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La storia delle squadre NFL

Perchè le squadre NFL si chiamano così, qual’è l’origine dei loro nomi, qual è il loro significato?

  • 27’ di lettura

Scopri la nostra guida sulle divise, sui nomi, sui loghi e sulla storia delle squadre NFL…

Dietro ogni storia ci sono leggende, personaggi, decisioni, narrazioni e casualità per chi ci crede, che a volte sono incredibili.

Vi siete mai chiesti come nasce un marchio famosissimo che tutti riconoscono immediatamente?

Che origine hanno i loghi delle squadre della NFL? Sono sempre stati quelli che vediamo? Sapete che dietro alcuni di questi ci sono decisioni o prese di posizione di giocatori ed allenatori?

Arizona Cardinals

Se da una parte i Cardinals non hanno mai vinto un Super Bowl (con una sola apparizione nel 2008), dall’altra possono vantarsi di essere la franchigia di football americano più antica. Era il 1898 quando fu creato il Morgan Athletic Club, con sede a Chicago. E fu proprio lì che nacque il nome della squadra.

Il presidente Chris O’Brien aveva comprato delle divise usate dalla University of Chicago, di colore granata. Quando un giornalista prese in giro tali divise, definendole di un colore “rosso scolorito”, fu allora che O’Brien replicò che non erano di un rosso scolorito, ma di un “rosso cardinale”.

Da qui inoltre l’uso dell’uccello omonimo come simbolo della franchigia. Dopo diversi cambiamenti sia di nome sia di città d’appartenenza, si arrivò al titolo definitivo di “Arizona Cardinals” solo il 17 Marzo del 1994.

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Atlanta Falcons

Altra squadra che non è mai riuscita nell’impresa di vincere il Super Bowl: solo due presenze da sconfitti, nel 1998 e nel recente 2016. Fondati il 30 Giugno 1965, devono il loro nome ad una trovata della radio locale che propose ai fan di trovare tramite un sondaggio ufficiale una giusta ed accattivante denominazione per la franchigia. Vi parteciparono circa 1300 persone, con più di 500 nomi suggeriti.

Diversi tifosi presentarono la parola Falcons, ma a uscirne vincitrice fu l’insegnante Julia Elliott per il significato che gli attribuì: “Il falco è fiero e solenne, con un grande coraggio e spirito combattivo. Non lascia mai cadere la sua preda. Letale, appartiene ad una grande tradizione sportiva”.

Il 29 Agosto dunque, a due mesi dalla fondazione, il team aveva già il suo nome definitivo. La Elliott vinse quattro abbonamenti stagionali per tre anni, più un pallone autografato da tutto il roster inaugurale.

Baltimore Ravens

Fondati nel 1996, in soli sedici anni di vita i Ravens hanno già vinto due Super Bowl (2000, 2012). Come per i Falcons, anche loro devono il loro nome ad un sondaggio proposto ai tifosi. Artefice il Baltimore Sun, giornale locale.

Tra più di 33mila votanti circa 21mila scelsero la denominazione Ravens, ispirati dalla poesia “The Raven” di Edgar Allan Poe che scrisse l’opera proprio a Baltimora. Ai fan inoltre piacque il collegamento con gli altri “uccelli” della città, gli Orioles, franchigia di baseball tre volte vincitrice delle World Series.

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Buffalo Bills

Dapprima chiamati Bisons, la squadra si mise alla ricerca di una nuova identità che la potesse diversificare dalle franchigie di baseball e hockey aventi uguale nome nella stessa area.

Fu in seguito ad un sondaggio lanciato nel 1947 che uscì fuori il nome “Bills”, in omaggio a William Frederick Cody, meglio conosciuto come il famoso Buffalo Bill. Vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo, nell’epoca del Far West (di cui divenne simbolo), Cody conquistò il suo soprannome vincendo una gara di tiro al bisonte: in otto ore ne uccise 68 contro i 48 dell’avversario Comstock.

Tornando al mondo del football, i Bills detengono il record negativo di Super Bowl persi consecutivamente: ben quattro, tra il 1990 e il 1993.

Carolina Panthers

Un altro team giovane, che però a differenza dei Ravens ha fallito l’aggancio al Vince Lombardi Trophy nelle due edizioni del Super Bowl che l’hanno visto presente (2003, 2015).

Nessun contest in questo caso per la scelta del nome, ma una decisione che proviene direttamente dall’alto. Mark Richardson, figlio del proprietario della franchigia Jerry Richardson, ha optato per il titolo “Panthers” asserendo che “la nostra famiglia pensa sia un nome che significhi ciò che un team debba essere: potente, agile e forte”.

