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Draft NFL

Il Pagellone del Draft NFL 2020

Il Draft NFL 2020 si è concluso ed è tempo di giudizi per le scelte delle squadre

  • 28’ di lettura

Il Draft 2020 è ormai passato, come da tradizione ecco il nostro Pagellone sulle scelte delle 32 franchigie NFL. Tra sorprese, trade e colpi di scena che hanno senza dubbio infiammato tutti gli appassionati.

Abbiamo assistito a 255 chiamate: giovani talenti che devono ancora conoscere i loro nuovi compagni, i nuovi armadietti, provare le divise e toccare l’erba dei campi NFL.

Dunque è ancora presto per dire chi sarà il Re e chi uno dei tanti, questo è il tempo delle aspettative, dei sogni, dei tifosi che esultano anche alla chiamata di uno sconosciuto del settimo round.

Proviamo allora ad immaginare quale squadra (sempre sulla carta), si è comportata al meglio in questa particolare edizione del Draft.

Quale franchigia è riuscita a coprire al meglio i “buchi” che aveva fino giovedì scorso?

I nostri giudizi sono basati essenzialmente sulla funzionalità della chiamata, e non solamente sul valore del giocatore (ancora da misurare tra i Pro).

RAVENS: voto 9-

Baltimore sceglie Patrick Queen al primo round che va a colmare uno spot critico nel cuore della difesa, per poi concentrarsi sui migliori giocatori disponibili a prescindere dalla necessità. Ne sono esempio il running back J.K. Dobbins ed il defensive tackle Justin Madabuike, entrambi dati più in alto in quasi tutte le board. Negli ultimi giri arrivano target per Jackson e offensive lineman per colmare il vuoto lasciato da Marshal Yanda.

BENGALS: voto 8+

Cincinnati sceglie Joe Burrow, il quarterback del futuro con la prima pick assoluta e poi pensa a sistemare la difesa, passando prima però dall’aggiunta di Tee Higgins, che andrà ad infoltire un reparto di ricevitori davvero notevole. Dopo aver investito bene durante la free agency, i Bengals potrebbero aver trovato i talenti necessari all’attacco per fare il salto di qualità e solide opzioni nel front seven per irrobustire una difesa che l’anno scorso ha fatto acqua da tutte le parti.

BROWNS: voto 8

Con l’arrivo di Jedrick Wills Jr. alla decima pick, i Browns sistemano lo spot di left tackle con un rookie molto promettente, poi investono tre scelte su ogni reparto della difesa, tra le quali spicca il campione NCAA Grant Delpit. Cleveland aggiunge anche target al parco ricevitori per Mayfield, che potrebbe prossimamente avere problemi viste le sirene di trade per Odell Beckham Jr.

STEELERS: voto 7

Gli Steelers erano senza primo round, vista la trade che ha portato in giallo-nero Minkah Fitzpatrick, tuttavia hanno saputo scegliere buoni giocatori nei ruoli più scoperti. Nonostante ciò, in molti avrebbero preferito al posto di Chase Claypool un running back, visti gli infortuni che hanno colpito James Conner. Tutto sommato Pittsburgh non si è giocata male le sue carte.

BILLS: voto 7+

Bills si presentavano a questo draft con il bisogno di ringiovanire il reparto pass rusher e prendere un nuovo running back. Nonostante l’assenza di un primo giro (trade per Diggs), Buffalo ha scelto subito il pass rusher AJ Epenesa, ancora libero a metà secondo giro. Successivamente è arrivato proprio un running back, Zack Moss. Successivamente ben due wide receiver, in modo da dare altre frecce all’arco di Josh Allen, in particolare Gabriel Davis. Il quarterback Jake Fromm, preso al 5 giro, potrà diventare un buon backup. Qualche neo nel draft dei Bills c’è: innanzitutto l’assenza di uomini di linea e ha sorpreso anche la scelta del cornerback solo al 7 giro, evidentemente McDermott nutre fiducia in Josh Norman. Molto interessante la scelta del kicker Tyler Bass.

