Seguici su
joe montana

San Francisco 49ers

Joe Montana

La storia di Joe Cool

  • 14’ di lettura

Quando si parla di Football Americano e soprattutto di Quarterback, il primo nome che viene in mente è sempre quello di Joe Montana che durante la sua carriera fu soprannominato “Joe Cool”.

La sua leadership e le sue abilità hanno dato tanto ai San Francisco 49ers, che sono stati i dominatori degli anni ‘80. Come si è arrivati a tutto ciò?

Gli anni del College

Joseph Clifford, detto Joe Montana, nacque l’11 giugno 1956 a New Eagle in Pennsylvania (Gli antenati di Joe erano italiani precisamente originari di Brescia). Fin da piccolo Joe Montana, spinto dal padre, si distinse in diversi sport soprattutto nel Basket. Joe infatti ebbe diverse offerte da varie università per entrare nella squadra di Basket.

Il padre fu il primo allenatore di Football di Joe e a soli 8 anni lo fece giocare nella squadra di Peawee Football, infrangendo le regole poiché l’età minima per giocare era di 9 anni. Egli comunque non ebbe alcun problema a imporsi come giocatore viste le sue incredibili doti di passatore.

Frequentò la Ringgold High School dove fu il quarterback titolare di una squadra non particolarmente forte. Chiuse l’ultimo anno con il record di 8-1 ricevendo il riconoscimento di Parade All-America Quarterback.

Advertisement

 

Dopo numerose offerte da parte di diverse Università, Joe Montana scelse Notre Dame. Joe dovette ripartire da zero e iniziò come ottavo quarterback della squadra. Andò meglio nel secondo anno in cui riuscì a disputare qualche partita grazie agli infortuni altrui.

Memorabili furono due imprese, la rimonta da 0-14 a 21-14 nella sua seconda gara giocata da titolare e la spettacolare rimonta da 7-30 a 31-30 contro USC. Fu un’altra rimonta a regalargli finalmente il posto da titolare. A poco più di quarto dalla fine con la sua squadra sotto 14-24, Joe Montana portò i suoi alla vittoria per 31-24. Dopo questa vittoria, inoltre, Notre Dame non perse più.

Giunti al Cotton Bowl contro i Texas Longhorns, i Fighting Iris vinsero 38-10 grazie alla splendida prestazione di Montana. Nell’ultimo anno quello da Senior, ci fu una delle prestazioni più epiche della carriera universitaria di Montana, rinominata “Chicken Soup Game”. In una freddissima Dallas e con un punteggio di 34-12 in favore di Houston la partita sembrò chiusa.

Joe Montana quasi congelato mangiò un piatto di minestra di pollo (il “Chicken Soup”) per riscaldarsi. Dopo un TD dello special team, Montana segnò un TD su corsa con conversione da 2 punti a segno. Dopo un fumble perso, la partita sembrò chiusa definitivamente, ma la difesa regalò l’ultima possibilità all’attacco e Joe dopo una ventina di yards guadagnate ebbe la decisione sulla chiamata dell’ultimo gioco.

Chiamò il compagno ricevitore Haynes e gli chiese: “Ce la fai a battere il tuo uomo?”. La risposta affermativa del compagno lo convinse e il lancio vincente fu diretto proprio a lui, la partita si chiuse con un pazzesco 35-34 in favore di Notre Dame.

Joe Montana sbarca nella NFL

Nel 1979 Joe Montana venne scelto “solo” al terzo giro (82esimo assoluto) dai San Francisco 49ers. Qui formò uno dei binomi più vincenti della storia con il coach Bill Walsh.

L’anno da Rookie fu di apprendistato, diventò quarterback titolare solo nell’anno da sophomore. Fu protagonista di una splendida rimonta sui Saints recuperando 28 punti (ancora oggi è un record per una partita di Regular Season). Grazie a degli allenamenti privati, Joe sviluppò una certa intesa con il WR Dwight Clark che diventerà famosissimo qualche mese dopo.

