Seguici su

Baltimore Ravens

Ray Lewis

La storia del Muro di mattoni

  • 16’ di lettura

Il 3 febbraio 2013, è il giorno che tutti i tifosi dei Ravens (e non solo) ricorderanno per il ritiro di uno dei più grandi LB della storia.

La vita di Ray Lewis è legata a doppio filo con i Baltimore Ravens, infatti in carriera ha giocato soltanto per la franchigia del Maryland che curiosamente è nata proprio l’anno in cui lui è entrato nella lega per cui si può dire che le due parti hanno vissuto i momenti bui e luminosi sempre insieme fino al 2012, ultimo anno del LB.

Diamo però uno sguardo al passato di uno dei più forti LB di tutti i tempi.

Gli anni del College

Ray Lewis nacque in Florida nel 1975 ed ebbe un’infanzia molto travagliata. La Madre era giovanissima quando lo partorì (appena 16 anni) ed il padre fu praticamente assente per tutta la sua infanzia e l’adolescenza.

Non a caso Ray decise di cambiare cognome abbandonando il cognome del padre (Jackson) per adottare quello del fidanzato della madre (Lewis). Alle High School diventò subito un campione di Wrestling, ma il meglio lo dava su un campo da football americano soprattutto in difesa, secondo numeri dell’epoca in una stagione registrò oltre 200 tackle e 10 sack.

L’intensità e le letture di gioco lo fecero salire alla ribalta e l’Università di Miami gli offrì una borsa di studio per convincerlo a giocare per loro. La borsa di studio fu un vero salvataggio per Ray Lewis, visto che i suoi economicamente se la passavano abbastanza male. Al college ci mise poco a esplodere e a diventare il leader della difesa degli Hurricanes.

Nonostante i diversi riconoscimenti personali non riuscì a guidare gli Hurricanes al successo di squadra, essi infatti vennero sconfitti al Fiesta Bowl nel 1993 e all’Orange Bowl nel 1994. A fine anno 1995, Ray decise di saltare l’ultimo anno di college per diventare professionista.

Ray Lewis al college

Lewis al college

Ray Lewis sbarca nella NFL

Al Draft, Ray Lewis si presentava come uno dei migliori LB della classe, i neonati Baltimore Ravens possedevano ben 2 scelte al primo giro e fecero un capolavoro prendendo due Hall of Famer, alla 4 assoluta arrivò l’OT Ogden (Hall of Famer, 11 volte Pro Bowler e 9 volte All-Pro) e alla 26 Ray.

Advertisement

Il debutto con i Ravens

Debuttò con i Ravens contro i Raiders e immediatamente influì nella vittoria dei suoi con un intercetto alla prima in carriera. Collezionò alla prima stagione in carriera 110 tackle (leader della squadra), 2.5 sack e 1 intercetto, tutto ciò però non bastò per la prima convocazione al Pro Bowl, mentre Baltimore dopo la vittoria all’esordio chiuse con un modesto 4-12.

Nella seconda stagione tra i Pro, Lewis alzò ancora di più l’asticella arrivando a ben 184 tackle con ben 4 sack, 1 intercetto e 1 fumble forzato.

I numeri gli garantirono la prima convocazione al Pro Bowl. Purtroppo però i Ravens chiusero ancora con record negativo. Ray continuò a giocare stagioni di altissimo livello, guadagnando la convocazione al Pro Bowl sia nel 1998 che nel 1999 e finalmente dopo 3 stagioni consecutive con record perdente i Ravens riuscirono a raggiungere il primo record non negativo della loro storia chiudendo 8-8 all’alba della stagione del nuovo millennio.

I miglioramenti furono notevoli soprattutto in difesa, visto che Baltimore diventò la sesta miglior difesa su passaggio e la seconda contro le corse, grazie soprattutto a Ray Lewis, leader emotivo e in campo dei suoi.

Advertisement

Le accuse di omicidio e il Super Bowl

La vita di Ray Lewis però fu sconvolta a fine stagione (inizio 2000); il giorno dopo la vittoria dei Rams nel Super Bowl, le televisioni americane non parlavano di altro ma non si riferivano al Super Bowl, ma a Ray Lewis poiché dopo una festa due persone morirono accoltellate e Lewis insieme a due suoi amici fu incriminato del doppio omicidio. Passò ben 11 giorni in cella, alla fine il LB fu scarcerato e le dinamiche di quella vicenda non furono mai chiarite.