DOLPHINS: voto 7-

A inizio stagione a Miami si diceva volessero tankare per Tua Tagovailoa. Circostanze fortunose hanno fatto arrivare in Florida proprio Tua, anche se non come prima scelta assoluta. Una volta preso il quarterback, Miami ha deciso di investire sulla linea offensiva, con ben 3 lineman nei primi 4 rounds, tra cui spicca Austin Jackson scelto al primo giro. Il cornerback Noah Igbinoghene è una chiamata un po’ troppo anticipata e forse serviva più un safety (McKinney era ancora disponibile), arrivato solo al 3 giro. Gravi la mancata scelta di un wide receiver e di un running back (Matt Breida è arrivato poi via trade). La pass rush invece è stata rinforzata con Raekwon Davis, anche se forse serviva più un defensive end o un edge rusher. In generale un draft più che sufficiente per Miami, ma incompleto.

PATRIOTS: voto 7

Draft in pieno stile Bill Belichick, amante dei giocatori versatili e delle trade down. Non a caso il coach dei Patriots ha subito scambiato il primo giro, passando due potenziali linebacker già pronti come Murray e Queen. I linebacker erano sicuramente la need più impellente per New England, ma la prima chiamata è stato il safety Kyle Dugger, giocatore molto versatile. Successivamente i Patriots hanno selezionato due linebacker, Josh Uche, che ha caratteristiche perfette per la difesa di New England e Anfernee Jennings, che invece è un pass rusher interessante. Con il buco enorme nel reparto tight end, Belichick ne ha scelti due di fila: Devin Asiasi e Dalton Knee. Serviva come il pane anche un kicker, che è arrivato al 5 giro, Justin Rohrwasser da Marshall. Infine i Patriots avevano bisogno di rinforzare la linea offensiva e nei giri finali hanno preso ben 3 lineman, anche se forse si poteva investire prima sul ruolo. Spicca l’assenza di un quarterback, ma ciò era prevedibile.

JETS: voto 8

Un draft che ha fatto sicuramente felice Sam Darnold che finalmente vedrà un rinforzo nella sua linea offensiva con il gigante Mekhi Becton. Il quarterback sarà contento anche per il secondo giro speso sul ricevitore Denzel Mims, uno dei più interessanti tra quelli rimasti. Oltre a queste due need, i Jets avevano bisogno di rinforzare la pass rush ed è arrivato l’edge rusher Jabari Zuniga. Strana la scelta del safety Ashtyn Davis, quando forse era più utile un cornerback. New York ha rimediato a questa need con Bryce Hall, che se si fosse dichiarato eleggibile lo scorso anno sarebbe andato al primo giro Un buon draft dei Jets anche se forse serviva almeno un altro ricevitore, ad esempio al posto del quarterback James Morgan.

TEXANS: voto 6-

Diverse le need dei Texans che si presentavano a questo draft senza primi giri e con sole 5 scelte. Tra i bisogni primari di Houston c’era un defensive tackle, infatti la prima chiamata è stato Ross Blacklock. Per la linea offensiva il rinforzo è arrivato al quarto giro con Charlie Heck, quando ormai era rimasto ben poco. In mezzo a queste due chiamate è arrivato l’edge rusher Jonathan Greenard, altra need pre-draft. Infine sono arrivati il cornerback John Reid e il wide receiver Isaiah Coulter. Houston ha speso le sue scelte in ruoli dove aveva bisogno, anche se purtroppo non hanno potuto fare molto a causa delle poche pick a disposizione.