 Joe Montana il Quarterback che ha scritto la storia

Montana il Quarterback che ha scritto la storia

I due Super Bowl

Nella stagione 1981 ci fu una delle azioni più famose della storia della NFL, “The Catch”. Joe Montana finalmente unico condottiero dei Niners guidò la squadra a un record di 13-3 arrivando facilmente al Championship dopo una netta vittoria sui Giants. Ad attenderli al Championship c’erano i Dallas Cowboys.

Sotto 21-27 con palla sulle 11 yards a 4:54 dalla fine, Montana guidò un epico drive. 5 corse e 7 passaggi che portarono San Francisco sulle 6 di Dallas con meno di un minuto da giocare.

Nello snap successivo, la chiamata inizialmente doveva essere un passaggio per Freddie Solomon che però fu coperto molto bene dai cornerback di Dallas. La pass rush di Dallas costrinse Joe Montana ad indietreggiare, evitò il tentativo di sack correndo verso la side line lanciando una palla molto alta sul fondo della end zone dove Dwight Clark compì il “The Catch”. Montana non poteva vedere il suo ricevitore preferito ma grazie all’ottima intesa sapeva dove fosse.

Advertisement

 

Al Super Bowl contro i Cincinnati Bengals Montana chiuse 14 su 22 per 157 yards 1 TD e 1 TD (e un TD su corsa). Realizzò inoltre un favoloso drive da 92 yards (ex record della manifestazione). Questi numeri gli valsero il titolo di MVP della partita che si chiuse 26-21 in favore dei 49ers.

Dopo lo sciopero del 1982 e il discreto 1983 dove San Francisco perse con i Redskins al Championship, Joe Montana tornò al grande ballo (record 15-1) nel 1984.

Con una prestazione monstre: 337 yards e 3 TD che gli valsero Super Bowl ed MVP della gara. Nel 1985 Montana subì un brutto infortunio alla spalla dopo essere stato colpito dal forte LB Lawrence Taylor nella sconfitta alle wild card contro i Giants.

Nel 1985 (stagione successiva), nella prima giornata Joe Montana fu nuovamente colpito duramente anche se stavolta alla schiena subendo un infortunio che mise a rischio la carriera del quarterback. Nonostante il parere dei medici (che gli suggerirono di ritirarsi), Joe rientrò nella week 8 passando 270 yards e 3 TD contro i Cardinals.

Nonostante le 8 partite e gli intercetti (che furono più dei TD) Montana venne nominato Comeback Player of the Year. La stagione si chiuse ancora contro i Giants ai playoff con una sconfitta devastante, 49-3!

L’ombra di Steve Young e il terzo Super Bowl

Nel 1987, Joe Montana ebbe la sua miglior stagione con 31 TD passati in stagione e un record di 13-3, sembrò tutto pronto per un’altra festa ma i Vikings vinsero al Divisional 36-24. Un momento difficile per Montana ci fu quando Joe venne sostituito nel terzo quarto da Steve Young. I tifosi data l’età e gli acciacchi di Montana (32 anni) si chiesero se non fosse meglio cederlo data la bravura di Young.

Fu molto complicata la stagione 1988 tra infortuni alla spalla, alla schiena e alle ginocchia. Joe Montana fu sostituito 3 volte come titolare da Young e ben 8 volte a partita in corso. Grazie però a un splendido finale di Stagione con 4 vittorie in 5 partite Montana guidò i 49ers ai playoff con un record di 10-6.

Nei Playoff, i 49ers batterono Vikings e Bears con ottime performance di Joe che massacrò con 3 TD nel primo tempo i Vikings per 34-9 (vendicando la sconfitta dell’anno prima) e 28-3 Chicago con altri 3 TD e 288 yards. Nel Super Bowl arrivarono di nuovo i Bengals, Joe Montana sfornò una delle migliori performance in carriera con 357 yards e 2 TD.

