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Walter Payton

Chicago Bears

Walter Payton

La storia del Dolce Uno

  • 8’ di lettura

Uno dei più forti Running-back che abbia mai calcato un campo da football è Walter Payton, dotato di un’eleganza incredibile che ha fatto sognare tutti i tifosi dei Chicago Bears.

Gli anni del College

Walter Payton nacque a Columbia il 25 luglio 1954. Il piccolo Walter era un ragazzino molto tranquillo, studente leale e mai sopra le righe. Nel suo penultimo anno di liceo capì di avere un talento per il football americano e iniziò a giocare come Running-back per la sua scuola, la Jefferson High School.

Payton trascinò i suoi a un record 8-2 e venne nominato atleta del Mississippi’s All State Team. A causa dei problemi di razzismo decise di scegliere la Jackson State University sempre in Mississippi, università per soli neri già frequentata dal fratello.

Le dimensioni dell’Università non gli permisero di avere grande visibilità. Walter Payton guadagnò la notorietà con il suo talento straordinario correndo 3563 yards (6,1 di media) con il record NCAA di 65 TD su corsa.

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Walter Payton sbarca nella NFL

Nonostante la scarsa notorietà, giunse quarto alla corsa all’Heisman Trophy. Walter Payton fu uno dei migliori prospetti per il Draft 1975 e alla quarta scelta assoluta i Chicago Bears decisero di selezionarlo.

“Sweetness” non iniziò benissimo. Infatti, alla prima partita venne stoppato a zero yards su 8 tentativi di corsa. In più, nella sua prima stagione, non riuscì a cambiare le sorti della sua squadra correndo a una media di sole 3,5 yards. La sua stagione da rookie terminò con 679 yards e 7 TD con i Bears che chiusero 4-10.

L’anno dopo Payton diventò a tutti gli effetti il titolare nel Backfield. Grazie allo splendido gioco di gambe unito all’intelligenza e alla straordinaria velocità, registrò ben 1390 yards che gli permisero di registrare la prima convocazione al Pro Bowl.

Fu in questa stagione che Walter Payton si allenò molto sulle ricezioni per diventare un giocatore totale. Grazie alle super prestazioni di Payton, Chicago tornò ad avere un record del 50% dopo ben 7 stagioni negative.

Il primo Super Bowl e il premio di MVP

Fu il 1977 l’anno di Walter Payton, che corse il record NFL di 1852 yards (allora Record di yards corse in una stagione) grazie alle quali si aggiudicò il titolo di MVP e Offensive Player della lega. Più importante, riuscì finalmente a portare i Bears ai playoff con un record di 9-5.

Nonostante le grandi prestazioni di Payton, Chicago non riusciva ad attrezzare una squadra vincente e bisognò attendere il 1982 per la grande svolta. I Bears decisero di ingaggiare Mike Ditka alla guida della squadra, coach che avrebbe fatto le fortune della squadra.

Ditka creò una delle difese più forti di sempre e nel 1985 la squadra scoppiò definitivamente in tutti i reparti. La difesa fu la migliore della lega in tutto e Walter Payton corse 1551 yards con 9 touchdown in più ricevette ben 49 palloni.

Il talento di Payton unito alla grande difesa trascinò Chicago a un record di 15-1 e nei playoff. Il dominio fu ancora più netto: 21-0 su New York e 24-0 sui Rams che fecero raggiungere ai Bears il Super Bowl XX, da disputare a New Orleans.

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Nel Super Bowl, Walter Payton faticò per tutta la gara a causa dei continui raddoppi dei Patriots e subì probabilmente una delle più grandi delusioni della sua carriera a causa di una scelta errata di Mike Ditka. Infatti, in una situazione di “corto e goal” Ditka decise di far correre il secondo RB Perry invece di Walter, che desiderava dalla nascita quel TD su corsa.

Successivamente Ditka dichiarò che la mancanza di un TD da parte di Walter in quella partita fu uno dei suoi maggiori rimpianti. Il Super Bowl, fu tra i più scontati di sempre. Si chiuse con un dominio dei Bears che vinsero 46-10.

Il ritiro di una leggenda

Nonostante la delusione per il mancato TD al Grande Ballo, Walter Payton continuò a giocare alla grande e nel 1986 corse ben 1333 yards, che gli valse l’ennesimo Pro Bowl in carriera. Alla fine di tale stagione annunciò che la stagione successiva sarebbe stata l’ultima della sua carriera. Nel 1987, “Sweetness” corse appena 146 volte chiudendo con 533 yards e 4 marcature.

I Bears raggiunsero i playoff, ma persero da Washington. La sua ultima partita della carriera. Le 85 yards corse contro i Redskins furono le ultime della carriera di Walter PaytonPayton è stato in carriera convocato 9 volte al Pro Bowl e ha avuto il record (poi battuto da Emmitt Smith) di 16726 yards corse in carriera.

Walter Payton sarà sicuramente ricordato per le imprese sul campo, ma fuori dal campo era un atleta modello.

Non è mai finito sui giornali per cose che non fossero football, anzi alle volte gli venivano dedicati degli articoli speciali per le sue straordinarie imprese sul campo. Il suo soprannome “Sweetness”(dolcezza) deriva dal suo carattere e dalla sua eleganza nel portare la palla.

Una ispirazione, anche dopo la carriera professionistica

Walter morì nel novembre 1999 a soli 45 anni per un cancro al fegato. A ricordarlo, ci fu la Walter and Connie Payton Foundation, fondata da lui e la moglie Connie, per aiutare i malati di cancro e favorire i trapianti oltre a regalare a ogni Natale migliaia di regali per i bambini bisognosi di Chicago.

Walter Payton con la sua incredibile bravura ha ispirato tutti i RB della generazione futura. Entrò nella Hall of Fame al primo di eleggibilità nel 1993. Dopo la sua morte uscirono diversi articoli, in cui si diceva che fosse ormai depresso e stanco di vivere (a causa della malattia).

I Tifosi dei Bears (e in generale tutta la NFL), però, non lo dimenticarono (e non lo hanno dimenticato) mai e alla prima partita (al Soldier Field) dopo la sua morte gli tributarono un’autentica ovazione (cartelli, video, ecc.), il minimo in onore di una leggenda di nome Walter “Sweetness” Payton.

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