COLTS: voto 7

Anche Indianapolis non aveva a disposizione primi giri, ma a differenza dei Texans avevano molte più scelte a disposizione. Dopo l’arrivo di Rivers era giusto regalargli subito qualche nuovo target, non a caso il primo selezionato è stato il wide receiver Michael Pittman. A sorpresa anche la scelta successiva è stata spesa per l’attacco, il running back Jonathan Taylor. La secondaria è sicuramente uno dei punti deboli della difesa dei Colts ed il safety Julian Blackmon è un po’ poco come miglioramento. Indianapolis ha chiamato un cornerback solamente al 6 giro. Buckner rappresenta un upgrade nella linea difensiva, ma qualche altra scelta andava spesa e il defensive tackle preso al sesto giro Robert Windsor è arrivato tardi. Interessante la selezione del quarterback Jacob Eason, che si giocherà il posto di backup con Brissett.


JAGUARS: voto 8+

Dopo l’addio di Ramsey e di Bouye, i Jaguars avevano estremo bisogno di cornerback e infatti alla 9 assoluta è arrivato CJ Henderson. Altre need per Jacksonville riguardavano la linea difensiva, sia edge rusher che difensori interni. Con il secondo primo giro a disposizione, i Jaguars hanno selezionato l’edge K’Lavon Chaisson, mentre al terzo giro è arrivato anche il difensore interno, Davon Hamilton da Ohio State. In mezzo ai due arrivi, c’è stata la presa del frizzante wide receiver Laviska Shenault. Anche la linea offensiva è stata rinforzata con Ben Bartch, Jacksonville si è concentrata poi tra il 4-5 giro sulla difesa con i defensive back Josiah Scott, Daniel Thomas e il linebacker Shaq Quarteman. Il quarterback Jake Luton preso al 6 giro sembra un rimando all’attuale titolare Garnder Minshew. In generale i Jaguars hanno fatto un ottimo lavoro.

TITANS: voto 5+

Dopo il Championship perso contro i Chiefs, Tennessee si presentava a questo draft per migliorare la difesa, in particolare la secondaria. I Titans hanno invece speso il loro primo giro per chiamare il tackle Isaiah Wilson, profilo non esattamente da primo giro e che dovrà sostituire Jack Conklin. Molto meglio invece la seconda chiamata, il cornerback Kristian Fulton che molti davano al primo round. Molto criticabile invece la scelta del running back Darrynton Evans. Sicuramente aggiungere profondità al ruolo è importante, ma con un buco in pass rush ed Henry in squadra non era esattamente ciò che serviva. L’edge rusher è arrivato solo al 5 giro. Grave l’assenza di defensive lineman.

BRONCOS: voto 8+

I Broncos si sono trovati di fronte a una scelta che alla vigilia era impossibile, Lamb o Jeudy? Denver non si aspettava assolutamente di trovare i due migliori ricevitori del draft ancora entrambi liberi alla 15, alla fine hanno selezionato il talento di Alabama Jerry Jeudy, più adatto per giocare con Sutton. Forzata la scelta di K.J Hamler al secondo giro, quando forse scegliere un uomo di linea interno era meglio. Giusta invece la scelta del cornerback Michael Ojemudia, che copre il buco in secondaria. Arrivato in leggero in ritardo un linebacker, il 5 giro Justin Strnad, mentre il centro Lloyd Cushenberry serviva come il pane. Interessante spendere una chiamata sul tight end Albert Okuwuegbunam, che sarà un’altra arma per Drew Lock. In generale il draft di Denver è stato molto buono.

CHIEFS: voto 6+

I campioni in carica hanno svolto il compitino in questo draft. Il primo giro ha regalato la sorpresa Clyde Edwards-Helaire, running back che a Kansas City serviva. Scorso anno tra i punti deboli dei Chiefs c’era il reparto linebacker, decisamente non all’altezza, per tale ragione è arrivato Willie Gay. La need forse più importante era però quello sulla secondaria, sia cornerback che safety. Solo al quarto giro è stato selezionato il safety L’Jarius Sneed, mentre per il cornerback si è dovuto aspettare addirittura il 7 giro. C’è stato qualche rinforzo anche nella linea offensiva, mentre non sono arrivati difensori interni.

