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Lawrence Taylor

New York Giants

Lawrence Taylor

La storia di L.T.

  • 11’ di lettura

Lawrence Taylor per molti esperti considerato il difensore più forte della storia del Football Americano. Un giocatore in grado di rivoluzionare il ruolo di Linebacker.

Un vero incubo per gli avversari e alcuni QB hanno subito conseguenze ben più gravi di un semplice colpo.

Gli anni del College

Lawrence Taylor nacque a Williamsburg (Virginia) nel 1959. Il suo primo ruolo fu il Catcher nel Baseball, mentre iniziò a giocare a football solo a 15 anni. “L.T.”(suo soprannome) frequentò l’University North Carolina dove divenne una leggenda a suon di placcaggi e sack. Inizialmente, però, Taylor giocò nella linea difensiva, solo nella sua seconda stagione passò a giocare nel ruolo di Linebacker.

Divenne quindi capitano della difesa e nel suo ultimo anno universitario mise a segno 16 sacks che gli valsero il titolo di All-American e di miglior giocatore dell’anno dell’Atlantic Coast Conference. La UNC ritirò in seguito la maglia di Lawrence Taylor.

Lawrence Taylor sbarca nella NFL

Arrivò quindi in NFL come uno dei migliori prospetti della nazione. Infatti, venne scelto alla seconda assoluta dai New York Giants. In realtà Taylor sarebbe dovuto essere la prima scelta, ma i New Orleans Saints decisero di puntare sul RB George Rogers. Inoltre ,Lawrence non fu molto felice di giocare per New York.

Prima della stagione ci fu una controversia sul contratto visto che la cifra chiesta dal rookie era alta per gli standard dell’epoca. I compagni di squadra manifestarono molti malumori (non volevano prendere meno soldi di un rookie).

Lawrence Taylor dimostrò di valere quei soldi abbastanza velocemente. Nell’ultima partita di Preseason contro gli Steelers, colpì con diversi blitz il QB Terry Bradshaw (MVP del Super Bowl).

Tuttavia la stagione regolare non iniziò bene, nella sconfitta contro gli Eagles, Taylor giocò una partita anonima. Salì di intensità nelle partite successive e chiuse la sua prima stagione tra i professionisti con 9,5 sack. Questi numeri gli valsero il titolo di “Defensive rookie of the Year” e quello di Difensore dell’anno, unico rookie a riuscire in questa impresa.

I Giants chiusero 9-7 e raggiunsero i playoff, ma furono eliminati dai 49ers di Montana grazie alla tattica di Walsh di limitare Lawrence Taylor che riuscì comunque a segnare un sack.

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Il secondo anno a causa dello sciopero fu ridotto a sole 9 partite ma Taylor nel giorno del Ringraziamento si rese protagonista di una memorabile giocata.

In diretta nazionale contro i Lions col punteggio bloccato sul 6-6 ed i Lions nei pressi della goal Line, Lawrence Taylor intercettò il lancio di Danielson e lo ritornò per 97 yards in TD che regalò la vittoria ai Giants. A fine anno fu nominato nuovamente “Defensive Player of the Year”, ma i Giants stavolta rimasero fuori dai Playoff.

I Giants cambiarono allenatore e si affidarono a Bill Parcells, ma la stagione fu ancora disastrosa 3-12-1. Parcells spostò Taylor a Inside Linebacker ruolo che sfavorì la sua bravura nel mettere a segno sack, chiuse comunque con 11,5 sack e venne nominato per la terza volta di fila nel team All-Pro. Lawrence Taylor fu anche in mezzo a una disputa tra NFL e USFL, ma alla fine scelse di rimanere in NFL con un nuovo contratto di 6,2 milioni di dollari per 6 anni con i Giants.

Il 1984 iniziò alla grande per L.T. con 4 sack nel mese di settembre, a beneficiarne furono i Giants che chiusero con un record 9-7. Il record bastò per raggiungere i playoff, purtroppo furono ancora i 49ers a spegnere i sogni di gloria dei giganti.

La stagione 1985 vide Lawrence Taylor guidare una delle difese più forti della lega che chiuse con 68 sack (massimo della lega) con il LB che ne registrò ben 13. Storica la giocata con cui Taylor pose fine alla carriera del QB Joe Theismann che subì un sack, che si trasformò in una frattura scomposta della gamba.

Lawrence Taylor dichiarò di non aver mai rivisto quella giocata e di non avere intenzione di vederla tuttora. La stagione si chiuse con un record 10-6 e nei playoff i Giants si vendicarono dei 49ers eliminandoli con un secco 19-3.  Persero al turno successivo contro la difesa più forte della lega (forse di sempre) dei Chicago Bears, che sarebbero poi diventati campioni della NFL.