Anche I Ravens prima dell’inizio del 2000 ebbero delle difficoltà societarie e dovettero cambiare proprietario, invece in campo i Ravens diedero spettacolo con una difesa strepitosa che concesse pochissimi punti, appena 165 che servirono a strappare il record alla leggendaria difesa dei Bears del ‘85. Ray Lewis fu ovviamente determinante e dominante con 137 tackle effettuati, 2 intercetti e 3 fumble recuperati.

La cosa che impressionò di più fu la leadership di Ray e a fine anno fu premiato per la prima volta come miglior difensore dell’anno, ma il bello doveva ancora venire.

I Ravens chiusero 12-4 e arrivarono per la prima volta nella loro storia ai playoff. Ai playoff, Lewis alzò ancora di più il livello di gioco e nella gara delle Wild Card contro i Broncos piazzò un intercetto e i Ravens vinsero 21-3 accedendo al Divisional Playoff.

Contro i Titans che avevano chiuso la stagione 13-3, Ray Lewis sul 17-10 mise a segno un fondamentale intercetto ritornandolo per 50 yards in TD, tale azione chiuse la gara e mandò i Ravens alle finali di Conference.

I Raiders nella finale di Conference vennero travolti dalla difesa di Baltimore che mise a segno 4 intercetti e un totale di 5 turnover, il 16-3 finale diede ai Ravens il primo viaggio al Grande Ballo.

A un anno di distanza dalle accuse di omicidio, Ray tornò protagonista sui giornali americani il giorno dopo il Super Bowl, ma stavolta per i successi personali e di squadra, infatti il LB grazie a una gran prestazione nel Super Bowl contro i Giants venne nominato MVP del Super Bowl e si mise al dito il primo anello della carriera.

Una stagione da Record

Ray Lewis continuò a offrire prestazioni di livello altissimo, nel 2001 confermò Pro Bowl e All Pro, anche se i Ravens non riuscirono a confermare il titolo. Nella stagione 2002 invece Ray si infortunò dopo sole 5 partite e dovette saltare tutta la stagione. Nelle 5 partite disputate, Ray Lewis era arrivato a quasi 60 tackle!

Nella stagione 2003 decise di esagerare chiudendo con ben 161 tackle e la bellezza di 6 intercetti, uno di questi fu ritornato anche in TD (contro i 49ers). Oltre al Pro Bowl e all’All Pro fu nominato per la seconda volta difensore dell’anno. Nei Playoff sfoderò una prova monstre contro i Titans chiudendo con 17 tackle ma ciò non bastò per garantire la vittoria.

Advertisement

 

L’accoppiata 2004-2005 fu poco felice per i Ravens e per Ray Lewis, nel 2004 il LB riuscì a centrare il Pro Bowl e nel First Team All Pro mentre nel 2005 fu ancora una volta fermato da un infortunio che gli fece saltare tutta la stagione, per la cronaca in entrambe le stagioni i Ravens non centrarono i playoff.

Nel frattempo, però, i Ravens nei draft del 2002 e del 2003 avevano pescato due giocatori di grandissimo livello, il safety Ed Reed e l’OLB Terrell Suggs. L’esplosione definitiva della difesa di questi 3 grandissimi giocatori si ebbe nel 2006.

I Ravens concessero appena 12,5 punti di media e furono la miglior difesa della lega inoltre chiusero con il miglior record della loro storia, 13-3. Lewis confermò la sua leadership e i riconoscimenti personali.

Ai Playoff, i Ravens ospitarono gli Indianapolis Colts che erano la vecchia squadra di Baltimore in una partita dal clima ultrainfuocato, la difesa dei Ravens mise in grande difficoltà Peyton Manning  non concedendo alcun TD, purtroppo però Adam Vinatieri fu perfetto con 5 Field Goal realizzati che mandarono i Colts al turno successivo.

La delusione per la sconfitta fu forte e i Ravens chiusero la stagione successiva 5-11 anche se Ray Lewis continuò con i riconoscimenti personali.

L’arrivo di John Harbaugh

I Ravens cambiarono allenatore affidandosi a John Harbaugh che selezionò subito al draft il QB Joe Flacco. Baltimore tornò velocemente competitiva e grazie alla solita super difesa raggiunse i playoff con un record di 11-5. I Ravens partirono dalle Wild Card contro i Dolphins, che furono domati con un perentorio 27-9 con Ray Lewis che firmò 9 placcaggi.