RAIDERS: voto 5

Oakland si presentava a questa annata con due importanti need: wide receiver e cornerback. Le prime due chiamate sono state esattamente queste due, con Henry Ruggs e Damon Arnette. Se sul primo si può discutere visto che erano ancora disponibili Lamb e Jeudy, sul secondo c’è poco da salvare. Arnette non era un cornerback meritevole del primo giro e vederlo chiamato a circa metà primo giro è un’esagerazione di Gruden. Al terzo giro è arrivato un running back quando c’è già Josh Jacobs a roster, scelto lo scorso anno al primo round. Completamente dimenticato il front seven: zero rinforzi nella linea difensiva, zero in pass rush e zero nel reparto linebacker. Anche la linea offensiva era da migliorare, ma il solo John Simpson arrivato al quarto giro è troppo poco.

CHARGERS: voto 5+

Il draft dei Chargers doveva partire da un nuovo quarterback e così è stato, Justin Herbert da Oregon. È difficile dire se Herbert sarà l’uomo giusto per Los Angeles, ma ciò ce lo dirà il tempo. Trade aggressiva per arrivare al linebacker Kenneth Murray, che risolve un rebus che da anni perseguita i Chargers. Il running back Joshua Kelley serviva per sostituire il partente Gordon, mentre forzate le scelte dei due wide receiver Joe Reed e KJ Hill. Ci sono diverse gravissime mancanze nel draft di LA. La linea offensiva è stata completamente dimenticata; ad un nuovo quarterback sarebbe servito tantissimo. Non sono arrivati difensori interni, ne un pass rusher, visto che Bosa e Ingram andranno entrambi in free agency l’anno prossimo. Probabilmente questo draft di LA sarà valutato in base al rendimento di Herbert.

BEARS: voto 5-

Senza scelte al primo giro, il Bears hanno aperto il loro draft nel secondo con un tight end, Cole Kmet. Il prospetto da Note Dame, considerato il migliore nel suo ruolo, in una classe di tight end però non particolarmente esaltante, non era esattamente un’esigenza visto l’arrivo durante la free agency di Jimmy Graham. Con la seconda scelte è stato pescato il cornernback Jaylon Johnson, che darà una mano alla secondaria fin da subito. L’offensive line è stata potenziata solo negli ultimi round: nel complesso un draft abbastanza anonimo.

LIONS: voto 7

In seguito all’addio di Darius Slay, Detroit si presentava al draft col forte bisogno di cornerback. La fortuna ha voluto che i Lions avessero la terza scelta assoluta e hanno potuto così selezionare il miglior cornerback del draft, Jeff Okudah. Il running back D’Andre Swift preso al secondo non era esattamente una need impellente, ma a quel punto era difficile passarlo. Interessante l’edge rusher Julian Okwara che avrà la fortuna di poter giocare insieme al fratello Romeo. Detroit è poi tornata forte sulla linea offensiva con ben due guardie, Jonah Jackson e Logan Stenberg. Sorprende sicuramente però l’assenza di offensive tackle. Dopo aver dimenticato una need importante come la defensive line, nelle ultime due chiamate i Lions hanno scelto due difensori interni che arrivano un po’ tardi. Draft buono per Detroit, ma si poteva fare comunque di più.

PACKERS: voto 3

Tra i peggiori del draft 2020 ci sono sicuramente i Packers, che hanno deciso di adottare una strategia assai inspiegabile. La prima scelta di Green Bay, il quarterback da Utah State Jordan Love, è stata la vera sorpresa del primo round. Ruolo che non aveva assolutamente bisogno di essere toccato in questo momento. Rodgers aveva bisogno di ricevitori, possibilmente slot, eppure non è arrivato nessuno. In un’edizione ricca di wide receiver la scelta appare infatti ancora più inspiegabile. La scorsa stagione si era chiusa ad una sola vittoria dal Super Bowl, il front office è sembrato non ricordarselo durante il Draft…