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Nel 1986, Lawrence disputò una stagione favolosa chiudendo con 20,5 sacks e fu nominato addirittura come MVP della NFL (secondo difensore a riuscirci) all’unanimità. Fu ovviamente nominato anche difensore dell’anno e la stagione dei Giants si chiuse con un eccellente 14-2. I primi 2 turni dei playoff furono semplici formalità e i Giants raggiunsero il Super Bowl dove ad attenderli c’erano i Broncos di John Elway.

Lawrence Taylor fu protagonista al Grande Ballo con una giocata cruciale. Fermò il QB Elway sulla goal line a un passo dal TD e alla fine i Giants si imposero 39-20 conquistando il Super Bowl.

I problemi fuori dal campo

Nonostante i buoni auspici per la stagione successiva i Giants chiusero con un record 6-9 con LawrenceTaylor che chiuse comunque con 12 sack in 12 partite. La stagione 1988 dei Giants fu scossa dalla positività alla cocaina di Taylor che venne sospeso per 30 giorni. Tornato dalla squalifica con i Giants sul 2-2, Taylor tornò a dominare e chiuse con 15,5 sack in 12 gare.

Lawrence Taylor disputò una delle migliori partite di sempre contro i New Orleans Saints, partita cruciale per i Giants che però erano senza il QB Simms e i LB Carson e Banks. Taylor registrò 7 tackle, 3 sack e 2 fumble forzati che permisero ai Giants di trionfare 13-12. Nonostante le prestazioni di Taylor i Giants malgrado un record 10-6 fallirono i playoff.

Nel 1989 nonostante una tibia fratturata Lawrence chiuse con 15 sack e fu convocato al nono Pro Bowl. I Giants terminarono con un record 12-4 che gli valse i playoff, furono però eliminati dai Rams nonostante 2 sack e un fumble forzato di Taylor.

Nel 1990 dopo una lunga trattativa per il contratto, Lawrence Taylor firmò per 5 milioni in 3 anni appena 4 giorni prima del debutto contro gli Eagles. Iniziò alla grande con 3 sack e 2 fumble forzati. Chiuse con 10,5 sack e con la decima convocazione al Pro Bowl, mentre i Giants chiusero con un record 13-3.

In un tesissimo match contro i 49ers nella finale della NFC, i Giants vinsero 15-13 grazie a un fumble cruciale recuperato da Taylor. In uno dei Super Bowl più emozionanti di sempre i Giants trionfarono 20-19 contro i Bills. Grazie soprattutto alle strategie difensive della coppia Parcells-Belichick e al clamoroso Field Goal sbagliato da Scoot Norwood.

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Il ritiro

Dopo il secondo SB vinto Taylor le prestazioni di Lawrence Taylor calarono vertiginosamente. Mancò per la prima volta il Pro Bowl chiudendo con 7 sack in 14 gare.

Nella penultima stagione giocata in NFL dopo un inizio spumeggiante con 10 sack in 9 partite, Taylor si ruppe il tendine d’Achille e saltò tutta la seconda parte di stagione. Giocò la sua ultima partita in NFL nella partita dei playoff persa 44-3 contro i 49ers, partita nel quale Taylor fu sorpreso in lacrime nelle fasi finali della gara.

Lawrence Taylor nonostante fosse un giocatore duro non è mai stato considerato un giocatore scorretto. Spesso però, Lawrence faceva di testa sua ignorando gli assegnamenti negli schemi. L.T. secondo molti ha cambiato il Football e soprattutto il ruolo di LB.

Prima i LB più forti giocavano sempre al centro, mentre dopo Taylor questa concezione cambiò e molti coach soprattutto il coach dei Redskins dovettero cambiare l’attacco per cercare di bloccarlo. Nonostante i suoi straordinari numeri, fuori dal campo ebbe uno stile di vita abbastanza tormentato con problemi dovuti soprattutto alla cocaina.

Dopo il ritiro, aumentò con l’abuso di droga.  Infatti, egli subì 3 arresti per sostanze stupefacenti. Taylor è stato un incubo per gli attacchi degli anni ’80 ed è stato inserito nella Hall of Fame nel 1999 (primo anno di eleggibilità), inoltre il suo numero di maglia (il 56) è stato ritirato dai New York Giants.

Fenomeno in campo e problematico fuori dal campo. Come tanti Lawrence Taylor può essere associato alla cultura “Genio e sregolatezza” anche se le sue azioni in campo resteranno per sempre impresse nella memoria degli appassionati.

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