Storico l’ultimo drive con Cincinnati avanti 16-13 a 3:20 dalla fine e palla sulle 8 yards. Montana guidò la squadra con 8 passaggi completati su 9 tentati per 97 yards più il touchdown della vittoria ricevuto da John Taylor. Il premio di MVP andò però al ricevitore Jerry Rice che ricevette 11 passaggi per 215 yards e 1 TD.

Il Miglior giocatore di sempre?

La Miglior stagione di Joe Montana dal punto di vista inviduale fu quella del 1989. Quell’anno chiuse con il record di 14-2 con 3521 yards lanciate, 26 TD e 8 intercetti chiudendo, un passer rating di 112,4 (record poi battuto da Young).

Fu premiato anche come MVP della Lega. Nei Playoff Montana fu perfetto, nelle rotonde vittorie contro Vikings e Rams lanciò 503 yards e 6 Touchdown senza intercetti.

Nel Super Bowl contro i Broncos di John Elway non ci fu partita. Montana chiuse con 22 completi su 29, 297 yards e 5 TD (record battuto ancora da Steve Young).

Batté anche il record di passaggi completi consecutivi con 13 (record battuto da Brady con 16 completi consecutivi). La partita per la cronaca si chiuse 55-10 maggior scarto della storia del Super Bowl. Nei playoff Joe Montana lanciò la bellezza di 11 TD e 0 intercetti in sole 3 partite, record eguagliato anche se in 4 partite da Joe Flacco nel 2013.

Advertisement

 

Si confermò MVP della lega nel 1990 dove ebbe anche la sua miglior partita in assoluto con 476 yards lanciate e 6 TD (5 di Jerry Rice). I 49ers chiusero la stagione con un record di 14-2, ma le possibilità del terzo titolo consecutivo vennero infrante a Candlestick Park dove i Giants trionfarono 15-13.

Durante la partita Montana venne colpito da DE Leonard Marshall che gli ruppe una mano e gli causò alcune contusioni al ventre e allo sterno. Saltò completamente la stagione 1991 e quasi tutta la stagione 1992, i 49ers ormai si erano affidati a Steve Young come quarterback della squadra.

(Mike Powell/Allsport/Getty Images)

Il trasferimento a Kansas City

Fu, quindi, inevitabile la trade per Joe Montana che passò ai Kansas City Chiefs nel 1993. Nei Chiefs, nonostante fosse ritirata, gli venne offerta la maglia numero 16 ma Joe preferì indossare la 19. Joe malgrado qualche infortunio venne nominato per l’ottava volta al Pro Bowl e portò la squadra ai playoff. Il cammino di Kansas City si fermò all’AFC Championship contro i Buffalo Bills di Jim Kelly (I Chiefs sono tornati a vincere una partita di playoff solo nel 2016).

Nel 1994, Joe Montana disputò la sua ultima stagione in carriera. Dopo aver battuto John Elway e i suoi Broncos, Joe si tolse lo sfizio di battere la sua ex squadra (San Francisco 49ers) guidata da Steve Young, battuti 24-17. Riuscì ancora una volta a portare la squadra ai playoff ma venne battuto dai Miami Dolphins di Dan Marino.

Il ritiro

Nel 1995 Joe Montana annunciò il ritiro davanti a una grande folla, l’evento venne addirittura trasmesso in TV. Nel 1997, la sua maglia numero 16 venne ritirata dai 49ers. Alla prima occasione utile nel 2000 venne inserito nella Hall of Fame.

Montana attualmente è continuamente al centro di dibattiti sulla lotta del miglior QB di sempre, Joe infatti viene confrontato con tutti i migliori QB della storia sia precedenti a lui (come Johnny Unitas), sia successivi a lui (come Tom Brady e Peyton Manning).

Di Joe Montana si ricorda soprattutto la sua incredibile freddezza nei momenti decisivi grazie a letture perfette delle difese avversarie, a lanci sicuri e precisi uniti alla grande intelligenza tattica. Le sue tantissime rimonte gli sono valse un soprannome tanto bello quanto azzeccato, “The Comeback Kid”.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Di più San Francisco 49ers