il Draft dei Packers, che con le prime due scelte hanno puntato su Rashan Gary e sul S Darnell Savage. Green Bay necessitava in quei ruoli, e i due risultavano essere tra i migliori a disposizione. Mirate e precise poi le chiamate successive: il nuovo HC Matt LaFleur potrà gioire per gli arrivi del TE Jace Sternberger e della guardia Elgton Jenkins.

Vikings: voto 8-

I Vikings avevano disperato bisogno di migliorare la linea d’attacco: la chiamata del centro Garrett Bradbury infatti non può che essere accolta con positività. Bradbury rappresentava quasi sicuramente il miglior prospetto in quel ruolo. Con le scelte successive sono arrivate poi due valide alternative ai titolari Kyle Rudolph e Dalvin Cook: il TE Irv Smith e il RB Alexander Mattison. Molto bene Minnesota.

Cowboys: voto 6,5

Dopo un primo turno da spettatori, i Cowboys hanno chiamato le proprio scelte con logica e attenzione. Bene le chiamate del DT Trysten Hill e della guardia Connor McGovern, intrigano invece le scelte ricadute sui due Jackson, Michael e Joe. Il CB e DE potrebbero rivalersi delle carte vincenti per i Texani.

Giants: voto 4.5

Sul Draft dei Giants si potrebbe aprire un capitolo a parte: la chiamata di Daniel Jones è stata piuttosto sorprendente. Si cercava un degno sostituto di Manning, ma chiamare il prodotto di Duke alla sesta assoluta sembra eccessivo. Il DT Dexter Lawrence va a potenziare una difesa che aveva bisogno di ben più, buona però la chiamata del CB DeAndre Baker. Da New York ci si aspettava un Draft assai differente…

Eagles: voto 8

Molto solido il Draft di Philadelphia, che si assicura le prestazioni di un ottimo OT come Andre Dillard. Il secondo round ha portato nella città dell’amore fraterno probabilmente il secondo miglior RB della classe 2019: Miles Sanders. Il prodotto da Penn State va a coprire uno dei punti nevralgici dell’attacco degli Eagles. Intelligenti anche le altre chiamate: J.J. Arcega-Whiteside, Shareef Miller e il QB Clayton Thorson.

Redskins: voto 8,5

Una delle sorprese del Draft 2019 è stata sicuramente la capitale americana. Con la 15esima è arrivato il QB Dwayne Haskins, che avrà quasi sicuramente modo di giocare fin da subito. Con la 26esima i Redskins hanno deciso di puntare invece sull’OLB Montez Sweat, pronosticato in partenza tra i Top 10. Se le sue condizioni cardiache non dovessero creargli problemi, potremmo parlare di un vero e proprio colpaccio. La ciliegina sulla torta è però Bryce Love con la chiamata 112: il RB da Stanford rischia di essere un “crack” assoluto.



Falcons: voto 7,5

Draft più astuto che spettacolare quello dei Falcons: con la chiamata numero 14 selezionato l’OG Chris Lindstrom. Il prodotto di Boston College è un investimento futuro, che avrà però subito un peso specifico all’intero dell’attacco di Atlanta. L’ulteriore potenziamento della OL è arrivato poi alla 31esima con l’offensive tackle Kaleb McGary. L’assicurazione sulla vita di Ryan è fatta.

Panthers: voto 6

Il Draft ha invertito il trend rispetto ad una free agency abbastanza sottotono. L’arrivo del forte DE Brian Burns ha aumentato il livello della difesa dei Panthers, mentra con la chiamata successiva hanno potenziato anche la linea d’attacco con Greg Little, OT. Rischiosa invece la scelta ricaduta su Christian Miller: i numerosi infortuni subiti preoccupano non poco.

Saints: voto 6-

Draft piuttosto anonimo per New Orleans, che invece di puntare sul parco ricevitori, ha deciso di pescare con la prima chiamata a disposizione Erik McCoy. Il centro serviva, per carità, ma anche le chiamate successive non hanno portato WR. Sono arrivati infatti i due S Chauncey Gardner-Johnson e Saquan Hampton, il LB Kaden Elliss  e il TE Alize Mack. Nulla di speciale, i Saints potevano muoversi meglio.

Buccaneers: voto 7

I Bucs sono calati con il passare dei giorni. Se nel primo giorno la scelta numero 5 è ricaduta senza dubbio su Devin White, negli ultimi due le chiamate sono state tutte più o meno discutibili. Gli arrivi del DB Sean Bunting e del CB Jamel Dean hanno lasciato più di un dubbio, così come il K Matt Gay. Bene White, piuttosto scialbo il resto.

Cardinals: voto 6,5

La prima scelta assoluta di Kyler Murray sarà il tempo a giudicarla, la cosa certa è che se nessuno non credeva più in Rosen era giusto scambiarlo (anche se veramente a poco). Il vero anello debole del Draft dei Cardinals è la quasi totale assenza di uomini di linea (Gaillard e Miles sono veramente poca roba). Il CB Murphy serviva sicuramente, ma c’era Taylor disponibile per aumentare la protezione a Murray. Tre WR (Isabella, Butler, Johnson) sono forse un po’ troppi, anche se più target avrà Murray meglio è. Zach Allen e Thompson possono potenzialmente essere tra le migliori pick spese, in reparti dove servivano come il pane. Il Draft dei Cardinals è tra i più ostici da valutare, ma sicuramente merita la sufficienza anche se con 11 scelte si poteva fare sicuramente meglio.

Rams: voto 5,5

Con la firma di Weddle in FA, nessuno poteva immaginarsi che i Rams avrebbero puntato su un S con la loro prima scelta. Piuttosto si pensava ad un Edge rusher, che invece non hanno ricevuto alcuna attenzione da LA. La salute di Todd Gurley preoccupa ed è giusta la chiamata di un RB al terzo giro. Il CB Long e l’OT Evans vanno a rinforzare reparti dove c’erano stati dei problemi. Gaines rafforza la DL, scelta sicuramente intelligente. In generale un Draft poco interessante.



49ers: voto 6,5

Nick Bosa è il fiore all’occhiello del Draft dei 49ers. Sistemata la linea difensiva, San Francisco si è concentrata nel dare target importanti a Jimmy Garoppolo con la presa di due WR: Deebo Samuel e Jalen Hurd. Di particolare interesse la scelta del punter Wishnowsky al quarto giro. Peccato che San Francisco si sia dimenticata la secondaria e la linea d’attacco, rinforzate solo con le ultime due scelte del sesto giro. Con il rischio infortuni sempre alto su Alexander, giusto prendere il LB Greenlaw al quinto giro. Draft sufficiente quello dei 49ers, che però potevano fare decisamente meglio.

Seahawks: voto 5,5

Dopo la trade per Clark era necessario andare su un DE e la scelta è ricaduta su Collier, forse un po’ troppo affrettata. Carroll ha preferito scegliere i safety Blair e Amadi, piuttosto che qualche CB. Come al solito la OL non è stata un need principale, non a caso l’unica scelta è stata spesa al 4 giro sulla guardia Haynes. In seguito al rinnovo di Wilson sono arrivati target importanti: l’attesissimo DK Metcalf, Jennings Jr. e Ursua. Con tutte quelle scelte serviva spendere qualcosa anche su un DT (arrivato solo al sesto giro), magari al posto dell’OLB Barton. Draft piuttosto evanescente per Seattle.

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