VIKINGS: voto 9

Grandi vincitori di questo draft non potevano che essere i Vikings, protagonisti durante tutte e tre le notti. Minnesota ha lavorato con parsimonia ed efficacia, scegliendo davvero bene. Con la prima  scelta, la numero 22, è arrivato il wide receiver Justin Jefferson, che andrà immediatamente a coprire il buco lasciato da Stefon Diggs, Con la seconda invece, la numero 31, è stato scelto il cornerback da TCU, Jeff Gladney.  La secondaria, rimasta orfana di Xavier Rhodes e Trae Waynes, non poteva essere lasciata scoperta. Ottime anche le successive 15 scelte: Mike Zimmer e il suo staff non potevano fare di meglio.


COWBOYS: voto 9

Scegliere da uno yacht deve avere portato bene, vero Jerry Jones? Dallas e i suoi tifosi non possono che esultare per il grande draft svolto. Con la prima scelta, il nuovo head coach Mike McCarthy si è portato a casa il wide receiver CeeDee Lamb, uno dei prospetti più talentuosi che si potessero scegliere. La seconda pick è stata spesa per assicurarsi le prestazioni di Trevon Diggs, fratello di Stefon, cornerback da Alabama. Dopo aver perso Bryon Jones, i Cowboys avevano l’assoluto bisogno di rinforzare la secondaria, e Diggs è il giocatore che faceva al caso loro. Interessanti anche gli arrivi del defensive tackle Neville Gallimore e dell’altro cornerback Reggie Robinson II.

GIANTS: voto 8+

Grande serata anche per la sponda blu di New York, che può ritenersi soddisfatta per le scelte compiute. Con la quarta assoluta, il general menager Dave Gettleman ha deciso di proteggere Daniel Jones con l’offensive tackle da Georgia, Andrew Thomas. Il vero colpo arriva però con la seconda scelta, con la quale i Giants si sono assicurati le prestazioni di Xavier McKinney, considerato il miglior safety disponibile. New York ha rinforzato i punti nevralgici del roster selezionando prospetti solidi e interessanti. Il draft 2020 potrebbe esser stato il migliore in carriera per Dave Gettleman.

EAGLES: voto 6

Sorprendono gli Eagles, che dopo aver necessariamente scelto un ricevitore con la prima chiamata (Jalen Reagor), impiegano la seconda per scegliere il quarterback Jalen Hurts. Quasi nessuno avrebbe pronostica un quarterback per Philadelphia, difficile valutarne quindi l’efficacia. Nei seguenti round, il front office si è dedicato a rinforzare i ruoli più scoperti, pescando essenzialmente wide receiver, linbacker e offensive lineman.

REDKSINS: voto 8

Basterebbe il solo Chase Young per poter dare una piena sufficienza al draft dei Redskins, che si sono appunto assicurati il milgior prospetto disponibile. Il prodotto di Ohio State sarà la nuova punta di diamante di un già solida linea difensiva. Ron Rivera e lo staff sono stati bravi a non cadere nel tranello trade down. Con le successiva scelte, Washington ha selezionato il running back Antonio Gibson e l’offensive lineman Saahdiq Charles. Nel complesso un draft solido.

FALCONS: voto 5+

Atlanta ha tentato in tutti i modi di salire nel tabellone, senza però riuscirci. Dopo l’addio di Desmond Trufant, la dirigenza è stata costretta a spendere la proprio prima scelta con il cornerback da Clemson, Desmond Trufant, considerato a quel punto il miglior prospetto nel ruolo dopo Jeffrey Okudah e C.J Handerson (obiettivo principale dei Falcons). Le altri due notti sono passate senza particolari spunti e colpi di scena. Atlanta era una delle franchigie con meno pick a disposizione.