Mark si è occupato anche della scelta dei colori sociali nero, blu e argento, desideroso di creare una sintonia tra questi e il nome stesso.

Chicago Bears

Ci troviamo davanti ad una delle franchigie più storiche della lega. Un Super Bowl vinto (1985) e il maggior numero di membri indotti nella Pro Football Hall of Fame sono di certo i vanti maggiori degli Orsi di Chicago.

Chiamati dapprima Decatur Staleys e poi Chicago Staleys (essendo proprietaria del club la compagnia Staley), si giunse al nome definitivo grazie alla leggenda George Halas, che nel 1921 acquistò la franchigia per 100 dollari insieme a Edward Sternaman.

Halas scelse l’appellativo Bears per omaggiare i Cubs, squadra di baseball cittadina che li ospitò nel loro stadio, il Wrigley Field. “Cubs” significa cuccioli, ed essendo i giocatori di football più grossi fisicamente Halas ebbe la simpatica idea di chiamare quest’ultimi Bears.

Cincinnati Bengals

Nati più di 50 anni fa, i Bengals nella loro storia hanno avuto il loro momento più brillante negli anni ’80, quando raggiunsero due volte il Super Bowl (1981, 1988) pur perdendoli entrambi a favore dei San Francisco 49ers.

Fu il primo proprietario Paul Brown a dare il nome alla franchigia, in onore ai Bengals locali che avevano fatto parte della American Football League dal 1937 al 1942, per poi sparire. Lo scopo era quello di avere “una connessione con il football professionistico esistito in passato a Cincinnati”, disse Brown.

Cleveland Browns

Ecco a voi la prima franchigia che non è mai riuscita a prendere parte al tanto ambito Super Bowl, con l’ultima apparizione ai play-off nel lontano 2002. Come è nato l’appellativo Browns?

Inizialmente la squadra voleva utilizzare tale titolo in omaggio al suo allenatore, Paul Brown, lo stesso che anni dopo diventerà il primo proprietario dei Bengals. Dopo il suo rifiuto però il presidente McBride, in accordo con il giornale locale “Cleveland Plain Dealer”, indisse un contest per trovare un nome alla sua squadra.

A vincere fu “Panthers”, ma ancora una volta Brown si oppose, perché questo era il nome del precedente team locale di football andato in fallimento. Inoltre George Jones, manager dei vecchi Cleveland Panthers che erano rinati come squadra semi-professionale, aveva chiesto a McBride diverse migliaia di dollari per l’utilizzo dell’appellativo.

Dopo il rifiuto del presidente, il contest fu riaperto, e vinse definitivamente “Browns”. Questa volta coach Paul non si potè proprio opporre.

Lo stesso Brown però era solito raccontare una versione alternativa della storia.: secondo lui a vincere non fu “Cleveland Browns”, ma “Brown Bombers”, in omaggio al pugile Joe Louis soprannominato “The Brown Bomber”, e che si arrivò al titolo “Browns” solo per accorciare la scelta dei vincitori del contest. Anni dopo, Brown ammise che questa era solo una storia inventata da lui stesso, a causa della sua diffidenza nel chiamare la franchigia con il suo nome.

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Dallas Cowboys

Una delle squadre più vincenti di sempre. Cinque volte vincenti al Super Bowl (1971, 1977, 1992, 1993 e 1995), e secondo Forbes il team sportivo con il più alto valore economico al mondo (4.2 miliardi di dollari).

La storia del suo nome però non ha niente di clamoroso: inizialmente chiamati Steers, si scelse poi Rangers; ma i Dallas Rangers esistevano già, come squadra locale di baseball, così per evitare confusioni e tagliare la testa al toro fu eletto Cowboys come titolo definitivo.

Denver Broncos

Altra franchigia, altro contest tra tifosi per trovare il nome. Era il 1960, e senza alcuna complicazione a vincere fu Denver Broncos, scelto da Ward M. Vining tra i 162 fans partecipanti.

Una curiosità? In passato una squadra di baseball locale aveva avuto lo stesso appellativo. I Broncos possono vantare tre Super Bowl vinti (1997, 1998, 2015). Ma d’altra parte, ben cinque quelli persi.

Detroit Lions

Il merito di questo nome imponente fu di George Richards, leader del gruppo che aveva acquistato i diritti dei Portsmouth Spartans spostandoli a Detroit. Richard scelse “Lions” come allusione ai Detroit Tigers, team di baseball vincitore per quattro volte delle World Series.