Ray aumentò l’intensità nel turno successivo contro i Titans arrivando a ben 11 tackle nel 13-10 finale. Nelle finali di conference i Ravens trovarono gli acerrimi rivali di Pittsburgh; in una partita durissima il giovane Flacco fu intercettato nel quarto quarto dallo squalo Polamalu che ritornò in TD e mandò i corvi a casa.

Baltimore continuò a centrare i playoff negli anni successivi, ma non subì che cocenti delusioni. Nel 2009 furono eliminati dai Colts mentre nel 2010 furono di nuovo gli Steelers i killer. Le prestazioni di Ray Lewis iniziarono anche a calare, anche se nel 2010 mise a segno ben 140 tackle, 2 intercetti e anche un TD.

Il 2011 sembrò l’anno buono per il secondo anello, Ray Lewis fu costretto a saltare alcune partite ma il compagno di squadra Terrell Suggs fu semplicemente devastante e vinse il premio di difensore dell’anno. Baltimore chiuse 12-4 giungendo seconda dietro ai Patriots nella AFC. Dopo una vittoria su Houston nel divisional, i Ravens volarono a Foxboro a sfidare Brady e i suoi Patriots.

La difesa dei Ravens guidata dal difensore dell’anno Suggs e da un sontuoso Ray Lewis mise in grandissima difficoltà l’attacco dei Patriots, con Brady che subì ben 2 intercetti. Il Sogno dei Ravens fu infranto dal Kicker Billy Cundiff che sul 23-20 sbagliò un facile calcio da 32 yards distruggendo tutti i sogni di gloria di Ray Lewis e compagni, i 12 tackle di Ray furono completamente inutili.

L’ultimo Super Bowl

Baltimore però volle provarci l’anno dopo, ma la stagione partì malissimo con l’infortunio di Terrell Suggs, Ray Lewis partì fortissimo con diverse partite sopra i 10 tackle, ma la sua stagione venne interrotta da un infortunio al tricipite. I sogni di gloria dei Ravens sembravano ormai tramontati. La difesa, però, fu trascinata dal terzo tenore Ed Reed, mentre l’attacco grazie a un grande Ray Rice offrì buone prestazioni.

Nei Playoff, Ray Lewis tornò in campo e annunciò che dopo i playoff si sarebbe ritirato. L’ultima partita della carriera a Baltimore fu vinta contro i Colts del giovane Andrew Luck con Ray che dominò con 13 tackle e un quasi intercetto. Nel divisional i Ravens volarono al Mile High di Denver in una partita difficilissima contro l’attacco dei Broncos guidato da Peyton Manning.

Grazie a una partita perfetta di Joe Flacco (tra cui un passaggio da 70 yards sotto di 7 a meno di un minuto dalla fine), un Corey Graham da 2 intercetti e un Ray Lewis da 17 placcaggi, i Ravens riuscirono ad abbattere la resistenza di Denver dopo due supplementari grazie al calcio di Justin Tucker. Nella finale di Conference, i Ravens tornarono nel teatro della delusione dell’anno prima, ossia al Gillette Stadium contro i soliti Patriots di Tom Brady.

Nonostante lo svantaggio all’Halftime, i Ravens trascinati da un grandissimo Joe Flacco in tandem con Anquan Boldin riuscirono a vincere diventando l’unica squadra a battere in casa i Patriots di Brady dopo essere stati in svantaggio all’Halftime.

Ray Lewis chiuse la partita con 14 tackle, arrivando a un totale di 44 tackle in appena 3 partite. Nel Super Bowl contro i San Francisco 49ers giocò una partita sottotono, ma un Flacco in versione Montana giocò una partita perfetta e regalò il secondo Super Bowl a Lewis e ai Ravens.

Ray Lewis nella sua carriera è stato assolutamente un giocatore infermabile, sicuramente il Middle Linebacker più forte di tutti i tempi, dotato di una leadership fuori dal comune e da una capacità di lettura impressionante. Nei placcaggi ci andava molto duro guidato anche da uno spirito feroce.

Grazie alle sue prestazioni, la difesa dei Ravens è stata per diversi anni al top ed è riuscito a chiudere la carriera con un’ennesima impresa leggendaria. Possiamo chiudere il racconto della carriera di Ray Lewis con le sue parole alla fine del Super Bowl vinto a New Orleans: “How could it end any other way than that? And now I get to ride into the sunset with my second ring….Baltimore! Baltimore! We coming home, baby! We dit it!”.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Di più Baltimore Ravens