PANTHERS: voto 8

All-in difensivo dei Panthers, che hanno speso tutte e sette le scelte per dei difensori. Con la prima è arrivato il defensive tackle Derrick Brown, il migliore nel suo ruolo. Con la seconda un altro defensive tackle, Yetur Gross-Matos, solido prospetto da Penn State. Dopi una offseason incentrata principalmente sul reparto offensivo, con gli arrivi di Teddy Bridgewater e Robby Anderson, la strategia del nuovo head coach Matt Rhule ha avuto una sua logica e una sua funzionalità. Un ottimo draft per Carolina.

SAINTS: voto 6-

Draft piuttosto scialbo e con poche scelte per New Orleans, che con la numero 24 ha selezionato il centro Cesar Ruiz. Il prodotto di Michigan, che giocherà verosimilmente da guardia, non era comunque una necessità. Con le seguenti chiamate, Sean Payton ha puntato sul linebacker Zach Baun e sul TE Adam Trautman. Il draft 2020 si è poi concluso con l’arrivo del quarterback Tommy Stevens.

BUCCANEERS: voto 8

Con l’arrivo di Brady, il compito principale dei Bucs era quello di proteggerlo a dovere. Per paura di perdere l’ultimo offensive tackle di livello del draft, Tampa ha operato una trade aggressiva per salire di una posizione e selezionare Tristan Wirfs. I Bucs avevano bisogno anche di un running back e di un safety. Con i pochi disponibili in questa classe, Tampa ha giustamente speso la seconda chiamata in questa direzione con Antoine Winfield, mentre in seguito ha preso il running back Ke’Shawn Vaughn. Il terzo giorno è stato quello più deludente: il wide receiver Tyler Johnson non era utile, mentre il difensore Khalil Davis al sesto giro va a curare la need della defensive line troppo tardi. In generale Draft perfetto dei Bucs nei primi due giorni e inconcludente nell’ultimo.

CARDINALS: voto 9-

Dopo una free agency esaltante che ha visto arrivare in Arizona DeAndre Hopkins, i Cardinals si sono ripetuti anche durante il draft con la scelta al primo giro Isaiah Simmons. Il talentuoso e polivalente linebacker da Clemson era un’occasione troppo ghiotta da non potersi far sfuggire con l’ottava pick assoluta. La scelta successiva, arrivata solo nel corso del terzo round, ha regalato a Kyler Murray l’offensive tackle Josh Jones. Una priorità necessaria.

RAMS: voto 6

Senza prime scelte per lo scambio che ha portato Jalen Ramsey a Los Angeles, i Rams hanno aperto il loro draft con il sostituto di Todd Gurley: il running back da Florida State Cam Akers. L’attenzione del front office si è spostata poi su un wide receiver nel terzo giro, con l’arrivo di Van Jefferson. Los Angeles ha proseguito il suo draft senza particolari colpi di scena ma con pick decisamente ragionate.

Andrew Thomas


49ERS: voto 8

Dopo l’addio di DeForest Buckner, i 49ers non hanno esitato a coprire subito il buco con l’arrivo di Javon Kinlaw, talentuoso defensive end da South Carolina. Stesso principio con la scelta successiva, che ha portato nella Baia il wide recevier Brandon Aiyuk, che andrà a sostituire Emmanuel Sanders. Il prodotto di Arizona State sarà un’ulteriore valida alternativa a Deebo Samuel e George Kittle per Gimmy Garoppolo. John Lynch e il suo staff hanno svolto un draft senza sbavature.

SEAHAWKS: voto 5

Anche quest’anno Seattle ha scelto di non rinforzare la offensive line con le primissime chiamate, puntando d’altro canto ad alzare ulteriormente il talento del reparto linebacker con il prodotto da Texas Tech  Jordyn Brooks. Il giovane difensore, che alle combine ha fatto registrare un incredibile 4.54 secondi sulle 40 yard, potrà apprendere da due veri assi del mestiere, Bobby Wegner e K.J. Wright. Al terzo turno è arrivata (tardi) la guardia Damien Lewis, mentre nei round successivi sono arrivati ben due tight end: Colby Parkinson e Stephen Sullivan. 

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