Inoltre lo stesso, dato che il leone è il re della giungla, sperava che la sua squadra diventasse a sua volta la regina della lega. Esito? I Lions non sono mai arrivati al Super Bowl. Che il nome abbia portato solo sfortuna in fin dei conti?

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Green Bay Packers

La prima franchigia a vincere il Super Bowl, nella stagione 1966, per poi replicare l’anno successivo (1967). Con i successi del 1997 e del 2011, i Vince Lombardi Trophy presenti in bacheca sono diventati quattro.

Unico team no-profit, posseduto completamente dalla comunità. Fondati nel 1919 da Curly Lambeau e George Calhoun, devono il loro nome alla Indian Packing Company che aveva sponsorizzato la squadra con 500 dollari per comprare le divise e le attrezzature, permettendole inoltre di allenarsi sul proprio campo da gioco.

Tutto nacque da una richiesta dello stesso Lambeau, che lavorava nella compagnia come addetto alle spedizioni. Nonostante il fatto che la Indian Packing Company abbia sostenuto economicamente la franchigia per breve tempo, l’appellativo Packers è rimasto fino ai giorni nostri.

Houston Texans

Il team più giovane della NFL, avendo disputato il suo primo campionato nel 2002. Quattro volte raggiunti i play-off, ma la strada per la gloria è ancora tutta il salita.

Per trovarne nome, identità e logo, tra il 1999 e il 2000 furono creati dalla società dei gruppi di analisi che avrebbero studiato il percorso giusto da prendere. Il 6 settembre del primo anno del nuovo millennio la franchigia fu ufficialmente chiamata “Houston Texans”, come tributo al coraggio dei nativi Texani.

Indianapolis Colts

Vincitori di due Super Bowl (1970, 2006), i Colts non hanno avuto sempre Indianapolis come sede d’appartenenza. La città originale era Baltimora. Il titolo “Baltimore Colts” nacque in seguito al Preakness Stakes, una celebre corsa di cavalli purosangue.

Colts, che significa “puledri”, fu scelto (tramite un fan contest) in onore della tradizione di allevamento di cavalli presente nella regione. Quando nel 1984 la squadra fu ricollocata ad Indianapolis, il nome rimase invariato.

Jacksonville Jaguars

Quarta ed ultima franchigia che non ha mai raggiunto il Super Bowl. D’altronde i Jaguars sono nati solo venti anni fa, e i tifosi sanno che devono avere pazienza.

Il feroce appellativo fu scelto tramite sondaggio tra fan, quattro anni prima della stagione d’esordio per il team (1995). “Jaguars” riuscì a battere la concorrenza di “Sharks” e “Stingrays”.

Kansas City Chiefs

Era il 1960, e Lamar Hunt fondava i Dallas Texans. Ma Dallas aveva anche i suoi Cowboys, e la rivalità iniziò a pesare sin dal principio. Fu così che Hunt si mise alla ricerca di una nuova città scegliendo infine Kansas City.

A determinare questa preferenza furono le promesse (mantenute) del sindaco Harold Roe Bartle, che garantì ad Hunt di triplicare la vendita degli abbonamenti stagionali e di aumentare la capienza del Municipal Stadium in cui avrebbe giocato la franchigia.

In seguito all’ennesimo fan contest a vincere fu “Chiefs”, preferito dai tifosi per omaggiare proprio il sindaco Bartle, il cui soprannome era “The Chief”. Inoltre secondo Hunt tale titolo era importante poiché collegato ai Nativi Americani che avevano vissuto in passato in quella zona. Kansas City nella sua storia ha vinto un solo Super Bowl, nel 1969 ai danni dei Minnesota Vikings.

Los Angeles Chargers

Diverse sono le storie che riguardano il nome scelto per la squadra californiana. Da una parte si dice che sia uscito da un fan contest indetto dal proprietario Barron Hilton, che aveva promesso al vincitore una vacanza pagata a Città del Messico e Acapulco.

A trionfare fu Gerald Courtney, e Hilton disse che gli piacque così tanto il titolo “Chargers” che non aprì altre lettere giunte dai fan dopo di quella.

Un’altra versione (quella scritta sul sito ufficiale della Pro Football Hall of Fame) racconta che Hilton abbia scelto Chargers come tributo a ciò che urlavano i tifosi dei Los Angeles Dodgers (team di baseball) per caricare i loro beniamini, ovvero “Charge!”. Povera di titoli è il percorso della squadra, giunta al Super Bowl una sola volta nel 1994 perdendo con i San Francisco 49ers.

