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Perché nessuna squadra punta su Cam Newton?

L'ex quarterback dei Carolina Panthers merita una seconda possibilità?

  • 7’ di lettura

Nei giorni scorsi, perdendo un po’ di tempo su YouTube, ci siamo imbattuti negli highlights della stagione da MVP di Cam Newton. Una delle stagioni individuali più incredibili che la storia di questo sport possa ricordare. Le 15 partite vinte, i 45 touchdown segnati: «Io sono la dimostrazione vivente che tutto può accedere».

E durante quella stagione, Newton riusciva davvero a fare di tutto… 

Eppure sembra passata un’eternità dall’ultima volta che l’ex quarterback dei Panthers ha messo piede in campo.

In molti, nei commenti, si chiedevano per quale motivo Newton fosse ancora senza squadra. Perché è giusto ricordare che i Panthers del nuovo head coach Matt Rhule hanno scelto di dare il benservito a Supercam tagliandolo durante questa offseason.

La scelta di Carolina però, per quanto cruda e diretta nella sua dinamica, è piuttosto logica (economicamente e tatticamente). E i motivi per cui, a pochi giorni dal suo 31esimo compleanno, l’MVP 2015 sia free agent sono molteplici.

La sua condizione fisica, il suo status all’interno della NFL, il suo contratto e addirittura il Covid-19, che ha impedito ai giocatori di effettuare le visite mediche con le nuove squadre (Todd Gurley, ad esempio, deve ancora effettuare quelle con i Falcons).

Molte franchigie ritengono di avere già il quarterback che faccia il caso loro, in netto contrasto con l’opinione che ha di se Cam Newton, ossia quella di essere migliore di alcuni di essi. E probabilmente è anche così, se non fosse per i suoi problemi fisici, che sono un campanello tanto grande da non poter essere ignorato.

La peculiarità dell’ex Auburn University è sempre stata quella di essere un super atleta. Nel corso della sua carriera, il quarterback ha saltato solamente cinque partite, prima di fermarsi però per quasi tutta la scorsa stagione (la prima in carriera senza 100 portate) a causa del problema al piede.

Stesso discorso per l’infortunio alla spalla, che lo ha reso sempre meno efficiente come lanciatore. Durante la sua ultima partita disputata (week 2 contro Tampa Bay) era evidente come Newton facesse fatica a lanciare.

Era diventato frustrante, purtroppo, vederlo sbagliare così tanti passaggi in malo modo.


C’è poi il capitolo legato alla sua forte personalità, che da sempre lo ha reso uno dei giocatori più popolari e apprezzati dall’intera lega. Molti spogliatoi sarebbe felici e lieti di accoglierlo – vedi il tweet di Leonard Fournette che ha scatenato l’ira della dirigenza dei Jaguars – al contrario di alcuni allenatori e general menager.

In particolare Bears, Redskins, Jaguars e Patriots.

A Chicago, la dirigenza ha preferito portare nella Windy City Nick Foles e il suo contrattone (17 milioni garantiti nel solo 2020) proprio per non chiudere la porta in faccia a Mitchell Trubisky. Matt Nagy e il suo staff sperano ancora di poter puntare sul quarterback scelto nel 2017. E con l’ex Jaguars in squadra, la competizione per una maglia da titolare potrebbe essere equilibrata e sensata. Se avessero scelto di acquistare sull’ex Panthers, avrebbero in un certo senso consacrato il loro fallimento. Newton è il giocatore che la squadra avrebbe voluto, quello che lo spogliatoio avrebbe difeso e aiutato in un’ipotetica sfida con Trubisky.

Stessa strategia che ha scelto di adottare Ron Rivera a Washington. Il nuovo head coach dei Redksins, che ha vissuto i suoi momenti migliori da allenatore proprio con Newton al suo fianco, ha preferito dare spazio e tranquillità al giovane Dwayne Haskins. L’ex Ohio State, che ha faticato e non poco durante la sua stagione da rookie, avrà la possibilità di crescere e dimostrare di valere effettivamente qualcosa senza subire la pressione di un quarterback che avrebbe dominato nello spogliatoio.

A Jacksonville, Cam Newton avrebbe avuto molto più senso. La situazione dei Jaguars è per certi versi decisamente più critica di quella dei Bears e dei Redskins. Gardner Minshew ha fatto intravedere qualcosa durante il suo primo anno, ma non sarebbe comunque (ancora) meglio di un Cam fisicamente sano. Mentre le sue riserve Joshua Dobbs e Mike Glennon sono un vero vuoto tecnico.

Newton sarebbe stato il colpo ad effetto del mercato dei giaguari, ma anche in questo caso la scelta del front office della franchigia della Florida appare chiara: tank. Jacksonville avrà come obiettivo quello di perdere quante più partite possibili per ottenere la prossima prima scelta assoluta e selezionare il quarterback Trevor Lawrence. Con un roster simile non può essere altrimenti. 

New England sarebbe stata invece la destinazione migliore per l’ex Panthers. Newton avrebbe trovato una squadra, un allenatore, e una società decisamente più solidi e attrezzati per vincere. Ma in questo caso, il cap space ha frenato qualsiasi tipo di trattativa. La maggior parte del dead cap dei Patriots è occupato dai vari Tom Brady, Antonio Brown e Stephen Gostkowski. Bill Belichick avrebbe comunque voluto avere garanzie sulle condizioni fisiche del quarterback. E senza poter effettuare le visite mediche, questo non sarebbe potuto accadere.

L’ultima possibilità si chiama Chargers, anche se l’head coach Anthony Lynn, dopo aver ammesso alla CBS di aver considerato fortemente Newton, si è detto soddisfatto dei quarterback a disposizione. Los Angeles, dopo aver salutato Philip Rivers, avrebbe l’opportunità di prendere un giocatore che farebbe felici i tifosi, e che aiuterebbe il processo di crescita di Justin Herbert. Il prodotto di Oregon, scelto con la sesta assoluta, potrebbe imparare da un veterano e avere il tempo necessario per inserirsi gradualmente, senza dover essere buttato subito nella mischia.

Al momento, però, l’MVP della regular season 2015 non può far altro che aspettare. Da qui a settembre le cose, per molti aspetti, potrebbero anche cambiare. Un giocatore come Supercam, se davvero sano, può far comodo a davvero parecchie squadre. Newton merita la sua seconda chance.

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