Los Angeles Rams

Era il 1936, e a Cleveland nascevano i Rams. A decretarne il nome fu l’amore del co-fondatore e primo allenatore Damon Wetzel per la sua squadra preferita di football collegiale, i Fordham Rams. Nonostante gli spostamenti della franchigia prima a Los Angeles (1946), poi a St. Louis (1995) e nuovamente a L.A. (2016), l’appellativo è rimasto lo stesso.

Gli arieti nella loro storia “movimentata” hanno vinto un Super Bowl, nel 1999 contro i Tennessee Titans. Nelle altre due presenze (1979,2001) alla finalissima sono però usciti sconfitti, superati rispettivamente dagli Steelers e dai Patriots.

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Miami Dolphins

Fondati nel 1965, i Dolphins nonostante la storia recente scarna di risultati possono vantarsi di essere arrivati ben cinque volte al Super Bowl, vincendone due tra il 1972 e il 1973. Ed è di certo quella del 1972 la stagione che i fan ricordano con più affetto: la franchigia è l’unica nella storia della NFL ad aver realizzato una stagione perfetta, trionfando in tutte le partite a sua disposizione, dalla regular season, ai play-off, fino al Super Bowl; 17 – 0.

In seguito ad un fan contest a cui partecipò la bellezza di circa 20mila tifosi, a spuntarla fu il nome “Dolphins”. Il proprietario Joe Robbie fu ben contento di tale scelta, affermando che “il delfino è una delle più veloci e intelligenti creature del mare”.

Tra le 600 persone che scrissero Dolphins fu dichiarata vincitrice Marjorie Swanson poiché aveva indovinato il risultato di una partita di football collegiale tra Miami e Notre Dame in un contest successivo. La Swanson ricevette come premio un abbonamento a vita per le partite casalinghe dei Dolphins.

Minnesota Vikings

A suggerire il nome Vikings fu nel 1960 il General Manager Bert Rose, poiché la figura del vichingo “rappresenta sia una persona decisa con la voglia di vincere, sia la tradizione scandinava del Northern Midwest”.

Il Minnesota è considerato come il centro della cultura scandinava americana. Un appellativo tanto pomposo quanto sfortunato per la squadra. I Vikings detengono insieme ai Bills il record negativo di quattro sconfitte su quattro presenze al Super Bowl, tutte collocate tra il 1969 e il 1976.

New England Patriots

La franchigia con più presenze di sempre al Super Bowl (10). La seconda ad averne vinti di più (5), dietro solo ai Pittsburgh Steelers. Ma d’altra parte, ben cinque quelli persi.

La squadra più forte del nuovo millennio, indubbiamente, guidata da quello che è considerato il giocatore più grande di tutti i tempi: Tom Brady. Ma come è nato il nome Patriots? Nulla di speciale in questo caso, solo un altro fan contest nel 1960.

A prevalere fu Patriots, in onore delle tredici colonie che si erano ribellate al controllo britannico durante la rivoluzione Americana nel XVIII secolo.

New Orleans Saints

Una squadra fondata il primo Novembre del 1966, nel giorno di Ognissanti, non poteva che chiamarsi Saints.

Metteteci anche la tradizione jazz della città più la canzone “When the Saints go Marching in” (inno cristiano registrato in chiave jazz dal celebre Louis Armstrong) e il puzzle è completo. Una sola presenza al Super Bowl nel 2009, ed una vittoria.

New York Giants

Il nome Giants fu scelto dal fondatore Tim Mara nel 1925, che lo adottò dall’omonima squadra di baseball della città. Una pratica comune questa tra le franchigie di football in un epoca in cui il baseball era lo sport nazionale predominante.

I Giants del baseball a loro volta avevano scelto tale appellativo ispirandosi alle enormi costruzioni della Grande Mela. I New York Giants sono uno dei team più vincenti della lega, avendo portato a casa il Lombardi Trophy quattro volte (1986, 1990, 2007, 2011) nelle cinque opportunità avute a loro disposizione.

New York Jets

Originariamente vi erano i Titans of New York, salvati dalla bancarotta nel 1963 da un gruppo di cinque uomini guidati da Sonny Werblin. Fu proprio quest’ultimo a cambiarne il nome in Jets, come collegamento al “LaGuardia Airport” situato vicino allo Shea Stadium in cui avrebbe giocato il team.

Tale titolo secondo il proprietario rifletteva lo spirito moderno di quei tempi, e l’entusiasmo da parte di tutti i membri della società di voler dare a New York un’altra franchigia di valore. Come i Saints, una sola presenza e una sola vittoria al Super Bowl, nel 1968 ai danni dei Colts.

Oakland Raiders

Era il 4 Aprile del 1960, e ad uscire vincitore dal fan contest per la scelta del nome fu “Senors”. La poliziotta Helen Davis, che aveva suggerito tale titolo, fu premiata con una vacanza pagata alle Bahamas. Il suo appellativo però durò solo nove giorni.

Dopo esser stato preso di mira da numerose prese in giro, i fan della franchigia chiesero che l’esito del contest fosse cambiato. Chet Soda, primo GM della squadra, insieme agli investitori optò allora per Raiders, che era arrivato terzo nel sondaggio. Tre Super Bowl vinti su cinque apparizioni: 1976, 1980 e 1983.

Philadelphia Eagles

I vincitori del Super Bowl LII (unico successo) devono il loro nome ai proprietari Bert Bell e Lud Wray che scelsero Eagles in omaggio al simbolo del National Recovery Act.

Un programma facente parte del New Deal, un piano adottato dal presidente Franklin Delano Roosevelt per risollevare le sorti dell’economia americana dopo il crollo della borsa nel 1929.

Pittsburgh Steelers

Eccoci arrivati a quella che è la franchigia più vincente della storia della NFL: ben sei i Super Bowl vinti su otto partecipazioni. Dapprima chiamati “Pirates” come la squadra locale di baseball, nel 1940 il proprietario Art Rooney insieme al giornale Pittsburgh Post-Gazette indisse un fan contest per la scelta del nome.

A vincere fu Steelers, in omaggio alle acciaierie della città. Solo 21 persone suggerirono tale appellativo, ciascuna delle quali vinse un paio di abbonamenti stagionali.

San Francisco 49ers

Oltre al vanto dei cinque Super Bowl su sei apparizioni i 49ers detengono inoltre diversi record, come quello di più touchdown segnati nella finalissima (44) oppure quello di meno turnover subiti in una stagione (10).

Il nome fu adottato per omaggiare i cercatori di oro che erano giunti nell’area di San Francisco nel 1849 durante la celebre Gold Rush.

Seattle Seahawks

Sapevate che i tifosi di Seattle hanno fatto registrare i 137.6 decibel durante una partita nel 2013? Questo li ha fatti diventare il pubblico più rumoroso nel mondo dello sport, certificato dal Guinness World Record. E per quanto riguarda la scelta del nome?

Beh, tramite il solito fan contest. Vi parteciparono circa 20mila tifosi, da cui uscirono più di 1700 titoli diversi. A trionfare fu “Seahawks”, a cui il GM John Thompson rivolse belle parole: “Il nostro nuovo nome suggerisce aggressività e riflette la nostra alta tradizione del Northwest”. Seattle ha vinto un unico Super Bowl su tre partecipazioni nel recente 2013.

Tampa Bay Buccaneers

Ultimo team ad aver vinto un Super Bowl nella sua unica partecipazione datata 2002. Altro giro, altro contest per sceglierne il nome. A prevalere in una lista di più di 400 nomi presentati fu “Buccaneers”, come collegamento ai pirati che nel XVII secolo frequentavano le coste del Golfo della Florida.

Tennessee Titans

Conosciuti inizialmente come Tennessee Oilers, a cambiarne il nome fu il proprietario Bud Adams che delegò una commissione speciale per trovarne uno che riflettesse “potenza, forza, leadership e altre qualità eroiche”.

Il 22 Dicembre del 1998 Adams annunciò che a spuntarla fu proprio Titans. L’anno successivo Tennessee giunse alla sua prima ed unica partecipazione al Super Bowl, perdendo con i Rams per 23 a 16.

Washington Redskins

Chiudiamo con una squadra vincitrice di tre Super Bowl (1982, 1987, 1991) la nostra ricerca dei nomi. Inizialmente aventi sede a Boston, i Redskins erano conosciuti come “Boston Braves”. A scegliere l’appellativo a carattere indiano fu allora George Marshall, il proprietario.

Alcuni dicono che la sua preferenza fu fatta per omaggiare il nativo americano Lone Star Dietz, allenatore della franchigia, ma lo stesso Marshall negò tale diceria sostenendo che il cambio fu necessario per evitare confusioni con l’omonima squadra di baseball locale. Nonostante il passaggio nell’area di Washington, il titolo rimase lo stesso.

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